Camera del Lavoro Invisibile - Risultati della consultazione

 Votanti: 235

CONTRARI ALL'ACCORDO DEL 23 LUGLIO 2007: 233 (99.16%)
FAVOREVOLI ALL'ACCORDO DEL 23 LUGLIO 2007: 1 (0.42%)
SCHEDE NULLE: 1 (0.42%)

Migranti votanti: 116 - Italiani votanti: 119

TIPOLOGIE DI CONTRATTO O DI NON CONTRATTO
Lavoratori e lavoratrici al nero: 83 - Disoccupati e disoccupate: 18 - Co.co.co. e Co.co.pro.: 14 - Lavoratori e lavoratrici a tempo determinato: 13 - Prestazioni occasionali: 4

Il 29.23% dei votanti ha una tipologia di contratto molto variegata: stage, part-time, contratto d'opera, borsa di studio, assegno di ricerca, specializzandi e dottorandi. Il restante 14.60% dei votanti ha o un contratto di lavoro a tempo indeterminato (metalmeccanici, insegnanti, dipendenti del pubblico impiego) o è autonomo (artigiani e commercianti) oppure è pensionato.

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Gli invisibili bocciano con il 99% di NO l’accordo su welfare e pensioni, promosso dai sindacati confederali

Al seggio precario ed autogestito della Camera del lavoro invisibile organizzato presso Rebeldìa si sono recati, in merito al referendum di questi giorni, 235 lavoratori e lavoratrici e il responso è stato netto: il 99% si è espresso contrariamente al protocollo del 23 luglio. Da rilevare i soggetti che hanno risposto a questa iniziativa: senza diritti, invisibili per i sindacati e le forze politiche. Infatti dei 235 partecipanti ben 116 sono migranti clandestini. La nostra è stata una iniziativa che ha dato parola a chi oggi è escluso come dimostra un dato per tutti: dei 235 votanti 83 sono lavoratori e
lavoratrici al nero.
I toni entusiastici di CGIL, CISL e UIL omettono la scarsa affluenza che si è avuta nel nostro territorio e non solo, eccetto le fabbriche, come dimostrano l’ospedale, l’università, le scuole.
Si omette, inoltre, che coloro che hanno fatto pesare la bilancia al favore del Si sono i pensionati, quelli che la pensione l’hanno già , quelli che hanno goduto dei benefici dello stato sociale.
I sindacati omettono che tutti i luoghi di lavoro dove è stato possibile fare assemblee, fare informazione, dove il No ha avuto voce, il protocollo è stato bocciato in maniera netta. Dove si è riuscito a difendere la democrazia sindacale, rompendo il monopolio bulgaro è emersa una contrarietà forte non solo ai provvedimenti previsti nell’accordo ma soprattutto alla concertazione. Il No espresso dai lavoratori attivi in tutto il paese ha inviato un messaggio chiaro che non può essere falsificato: i contenuti del protocollo non sono in alcun modo riformabili perché è lo spirito di quel patto a distruggere ogni difesa del lavoro e a imporre condizioni schiavistiche alla quota sempre crescente del lavoro precario.
I luoghi di resistenza operaia, precaria e sociale diffusi su tutto il territorio, la nascita di camere del lavoro invisibile per la consultazione precaria costituiscono il punto di partenza per costruire l'opposizione al protocollo, alla Finanziaria e alle leggi-precarietà: una massa critica fatta dalla Fiom, dai centri sociali, dai collettivi autorganizzati di precari, dal sindacalismo di base che chiede diritti, reddito, salario, ma anche democrazia nei luoghi di lavoro, contro la concertazione e le politiche a favore delle imprese che il Governo Prodi in questi anni sta portando avanti.

Camera del lavoro invisibile
Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía
 
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