Mancanza di sicurezza e precarietà del lavoro e della nostra stessa vita: sono queste le vere emergenze.
Contro le morti sul lavoro e per la difesa della vita e della dignità di
chi lavora.
Mercoledì 12 Dicembre, ore 17.30
presidio davanti alla prefettura di Pisa (piazza
Mazzini)
Gli infortuni e le morti sul lavoro, le cosiddette "morti bianche", sono in
continuo aumento, la loro crescita va di pari passo con l'intensificazione dei
ritmi di lavoro e l'aumento delle ore lavorate. Più cresce lo sfruttamento,
maggiori sono i profitti: gli infortuni e le morti non sono eventi accidentali,
ma dipendono dalle condizioni di lavoro nel nostro paese.
Il caso della acciaieria di Torino è emblematico: una fabbrica in
dismissione, dove i lavoratori prima di essere buttati fuori vengono costretti a
ripetuti straordinari e a produrre con macchinari decrepiti e con scarsa (o
nulla) manutenzione, ha seminato morte e dolore: quattro operai deceduti e altri
tre in condizioni gravissime, con ustioni sul 95% del corpo, tra la vita e la
morte. Morti e feriti tra lavoratori costretti a operare in condizioni disumane,
entrati al lavoro alle 14 che non avevano finito il turno alle 22, perché
dovevano fare 4 ore di straordinario, fino alle 2 di notte.
Nel Belpaese che è l'Italia, col salario non si arriva alla quarta
settimana del mese, in più le assunzioni, se si fanno, sono soprattutto a tempo
determinato o sono inserimenti di "interinali", tanto gli operai ormai sono
costretti a fare i "flessibili" e i padroni con la vita degli operai possono
fare quel che vogliono: straordinari a mille, sicurezza a zero.Assenza di
sicurezza e precarietà del lavoro, perdita di potere di acquisto dei salari e
delle pensioni sono le sole emergenze delle quali vogliamo sentir parlare e che
devono essere da subito combattute.l Governo deve smetterla di regalare miliardi
di euro alle imprese e fare, invece, scelte concrete contro la precarietà del
salario, dell'occupazione e delle condizioni di lavoro.l dolore, la rabbia e
l'indignazione per quanto è successo nella fabbrica torinese della morte e
succede in tanti altri luoghi di lavoro gridano la volontà dei lavoratori di non
accettare più che le loro vite continuino a essere calpestate.
CONFEDERAZIONE COBAS, Partito di comunisti italiani, Partito della
rifondazione comunista, Sinistra critica, Verdi Pisa, Coordinamento per unità
dei comunisti, Laboratorio delle Disobbedienze Rebeldía, Arci Pisa
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