Fratelli dell'Uomo si stringe alla comunità senegalese in Italia |
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I fatti di Firenze ci hanno scosso l'anima, la comunità senegalese è stata colpita da un durissimo atto di aggressione che non può essere ricondotto solamente alla follia di un uomo: anni di costruzione dell'immaginario di un nemico , dell’”extracomunitario” come diverso per eccellenza, portano anche a queste storture disumane. Fratelli dell'Uomo lavora da anni a fianco di alcune realtà in Senegal e dei migranti che si trovano in Italia, il nostro rapporto è sempre stato della massima collaborazione e cooperazione, è indubbio il ruolo importantissimo e positivo che le comunità migranti portano all'Italia. Lavorano, vivono e costruiscono assieme a noi la nostra società. Tanto abbiamo imparato da loro: il concetto di teranga – ospitalità – tanto caro alla cultura del Senegal dovrebbe essere il filo conduttore dei rapporti civili e umani che devono intercorrere tra tutti i cittadini e le cittadine del mondo, qualunque sia il colore della pelle.... Nel 2011 si può ancora morire per il colore della pelle nella civilissima Italia? Noi condanniamo fermamente quel che è successo, la commozione è forte, l'incapacità di comprendere questo episodio ancora di più! I patti per la sicurezza andrebbero totalmente rivisti e ripensati alla luce di questo e di altri tristissimi episodi che si stanno susseguendo a danno dei migranti. Ci domandiamo: sicurezza per chi? Che significato ha questa parola per una fascia di popolazione che viene costantemente relegata ad essere l'ultimo ingranaggio della nostra società? Chi protegge questi nostri amici e amiche che ogni giorno si alzano, studiano, lavorano, vivono con noi? Chiediamo che ci sia una forte attenzione e che si riparta dai territori per scardinare questo circolo vizioso e distorto che cerca soprattutto in momenti di crisi di trovare il capro espiatorio dei nostri disagi colpendo i più deboli. Ancora il nostro cordoglio e affetto per la comunità Senegalese. |
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