Pisa può essere una città davvero accogliente?

La nostra risposta è sempre stata e sarà sempre sì.

pisa_san_rossore_accoglienza_profughi2.jpgBasterebbe davvero poco per garantire la vivibilità dei luoghi d'accoglienza e i diritti per quei migranti che fuggono da ogni genere di pericolo, violenza e abuso, che incontrano sia nel proprio paese, sia durante il viaggio.

Il problema, come sempre, è la volontà di prendersi carico e strutturare un'accoglienza dignitosa, senza “scaricare il barile” appellandosi ai “numeri dell'accoglienza” o riferendosi esclusivamente a chi finora ha avuto il mandato di gestirla, ovvero la prefettura. Da anni lo ripetiamo, a fronte di un'amministrazione affetta da una sorta di sordità selettiva: è necessario semplicemente abbandonare il concetto di emergenza e iniziare a gestire un fenomeno che nessun ripristino delle frontiere riuscirebbe comunque a fermare.

Alla Polveriera nel quartiere del CEP, ma è così in molti altri centri, ci raccontano una situazione di sovraffollamento, con circa una settantina di ospiti stipati nella struttura in muratura e in alcuni container che si trovano all'ingresso dello spazio demaniale, gestito dalla Croce Rossa. 

I letti presenti nei container sono separati da pochi centimetri. Durante il sopralluogo che abbiamo svolto non è stato possibile verificare la presenza di aria condizionata, ma poco importerebbe, a fronte della totale mancanza di spazio vitale. 

Da tempo proponiamo soluzioni fattibili e a costo zero: la messa a disposizione da parte dell'amministrazione di più spazi tra i molti inutilizzati in città - adatti all'accoglienza sia di adulti sia di minori non accompagnati - e l'aumento della disponibilità di posti in SPRAAR, riducendo così l'accoglienza d'emergenza.

Si tratta di semplici raccomandazioni di buon senso, sponsorizzate anche dall'ANCI, ma che a Pisa vengono colpevolmente ignorate dal governo cittadino.

 
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