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Non è un film di fantascienza! È uscito davvero il bando per la Leopolda, e che bando!

cinemaltrove Dopo anni di proroghe è stato pubblicato il bando per la Stazione Leopolda. Un bando dovrebbe essere uno strumento di democrazia, pensato per dare la possibilità a tutti di potervi partecipare senza privilegi per l'una o l'altra parte. Invece quello che è venuto fuori in questi giorni è qualcosa che va ben oltre ogni effetto speciale. Non siamo di fronte, però, a un film di fantascienza, bensì a un film drammatico. Da un lato l'evidente costrizione delle associazioni no-profit eventuali vincitrici del bando a vincoli e sudditanze che snatureranno l'identità delle stesse, costringendole a diventare attività commerciali per poter pagare l'oneroso affitto.
Dall'altro, si parla addirittura di stipendi per i dipendenti. Dipendenti di chi? Ma non è tutto. Le attività dovranno passare dalla supervisione politica della Giunta comunale. Sì, siamo sconfinati nel cinema fanta-politico, o forse siamo già arrivati direttamente dentro Matrix.

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Hanno la faccia come il bando.

cinemaltroveL'affaire Leopolda, ovvero della distanza intergalattica che separa la Giunta comunale di Pisa dalla partecipazione e la democrazia

Come Osservatorio antipro del Progetto Rebeldía vogliamo comunicare alla città la nostra posizione sulla questione del bando della Leopolda. Riteniamo che l'attuale gestione di uno spazio così importante come l'ex Stazione Leopolda rappresenti in maniera chiara un modello di rapporto sbagliato e dannoso tra il potere politico e la città viva e vissuta.

Sorvolando sulle gaffes dell'Assessora Maria Paola Ciccone che ha ritirato il bando dopo soli tre giorni dalla sua pubblicazione, rivelando preoccupanti errori e imbarazzi nella gestione delle politiche sociali, ciò che non ci convince del bando così come è stato presentato sono i seguenti punti:

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Parte a Pisa la Campagna di Obbedienza civile

acqua obbedienza civile autoriduzione  pisa
Il Comitato Acqua Bene Comune Pisa  lancia  nel nostro territorio, la "campagna di obbedienza civile" promossa dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua per l'applicazione del 2° quesito referendario. Con la pubblicazione del decreto del Presidente della Repubblica, 18 Luglio 2011, n. 116 (Gazzetta Ufficiale  Serie Generale n. 167 del 20 Luglio 2011), è stata sancita la vittoria referendaria, sostenuta da  27 milioni di cittadini italiani che il 12 e 13 giugno 2011 hanno votato per l'abolizione della remunerazione del capitale investito dalle bollette dell'acqua.

La Corte costituzionale con la sentenza n. 26 del 2011, con la quale ha dichiarato costituzionalmente ammissibile il quesito referendario, aveva chiarito che l'esito di questa abrogazione è direttamente applicabile, e "non presenta elementi di contraddittorietà", rendendo cioè immediatamente praticabile  la riduzione della tariffa senza attendere alcun ulteriore intervento legislativo.

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Alla Valle che resiste…

Haidi Giuliani Ho negli occhi Luca che viene giù dal traliccio. Non riesco a togliermi la sua immagine dalla mente, neppure ora che è fuori pericolo. Perché è la parte migliore del nostro paese che cade con lui.

 

E si fa male, molto male.

 

Avrà a lungo bisogno di cure per rimettersi in piedi, questo paese assaltato dal proprio Stato, prima di poter dire che è fuori pericolo. Non sto parlando di economia, naturalmente, di spread, di banche, di borse, di tutte quelle diavolerie che Lorsignori usano per assoggettare intere popolazioni.

 

Penso alla coscienza civile, alla morale; a quel sentimento di solidarietà, di condivisione, di rispetto per la vita e la storia del territorio che voi dimostrate e che ha portato Luca sul suo traliccio. Un tesoro prezioso per la convivenza umana che viene quotidianamente misconosciuto, aggredito, messo in pericolo da uno Stato che avrebbe il compito di preservarlo.

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Una condanna prima della sentenza

diritti migranti sentenza condannaAntonella De Vito

Ibadet Dibrani è una giovane donna rom molta coraggiosa. Un coraggio che in questo momento le nasce dalla disperazione, ma che le conferisce comunque la caratteristica di una donna forte e combattiva, non disponibile ad arrendersi alla logica e al potere di un’amministrazione comunale che da una parte dà e dall’altra toglie sulla base di logiche e principi che lasciano molti dubbi. Oggi Ibadet ha 34 anni e con i suoi 5 figli, la cui più piccola ha solo 9 mesi, è stata sfrattata dalla casa dove viveva da oltre un anno. Da una piccola e vecchia roulotte sistemata a pochi metri dall’abitazione, senza vestiti per potersi cambiare e con poche coperte per tutti i bambini, continua a chiedersi perché ce l’hanno proprio con lei. “È la prima volta che qualcuno della nostra etnia, arriva fino alla Corte d’Assise” spiega Ibadet. I suoi figli, tutti minorenni, sono Belen di 9 mesi, Corona di due anni e mezzo, Merema di 12 anni, Ekrem di 13 e Toni di 15. Tutta la famiglia raggiunge gli onori delle cronache nel 2010 quando ad appena due mesi dal matrimonio, la moglie di suo figlio Toni decide di rompere l’unione accusando il marito e tutta la sua famiglia, di averla rapita, violentata e trattata da schiava. I giornali locali si gettano sulla storia battezzando il caso come “la sposa bambina” dividendo subito i protagonisti della vicenda fra buoni e cattivi. Toni ha 15 anni e così sua moglie, anche se sugli organi d’informazione alla sposa, per essere ancora più bambina, attribuiscono 13 anni, e le fanno indossare le vesti della giovane eroina, che denunciando i suoi aguzzini infonde il coraggio per ribellarsi, ad altre coetanee nelle sue condizioni. Questa la storia letta sulla stampa.

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Africa Insieme sulle reti anti-ambulanti

un rete di recinzione ad alta sicurezzaCOMUNICATO STAMPA

Aberrante, disumana, e anche un po’ grottesca. Difficile definire diversamente quella che sembrerebbe l’ultima trovata dell’Amministrazione comunale: l’ipotesi di costruire sul Litorale una “barriera” – una rete di recinzione, una staccionata in legno o chissà che altro – per impedire le fughe degli ambulanti stranieri durante le “retate” dei vigili urbani. Un’idea affidata ad un’anticipazione di stampa, confermata a mezza bocca da un assessore, non smentita dal Sindaco: ma, almeno per ora, mai scritta nero su bianco su documenti ufficiali o atti amministrativi. 
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Le tonnare di Pisa

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In varie parti del Mediterraneo per la pesca del tonno si usavano le"tonnare", un crudele sistema di reti che serviva a catturare più pesci possibile: all'uscita dei pescherecci, il branco veniva spinto verso la tonnara in cui i pesci rimanevano impigliati, e iniziava la mattanza.
Ci domandiamo se l'Amministrazione comunale di Pisa, per bocca dell'assessore Serfogli, si sia ispirata a questo metodo nell'avanzare la proposta innalzare una rete a Tirrenia per catturare i migranti in fuga dalla Polizia Municipale.
Non potendo più emanare ordinanze direttamente discriminatorie come il decreto anti-borsoni, dopo il divieto del Consiglio di Stato, questa Giunta prova a costruire trappole per venditori ambulanti sul modello delle tonnare. Applicare questo sistema a esseri umani è un atto gravissimo, che non rispetta i diritti umani ed ha una chiara matrice razzista. Non è questo che si attende la città di Pisa, almeno quella parte che riesce ancora a ragionare in termini non riducibili al mero interesse di bottega, o alla caccia al voto in vista delle elezioni del 2013.

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La Grande Opera pubblica e il capitalismo finanziario

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di Guido Viale

Quello in atto in Valle di Susa è un autentico «scontro di civiltà»: la manifestazione di due modi contrapposti e paradigmatici di concepire e di vivere i rapporti sociali, le relazioni con il territorio, l'attività economica, la cultura, il diritto, la politica. Per questo esso suscita tanta violenza da parte dello stato - inaudita, per un contesto che ufficialmente non è in guerra - e tanta determinazione - inattesa, per chi non ne comprende la dinamica - da parte di un'intera comunità. 
Quale che sia l'esito, a breve e sul lungo periodo, di questo confronto impari, è bene che tutte le persone di buona volontà si rendano conto della posta in gioco: può essere di grande aiuto per gli abitanti della Valle di Susa; ma soprattutto di grande aiuto per le battaglie di tutti noi.


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Il Mondo alla Rovescia 2012

Pisa, 18 febbraio 2012: Carnevale a San Giusto e San Marco


 

Il sindaco ha paura della verità: la legalità del PD ha due pesi e due misure

La tipica espressione del sindaco Marco Filippeschi Un triste spettacolo, quello a cui abbiamo assistito oggi. Ancora una volta l'Amministrazione comunale esibisce senza vergogna la propria mancanza di democraticità e trasparenza di fronte alla richiesta del Progetto Rebeldia di assegnazione diretta dello spazio di Via Andrea Pisano. Come abbiamo sostenuto da subito, il NO ricevuto il 20 gennaio scorso dalle nostre associazioni non aveva natura tecnica, ma, come è stato confermato oggi, nelle parole pronunciate in Consiglio dal sindaco, esclusivamente politica. Ecco come sono andate le cose.

Proprio per evitare che presunte ragioni tecniche potessero essere usate come paravento dall'Amministrazione, nei giorni scorsi abbiamo effettuato, tramite l'Avv. Ezio Menzione, ulteriori approfondimenti legali, resi noti al Sindaco e al Consiglio Comunale sotto forma di una memoria firmata dall'Avv. Giuseppe Angella, tra i massimi amministrativisti toscani.

 

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GATTI MEZZI PER REBELDIA

 

Occupy Pisa: sostegno e solidarietà

Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ad Occupy Pisa per il grave sgombero subito nella giornata di oggi. A distanza di pochi giorni dal lancio della campagna Esponiamoci e dell’annuncio di un esposto al Tribunale per lo scandalo finanziario che si cela dietro questo immobile, arriva ad orologeria l’azione delle forze dell’ordine, evidentemente su mandato dei tanti soggetti della speculazione che hanno lucrato dietro allo stabile di Via della Pergola e a tanti altri immobili.
Quanto avvenuto oggi non è un caso, ma rispecchia pienamente le forme del governo della crisi, che restringe sempre più i diritti di critica e di proposta a Pisa, in Italia e in tutto il mondo.

Laboratorio delle disobbedienze-Rebeldia
 
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