Laboratorio delle Disobbedienze Rebeldia a fianco di tutti i lavoratori e delle lavoratrici

CONTRO LE GRAVI DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PIERONI (PD) SUGLI OPERAI PIAGGIO E CEVA. IN DIFESA DELL'ART.18 E DELLE PROTESTE DEI LAVORATORI.

 Il Laboratorio delle Disobbedienze Rebeldia è a fianco di tutti i lavoratori e delle lavoratrici che in queste ore scioperano e scendono in piazza a difesa di tutti quei diritti nuovamente messi sotto attacco dalla controriforma del mercato del lavoro proposta dal Governo, con il complice benestare di Cisl e Uil e con l'acquiescenza dimostrata da tutte le principali forze politiche (PD in testa), che hanno fin qui sostenuto a prescindere e in modo acritico tutte le pesanti misure economiche messe in atto dal Governo Monti e tese anocra a colpire i ceti sociali più deboli, con il risultato di rendere impossibile la vita a milioni di famiglie e di aggravare la recessione del paese: altro che salvaItalia! Un governo mai eletto da nessuno, che sfruttando l'alibi della crisi economica, sta sempre di più mostrando lo sprezzo di ogni dialettica democratica e che è sempre più schiacciato sulle posizioni di Marchionne, Confindustria e Centrodestra.

In questa situazione molto pesante riteniamo a dir poco incresciose le dichiarazioni del presidente della provincia Pieroni contro i blocchi effettuati oggi dagli operai della Piaggio e della Ceva. E' inaccettabile che invece di schierarsi con chi sarà colpito dall'abolizione di diritti così importanti come quelli tutelati dall'art.18 (che protegge chi lavora dai licenziamenti ingiusti e discriminatori), il Pd voglia risolvere sulla pelle dei lavoratori i propri contrasti interni, provando anche a delegittimare la protesta e la mobilitazione che dai luoghi di lavoro si sta mettendo in atto.

Una protesta che ci auguriamo porti presto, sulla spinta dell'opposizione netta sin qui tenuta da FIOM e CGIL, come da tanti lavoratori in maniera spontanea, ad un grande sciopero generale e generalizzato di tutte le categorie che sia in grado di bloccare realmente  tutto il paese, come avvenne quando il Governo Berlusconi tentò di manomettere l'articolo 18, ma fu costretto a fermarsi. 

L'art.18 non può essere cancellato, ma soltanto esteso a chi non lo ha: come dimostrano gli ultimi decenni di flessibilità selavaggia e recessione, non è cancellando i diritti a chi ancora li ha che si può ridurre la precarietà in Italia o aumentare l'occupazione. I diritti vanno estesi, non cancellati.

Laboratorio delle Disobbedienze Rebeldia

 
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