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42X2 by Radio Roarr

 

A fianco di Amnesty International

Il Progetto Rebeldià aderisce all'appello lanciato dal''Associazione Diritti e Frontiere (Adif ) a sostegno di Amnesty International

 

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Rivolgiamo l’appello che segue a tutte le associazioni, forze sociali e politiche settori  della società civile che considerano l’attacco portato ad Amnesty International come irricevibile e che intendono continuare a portare avanti ogni tentativo di fare luce su quanto accade ai migranti che giungono in Italia.

A FIANCO DI AMNESTY INTERNATIONAL

Con il rapporto Hotspot Italia: come le politiche dell’Unione europea portano a violazioni dei diritti di rifugiati e migranti, pubblicato il 3 novembre 2016, Amnesty International ha denunciato gli episodi di violenza e illegalità che ormai da tempo si registrano nel sistema italiano di identificazione e accoglienza. Molti di noi lo hanno fatto, ma in modo episodico e circoscritto a particolari situazioni e illegalità che ormai da tempo si registrano nel sistema italiano di identificazione e accoglienza. Molti di noi lo hanno fatto, ma in modo episodico e circoscritto a particolari situazioni. Basandosi su un accurato lavoro di raccolta di testimonianze, Amnesty ha invece messo media e istituzioni di fronte alla sistematica violazione di principi costituzionali e di convenzioni internazionali – ovvero di quelle pietre miliari della nostra convivenza civile intese a garantire il rispetto dei diritti umani, la libertà e la dignità di ogni persona.

 

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Nessuna certezza sulla cattedrale di vetro

Officine Garibaldi:
 nessuna certezza sulla cattedrale di vetro.
Al via l'ennesima privatizzazione di uno spazio pubblico.

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Nella giornata del 9 novembre, la terza commissione consiliare del comune di Pisa ha effettuato una seduta in sopralluogo all'ormai nota a tutti "cattedrale di vetro" o meglio "Le officine" di Via Garibaldi. Al sopralluogo erano presenti anche gli ingegneri direttamente coinvolti come tecnici nella realizzazione dell'immobile e nell'esplicazione tecnica ai consiglieri e cittadini presenti. Dall'ormai lontana chiusura del cantiere, datata all'ottobre del 2014, l'immobile continua a rimanere chiuso in balia di quello che potrebbe essere (o non essere) il suo futuro.

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L'operazione "Officine" è costato infatti 8 milioni di euro suddivisi in tre partite: 3.471.000 euro dal fondo per i progetti PIUSS (piani integrati di sviluppo sostenibile), 546.667 euro dal fondo regionale per il turismo e 3.982.333 euro dalla Provincia. Ideato dall'architetto Salvatore Re, oggi l'edificio si presenta praticamente pronto in tutti i suoi dettagli, arredi interni e esterni, con notevoli innovazioni applicate alla sua funzionalità tra le quali un impianto geotermico per il riscaldamento e raffreddamento interno, impianto fotovoltaico che può produrre 42kW di energia elettrica da poter distribuire anche nel quartiere perché avanza alle necessità della struttura e applicazioni di domotica per i collegamenti interni e l'illuminazione.

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42X1 by Radio Roarr

Ecco il podcast della prima puntata di 42 Radio Roarr , il programma di informazione Rebelde.

Tutti i martedì alle 18 su radioroarr.org

 

 

NO alla Riforma Costituzionale

Per la giustizia sociale, verso una democrazia sostanziale.
Il Progetto Rebeldìa di Pisa vota NO alla Riforma Costituzionale.

 

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Nella nostra materialità quotidiana di cittadine e cittadini è sempre più difficile trovare una corrispondenza, una relazione virtuosa di principio e attuazione tra diritti sanciti dalla nostra Costituzione e il progressivo smantellamento del diritto del lavoro, della scuola e dello stato sociale, l'interventismo bellico diretto o indiretto sempre più marcato, la distruzione del paesaggio e l'abbandono del patrimonio pubblico, la marginalizzazione sistematica delle minoranze e dei soggetti svantaggiati.

Tra i molteplici traditori dei dettami costituzionali, il governo Renzi - con il Jobs Act, lo Sblocca Italia, la Buona Scuola - ha mostrato che nonostante i pesi e contrappesi dei poteri degli organi dello Stato è possibile imporre dispositivi di austerità ingiunti anche a livello sovranazionale, contro i valori fondanti della carta costituzionale.

La crisi del regime democratico-parlamentare che ci ha governato fin dall’inizio di questo secolo è sotto gli occhi di tutti ed è probabilmente irreversibile: stiamo assistendo non a un semplice mutamento di governo nell’ambito di regole comunque valide, e neanche a una pura ridistribuzione dei rapporti di forza, ma a un cambiamento più sostanziale di forma della politica. Siamo infatti di fronte ad una classe dirigente che vuole cancellare i tempi (lunghi) della democrazia in nome dei ritmi brevi del modello neoliberista.

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Non una di Meno risposte alla violenza strutturale

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Pullman per Roma - 26 Nov - Ni una menos

NI UNA MENOS! NON UNA DI MENO!

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Tutte insieme contro la violenza maschile sulle donne
Verso una grande manifestazione: il 26 Novembre tutte a Roma!

L'inizio del corteo è previsto alle ore 14 a Piazza Esedra (vicino la fermata metro A Repubblica) e si concluderà a Piazza San Giovanni (vicino la fermata metro A San Giovanni).

 

INVIARE ADESIONE ENTRO E NON OLTRE IL 21 NOVEMBRE


PARTENZA – ORE 7.00
Da Pubblica Assistenza – Via Bargagna
RITORNO da Roma -> 20:30

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 23 euro

PER PAGARE LA QUOTA: direttamente sul pullman

PER PRENOTARE :
- inviate una mail a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   indicando nome e cognome e recapito telefonico; nell'oggetto della mail scrivete 'prenotazione pullman per manifestazione 26 novembre' 
- oppure chiamate
Carlotta 327 5794128
Serena 338 8445086

 

 

evento fb https://www.facebook.com/events/195183517595920/

 

 

Verso il 26 Novembre. Ni Una menos

 
Il femminicidio non è il sintomo di un'emergenza temporanea. Il femminicidio non è l'esito inevitabile di casi limite, di parabole da cronaca nera, non è l'ovvia conclusione di relazioni problematiche tra un uomo e una donna. Il femminicidio non è l'espressione tragica di uno stato d'eccezione. Il femminicidio è una conseguenza. È un fenomeno coerente con la nostra cultura, il nostro quotidiano, ora più che mai prigioniero di un potere autonomo, cieco ai diritti elementari dell'individuo, e per primo ai diritti delle donne. 
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L'impennata di episodi di violenza e l'attacco sistematico - in ogni ambito della vita, da quello della famiglia a quello del lavoro - alla libertà di scelta delle donne sono connessi. E cornice di quella che sta assumendo i toni di una persecuzione, è la mancata presa di coscienza collettiva, dalle istituzioni fino a raggiungere il corpo sociale che, invece di lanciare l'allarme, silenziosamente continuano a colpevolizzare le scelte delle donne. Dai banchi di scuola, dove le tematiche di genere sono ignorate e osteggiate, e così nella vita, quando si sceglie di non essere solo madri, di non essere solo la donna di qualcun altro, e ancora nelle aule di tribunale, quando si denuncia un abuso, una violenza. 


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Sostieni Un Partigiano mi disse

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Il Muncipio dei Beni Comuni sostiene il progetto di Gabriele del Grande "Un partigiano mi disse", che affronterà la guerra in Siria e la nascita dell'ISIS raccontate attraverso la gente comune.

Un progetto ambizioso, ma essenziale quello che è stato proposto, un progetto a cui il Municipio dei Beni è stato felice di poter contribuire, e soprattutto di poterlo fare in maniera collettiva, come fu per  la proiezione di "Io sto con la Sposa" del 2014, regalandoci e regalando a Pisa un'occasione imperdibile di riflessione.

Il crowdfunding ha raggiunto ormai l'obiettivo, ma mancano ancora alcuni giorni alla chiusura e ancora per poco sarà possibile partecipare a questo progetto. Affrettatevi, siete ancora in tempo. 



Qui trovate altre info e la modalità di partecipazione: 
https://www.produzionidalbasso.com/project/un-partigiano-mi-disse/

Municipio dei Beni Comuni
 

Il triplice danno ai cittadini di Pisa

Comunicato Stampa Riutilizziamo Pisa 2016

Politiche di alienazione e abbandono:
il triplice danno ai cittadini di Pisa

Il Municipio dei Beni Comuni presenta la terza edizione del dossier Riutilizziamo Pisa, che ormai in modo costante osserva, monitora e aggiorna lo stato degli immobili vuoti abbandonati nel Comune di Pisa.

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Nel 2016 possiamo contare un totale di 248.383 mq di spazi inutilizzati in città, tra proprietà pubbliche e private, con un aumento solo in un anno di 6710 mq abbandonati ex novo, da addebitare alle istituzioni pubbliche.

Per questo l'edizione 2016 si focalizza sui 4 principali enti pubblici presenti sul territorio: Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Università di Pisa e Regione Toscana, includendo in quest'ultima anche le proprietà dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Abbiamo quindi fatto il punto di quale sia l’entità degli immobili lasciati al degrado e all’incuria, ma anche di quali spazi siano presenti nei piani di alienazione, e che quindi  - verosimilmente - entreranno a far parte della categoria.  

Osserviamo come solo gli immobili abbandonati dei quattro enti appena citati arrivino a coprire una superficie di 40.754 metri quadrati. A questa va inoltre aggiunta la superficie di 80.000 mq del Parco di Cisanello.

 

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Fantasmi Immobili

 
Scarica il dossier Riutilizziamo Pisa ed. 2016 
 
Leggi il comunicato 
Politiche di alienazione e abbandono: il triplice danno ai cittadini di Pisa 

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Non sgomberi, ma nuove politiche abitative

Superare le marginalità è possibile! 

  Esattamente un anno fa l’amministrazione comunale di Pisa procedeva allo sgombero del campo della Bigattiera. La ricorrenza, certo non felice, può essere una buona occasione per proporre un bilancio di quella vicenda e dei suoi risultati, a dodici mesi di distanza dalla rimozione dell'insediamento. Le famiglie gettate in mezzo alla strada l’anno passato – con il contorno spettacolarizzato di ruspe, mezzi blindati e forze dell’ordine in assetto antisommossa – sono, a quanto ci risulta, rimaste tutte nel territorio pisano.

L’obiettivo di «ridurre le presenze di rom», declamato a gran voce dal sindaco, non è stato dunque raggiunto, in compenso pressoché tutti gli uomini, le donne e i bambini sgomberati allora, vivono oggi in una situazione se possibile peggiore di un anno fa: alcuni sono finiti in campi irregolari, isolati, privi di qualsiasi servizio, altri hanno cercato di raggiungere i propri familiari, che abitano anch’essi in condizioni di precarietà e di sovraffollamento. Chi dodici mesi fa sosteneva la necessità dello sgombero perché «la Bigattiera non è un luogo dove possono abitare delle famiglie» - cosa verissima! - dovrebbe verificare i risultati di quell'iniziativa, in particolar modo le condizioni di vita dei bambini che sono drammaticamente peggiorate. Le «ruspe democratiche», su cui ironizzò allora un quotidiano e che ricevettero il plauso dello stesso Matteo Salvini, hanno dato prova di inefficienza, ma soprattutto di ingiustizia e disumanità.

 

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