Saint-Gobain: salta l'accordo a rischio 400 posti di lavoro |
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Viene così disatteso l'accordo del 2007 siglato tra il comune di Pisa che prevedeva la concessione di una variante urbanistica per l'area della Saint-Gobain ad ovest dell'Aurelia in cambio della costruzione del nuovo Float che avrebbe garantito la permanenza dell'azienda. La città, oggi, invece, oltre la cementificazione dell'area dismessa verrà a perdere una struttura produttiva “storica” con i suoi oltre 400 posti di lavoro, fra dipendenti diretti ed addetti ai servizi e all'indotto. La crisi economica può servire talvolta come alibi per giustificare impegni non mantenuti e procedere a ristrutturazioni aziendali; così la Saint-Gobain motiva il suo voltafaccia. Come se fosse credibile che una multinazionale che occupa nel mondo 2000.000 addetti di cui 4.500 in Italia per 1.700 milioni di fatturato non fosse in grado di pianificare con chiarezza un investimento di 100 milioni di euro in 5 anni, di cui 20 già recuperati dalla vendita dell'area dismessa. Al contrario il rallentamento del mercato del vetro a seguito della crisi dei settori trainanti (auto, edilizia, fotovoltacio, etc..) offre oggi l'opportunità per sospendere senza danni la produzione per il periodo necessario per la costruzione del nuovo Float: così da essere in grado di presentarsi al massimo livello produttivo e con le adeguate strumentazioni alla ripresa. La strada della liquidazione della fabbrica intrapresa dalla Saint-Gobain è perdente non solo per i lavoratori, ma anche per la città e deve essere respinta. Per questo è necessaria una forte mobilitazione di tutta la cittadinanza ed anche delle istituzioni. L'amministrazione comunale deve mettere in campo tutti gli strumenti, compresi quelli urbanistici, a sua disposizione per garantire il rispetto degli accordi siglati nel 2007. Laboratorio delle disobbedienze Rebeldìa Partito della Rifondazione Comunista Pisa
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L'annullamento da parte della Saint-Gobain dell'investimento per la
costruzione del nuovo Forno Float ed il rinvio anche della riparazione
(placcaggio) del forno attualmente in funzione anche se in fase di esaurimento,
rappresenta una decisione molto grave ed altissimo rischio per la permanenza
della fabbrica a Pisa.