SUL 12 DICEMBRE A PISA: LA PIAZZA DEI SINDACATI CHIUSA A LAVORATORI, STUDENTI E CITTADINI |
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Sarebbe stata una piazza evidentemente di tutti, dato l'ampio raggio di pesanti provvedimenti che sono inseriti nella finanziaria che peggioreranno da subito le condizioni di vita di varie fasce di popolazione. Eppure ci si è trovati davanti ad un ingente sbarramento di forze dell'ordine che ha isolato il presidio delle tre sigle sindacali impedendo l'accesso del corteo nella piazza. Non ci sono chiari i motivi per cui si è impedito a studenti e lavoratori di partecipare all'iniziativa sindacale. Perché in una fase di profonda crisi, in cui i diritti e le condizioni di vita dei cittadini sono sotto attacco si blinda la piazza in cui si sta manifestando contro le misure proposte dal Governo? C'è stata forse la necessità di impedire l'eventuale dissenso della base alle strategie che Cgil, Cisl e Uil stanno attuando nei confronti del Governo? O anche la necessità di soffocare le critiche verso Cisl e Uil che hanno favorito l'espulsione della Fiom Cgil dagli stabilimenti Fiat e il peggioramento dei diritti e delle condizioni di lavoro dei circa 86mila operai Fiat?
In un momento in cui la democrazia di questo Paese assomiglia sempre più
ad un mero esercizio di forma, blindare una piazza sindacale
rappresenta un ulteriore arretramento e un gravissimo isolamento dei
soggetti sociali dalla loro base. In una Italia sempre più avvitata su sé stessa a causa della crisi e delle politiche liberiste e recessive attuate da circa due decenni a svantaggio della maggioranza della popolazione, in cui il malessere trova sfogo e alimenta pericolosi atti di intolleranza e razzismo, è necessario garantire la partecipazione e il diritto al dissenso, nonché ricostruire il rapporto di fiducia tra i soggetti sociali e coloro che li rappresentano. Laboratorio delle disobbedienze - Rebeldia |
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Lunedì 12 dicembre a Pisa è stato impedito ad un corteo di studenti, lavoratori e delegati sindacali Fiom Cgil di entrare in piazza Mazzini, in cui si teneva il presidio Cgil-Cisl-Uil in occasione dello sciopero unitario del settore privato contro la manovra Monti.