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Comunicato del Teatro Valle Occupato, Nuovo Cinema Palazzo e Macao

PISA SI MOLTIPLICA, NASCE IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

Dopo neanche un mese dall’occupazione del Teatro Rossi, questa mattina è stato occupato l’ex Colorificio Toscano, ex fabbrica dismessa. Un gesto di riappropriazione che dà corpo al Municipio dei Beni Comuni, un percorso nato dal Progetto Rebeldia e poi allargato alla partecipazione di associazioni, spazi indipendenti, singol* cittadin* e attivisti. 

 

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Riaprire le Fabbriche

Riaprire le Fabbriche

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Anche gli ex-lavoratori del Colorificio Toscano prendono parola sulla chiusura dello stabilimento e sulla manifestazione pubblica "Common street - DIRITTI NELLO SPAZIO "del 13 ottobre del Municipio dei Beni Comuni.

Di seguito la testimonianza di uno di loro, che ci racconta la vita della Fabbrica prima che
venisse acquisita e smembrata dalla multinazionale J Colors:

 

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LA BRIGATA TOSCANA STA COL REBELDIA! SPAZI SOCIALI IN OGNI CITTA'!

[BSA TOSCANA] IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI RIEMPIE DI COLORE LA CITTÀ

LA BRIGATA TOSCANA STA COL REBELDIA! SPAZI SOCIALI IN OGNI CITTA'!

Il corteo del Municipio dei Beni Comuni ha segnato un evento storico a Pisa e non solo, che si può riassumere in due immagini: i reparti di Polizia e Guardia di Finanza che presidiano lo spazio comunale di via Andrea Pisano, abbandonato da oltre sedici anni, e i manifestanti che marciano con il libro-denunciaRebelpainting in mano verso il Colorificio Toscano, ex fabbrica dismessa dall’attuale proprietà - la multinazionale J Colors - attesi da uno schieramento di forze dell’ordine senza precedenti in città, a difesa di un simbolo della speculazione privata da parte di una di quelle tante multinazionali responsabili della crisi che stiamo vivendo.
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IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI RIEMPIE DI COLORE LA CITTÀ

IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

RIEMPIE DI COLORE LA CITTÀ

Il corteo del Municipio dei Beni Comuni ha segnato un evento storico a Pisa e non solo, che si può riassumere in due immagini: i reparti di Polizia e Guardia di Finanza che presidiano lo spazio comunale di via Andrea Pisano, abbandonato da oltre sedici anni, e i manifestanti che marciano con il libro-denunciaRebelpainting in mano verso il Colorificio Toscano, ex fabbrica dismessa dall’attuale proprietà - la multinazionale J Colors - attesi da uno schieramento di forze dell’ordine senza precedenti in città, a difesa di un simbolo della speculazione privata da parte di una di quelle tante multinazionali responsabili della crisi che stiamo vivendo.

Il 13 ottobre a Pisa tutti i nodi sono venuti al pettine. Il vasto tessuto di cittadini, gruppi, associazioni e partiti che si sono riconosciuti nei mesi scorsi nel Municipio dei Beni Comuni hanno portato in piazza oltre 500 persone per rivendicare il diritto a recuperare, riaprire e restituire alla città uno spazio di partecipazione, socialità e cultura, in forma pubblica e con modalità pacifiche, ballando, giocando e lanciando messaggi di democrazia. Un corteo bello e caloroso, consapevole, capace di segnare ad ogni suo passo le tante ferite - spazi abbandonati o ceduti alla speculazione - incontrate lungo il suo percorso. Il corteo del Municipio dei Beni Comuni ha aperto così una nuova stagione di riconquista dei diritti in città.

 

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Video Common Street Diritti nello Spazio - Municipio dei Beni Comuni




 

Rebelpainting: beni comuni e spazi sociali

20121013_rebelpainting.jpg REBELPAINTING: BENI COMUNI E SPAZI SOCIALI

una creazione collettiva

!Rebeldia edizioni, 2012

Saggi di:

Marco Barbato, Paolo Berdini, Cinzia Colosimo, Pierpaolo Corradini, Giusi Di Pietro, Stefano Gallo, Francuccio Gesualdi, Vittorio Gualtieri, Maria Rosaria Marella, Ugo Mattei, Fausto Pascali, Bruno Settis, Danilo Soscia, Mauro Stampacchia, Domenico Veneziano, Guido Viale.

SINOSSI: 

Gli spazi sociali si riconfigurano oggi come un nuovo laboratorio per la partecipazione, un “municipio dei beni comuni”, dove i cittadini possano tornare a incontrarsi, discutere e condividere scelte e percorsi sui problemi grandi e piccoli delle loro vite, dopo essere stati esclusi da quasi tutti i processi decisionali, riguardino essi la politica o il mercato, e dunque la profonda crisi che hanno innescato. Rebelpainting offre una riflessione a più voci sui fondamenti teorici e sul potenziale progettuale della restituzione alla collettività di un ex sito produttivo in stato di abbandono, indagando le ragioni che hanno determinato tale stato e ricostruendo la storia lunga quasi un secolo che quel luogo ha dietro di sé.

Uno spazio sociale che può rappresentare il segno tangibile e vissuto da migliaia di persone di una direzione alternativa, non legata a un’idea aprioristica di sviluppo, bensì capace di rispondere a un piano urbano finalmente centrato sull’ecologia, sulla valorizzazione dell’esistente, sui bisogni dei cittadini. Rebelpainting: non solo un libro, ma la guida pratica a una fabbrica da colorare di nuovo, tutti insieme, per il bene comune.

Scarica il libro - versione pdf

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QUANDO UN LIBRO FA PAURA

QUANDO UN LIBRO FA PAURA

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Il Progetto Rebeldía intende porre all'attenzione della cittadinanza il grave fatto che si è verificato domenica pomeriggio, 14 ottobre. In occasione della presentazione pubblica del libro-denuncia Rebelpainting. Spazi sociali e beni comuni: una creazione collettiva, che racconta la storia del Colorificio Toscano e indica una via per il riutilizzo collettivo a scopi sociali di ex siti industriali abbandonati (http://www.inventati.org/rebeldia/spazi-sociali/libro-rebelpainting-2.html), gli autori e i presentatori del libro, tra cui esponenti del WWF, della CGIL e docenti dell'Università di Pisa, e il folto pubblico, che comprendeva bambini, si sono trovati nell'incresciosa situazione di trovare la strada di accesso al luogo dove si teneva l'iniziativa presidiata da un nutrito nucleo di forze di Polizia, parte in divisa, parte in borghese.

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Comunicati di solidarietà alla CommonStreet

"Diritti nello spazio. Pisa bene comune"

Anna Belligero e Simone Oggionni, portavoce nazionale Giovani Comunisti"

Contro la svendita dei beni comuni, per il diritto agli spazi sociali, i Giovani Comunisti sono scesi in piazza a Pisa al fianco di Rebeldia e del Municipio dei Beni Comuni. In una città blindata, con una spropositata presenza di forze dell’ordine, un corteo di centinaia di persone, con diverse realtà della città, ha percorso le strade rivendicando il diritto a riappropriarsi degli spazi abbandonati al degrado dall’amministrazione comunale e dai privati.

In assetto antisommossa, centinaia di poliziotti e finanzieri sono stati stanziati a difendere stabili abbandonati da decenni, che le forze sociali della città vogliono riprendersi come bene comune mentre l’amministrazione del sindaco Filippeschi si preoccupa solo degli interessi dei poteri forti della città.

Uno striscione ‘Spazio, quindi sono’ è stato affisso da rappresentanti istituzionali di Rifondazione e SEL all’interno dei Magazzini comunali, mentre il corteo, prima di concludersi con un’assemblea cittadina, ha srotolato un secondo striscione dal tetto della J Colors. Già stabile del Colorificio Toscano, rilevato da una multinazionale che ha poi delocalizzato arrecando un danno ai lavoratori e a tutta la città, il Municipio dei Beni Comuni si è riappropriato dello spazio per restituirlo alla cittadinanza.

Da Pisa a tutti gli spazi sociali d’Italia, contro le speculazioni riprendiamoci la città come bene comune.

 

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Oggi a Pisa è stata scritta una bella pagina di denuncia

  "Partito della Rifondazione Comunista: Federazione di Pisa"

Oggi a Pisa è stata scritta un’altra pagina degna delle sue tradizioni di fermento e lotta democratica. I manifestanti del neo costituito "Municipio dei beni comuni" sono riusciti a esprimere a tutta voce il proprio dissenso contro le ingiustizie e le prevaricazioni, nonostante il dispiegamento spropositato di forze di polizia. Una mobilitazione di forze dell’ordine eccessiva anche per le spese che ne conseguono e che manifesta il fastidio e la paura per il dissenso di chi amministra questa città. Chi ha manifestato, invece, ha dimostrato nei fatti che è possibile rivendicare le proprie idee e aspirazioni in altro modo, senza prepotenze, con ironia. Ironia che forse ha pervaso chi ha collocato persino i baschi verdi e le divise grigie della Finanza a presidiare, con indubbi intenti mimetici, l’area degradata dei magazzini comunali di via Andrea Pisano!

Oggi a Pisa è stata scritta una bella pagina di denuncia, denuncia di una società che non ci piace, che distrugge il lavoro e i diritti in nome della speculazione e della rendita, perché le tappe che abbiamo incrociato sono a testimoniare che anche in questa città si sono manifestati gli atteggiamenti spregiudicati delle multinazionali, società che impunemente possono delocalizzare le proprie produzioni in attesa della rivalutazione fondiaria dei loro siti produttivi, come nel caso del’ex Colorificio Toscano in via delle Cascine.

Oggi, 13 ottobre 2012, a Pisa è stato detto che non ci interessa una città di residenze esclusive da 6000 euro al metro quadro, ma una città di relazioni, di socialità, di lavoro. Pensiamo fermamente che sia questo che meriti Pisa.

 

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  "Dalla parte del Municipio dei Beni Comuni"

  "Confederazione Cobas Pisa"

C'era una volta una città industriale che impiegava migliaia di lavoratori e lavoratrici, con fabbriche e un tessuto produttivo dislocato sul territorio. Questa città industriale oggi non esiste più, in meno di 20 anni si sono persi migliaia di posti di lavoro, al posto delle industrie sono nati centri commerciali e una incommensurabile colata di cemento in una città dove le case non mancano, basti pensare agli oltre 4000 appartamenti sfitti solo sul territorio comunale.
La città disegnata dalle Giunte Filippeschi e Fontanelli è la città della grandi opere che non creano sviluppo, occupazione e socialità, anzi aumentano i quartieri dormitorio, le speculazioni immobiliari.
Il Colorificio Toscano è uno dei simboli della storia industriale della città, oggi in stato di totale abbandono dopo la chiusura nel 2008 decisa dall'attuale proprietà, il gruppo J Colors. Con il licenziamento degli ultimi addetti, la multinazionale ha sancito la fine di un'esperienza industriale mandando a casa decine di lavoratori e lavoratrici.
Oggi Pisa si è svegliata presidiata da uno spropositato schieramento di polizia a presidiare non solo l'area del Duomo e di Porta Nuova ma l'intera città, con agenti in divisa e in borghese a presidiare i quartieri per sorvegliare ogni spazio abbandonato al degrado, per impedirne l'occupazione, anzi la riappropiazione a fini sociali e collettivi.
Ma la militarizzazione della città non serve per occultare una realtà che è ormai nota a tutti , quella che vede una città ostaggio degli appetiti immobiliari con vasti spazi abbandonati, preda del degrado, un degrado spesso costruito ad arte dai piani urbanistici per meglio gestire le successive speculazioni.
Come lavoratori e lavoratrici dei Cobas eravamo presenti alla manifestazione di oggi perché un Municipio dei beni comuni è la sede dove le istanze del lavoro, dei precari e degli sfruttati possono trovare ascolto e accoglienza, una sede di confronto dove ritrovarsi e unirsi in difesa del lavoro e di quei diritti che il Governo Monti e la Bce stanno calpestando con ferocia inaudita.Per queste ragioni i Cobas sono a fianco di quanti in città rivendicano spazi di socialità e la riappropriazione di aree da sottrarre al degrado e alla speculazione.
Bonfichiamo l'ex colorificio Toscano destinandolo ad uso sociale.

 

 

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ZONE TEMPORANEAMENTE AUTONOME...!!!!

"Gruppo Anarchico Kronstadt Pisa"

Il gruppo Anarchico Kronstadt esprime massima solidarietà agli organizzatori della anifestazione odierna.
Come gruppo riteniamo importante liberare spazi in città.
L'attuale amministrazione di Pisa mercifica tutti i luoghi di socializzazione e in cui i cittadini cercano in modo autonomo di produrre cultura e saperi. Persino le esigenze basilari di molte persone, come la necessità di una prima casa o di avere ampi spazi verdi vengono negati. Si pensi alle decine di case sfitte che servono solo a mantenere alti i prezzi degli affitti. Che dire poi di luoghi appartenenti alle multinazionali, che prima erano un luogo di lavoro e di sfruttamento ed oggi sono lasciate al degrado.
Insomma noi appartenenti alle classi subalterne, noi “senza potere”, solo con l’appoggio mutuo e le pratiche di dialogo orizzontale possiamo creare zone temporaneamente autonome dal capitale e dallo Stato dove sperimentare risposte reali ai nostri bisogni!
Come anarchici è per tali ragioni che pensiamo che ogni luogo liberato, attraverso il contributo di tutti e tutte possa trasformarsi in un luogo reale dove costruire insieme lo spazio pubblico, né statale né privato! Uno spazio conforme ad esigenze e bisogni come, la casa, il lavoro, ma anche dove realizzare qualche “piccolo” sogno…!

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[Continua!]

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Pisa esce dal grigiore

20121013_pisaescedalgrigiore.jpg
Quella di stamattina è stata una festa. Il Municipio dei Beni Comuni è sceso per le strade della città con tutto il suo portato di gioia, colori, democrazia e diritti di cittadinanza. La cronaca della mattinata: alle 9:30 il concentramento in piazza Manin, ma contemporaneamente la città era già blindata e militarizzata. Il palazzo comunale, la Stazione Leopolda, via Pisano e la stazione centrale presidiate da un dispiegamento di forze dell'ordine che ha avuto pochissimi precedenti in questi anni. 

Nonostante questo, il corteo è partito serenamente, con i trampolieri e i giocolieri che aprivano il corteo, e centinaia di persone a seguire dietro lo striscione di apertura che recitava: "Municipio dei Beni Comuni". Oltre 600 persone dirette verso la prima tappa del corteo, l'Ex Etruria, un immobile di proprietà dell'Università di Pisa, occupato simbolicamente dal Progetto Rebeldìa nel 2004 e poi restituito alla città come luogo per aule studio. All'Ex Etruria è stato affisso lo striscione: "Ex Etruria 2004 La riapertura che costringe al riutilizzo". 

Seconda tappa l'ospedale Santa Chiara, luogo oggetto di un ingente progetto di cosiddetta "riqualificazione urbana", che dal sapore speculativo prevede che al posto delle cliniche ancora presenti verranno costruiti appartamenti di lusso. "Santa Chiara Bene Comune per tutta la città", recitava il secondo striscione. 

Direzione via Andrea Pisano, immobile di proprietà comunale già al centro di una lunga campagna condotta dal Progetto Rebeldìa, nonché simbolo della chiusura totale dell'amministrazione rispetto alle richieste di spazio delle associazioni. Questa mattina via Pisano era chiusa, e al suo interno c'erano decine di agenti della Guardia di Finanza a sorvegliare il posto. Via Pisano spazio di proprietà pubblica? Non ci è sembrato proprio. Una delegazione è però riuscita a entrare per appendere lo striscione con su scritto "Spazio, dunque sono". 

Infine, la tappa conclusiva del corteo "Diritti nello spazio". Destinazione Ex Colorificio Toscano, di proprietà della multinazionale Junionfin, situato in via Montelungo. Dove a presidiarlo c'erano numerosi agenti di polizia, in possesso delle chiavi e presenti anche all'interno dello spazio con una camionetta. Da parte del corteo di Municipio dei Beni Comuni è stata espressa con forza la denuncia rispetto all'utilizzo di forze di polizia pubbliche a sorveglianza di un luogo di proprietà privata, volutamente lasciato abbandonato da 3 anni. 

La delegazione è entrata, e dal tetto dell'Ex Colorificio Toscano è stato esposto lo striscione che recita: "Pisa esce dal grigiore. Colorificio liberato". Un atto simbolico ma anche un primo modo per restituire alla cittadinanza questo spazio che a breve verrà aperto e reso fruibile. Non siamo entrati questa mattina a causa dell'ingerente militarizzazione dell'area. Ripetiamo: nessuna risposta alle provocazioni militariste, nessuno scontro, nessuna forzatura. Sono pratiche che non ci appartengono. Ci appartiene invece la battaglia per i Beni Comuni, così come appartiene nuovamente alla città l'ex Colorificio Toscano. Per questo motivo non lo lasceremo all'abbandono e all'incuria.
 

UN CORTEO MULTICOLORE PER DENUNCIARE LE POLITICHE DELLA JCOLORS E PER LIBERARE SPAZI SOCIALI

20121013_comunicato_tigr.jpgPisa, 13 ottobre - E' nato a Pisa il Municipio dei Beni Comuni, e lo fa portando in piazza un corteo festoso e variopinto, con l'obiettivo di liberare spazi sociali per la città e di denunciare le politiche predatorie di una certa economia ed una certa politica.
Obiettivo della mobilitazione un immobile di proprietà di una multinazionale da anni abbandonato, oltre 10 mila metri quadrati sui quali sorgeva l'ex Colorificio Toscano.
Il Colorificio Toscano è uno dei simboli della storia industriale della città, oggi in stato di totale abbandono dopo la chiusura nel 2008 decisa dall'attuale proprietà, il gruppo J Colors. Con il licenziamento degli ultimi addetti, la multinazionale ha sancito la fine di un'esperienza che a Pisa, per quasi cento anni, ha significato una produzione d'avanguardia e lavoro per centinaia di persone.
Una storia di ordinaria economia, che verrà denunciata il 14 ottobre alle 17.30 alle Logge dei Banchi CAMBIO LOCATION -> Cantiere SanBernardo, via Pietro Gori a Pisa, con la presentazione di "Rebelpainting. Beni comuni e spazi sociali: una creazione collettiva" (Pisa: !Rebeldia edizioni, 2012 - scarica il pdf), un libro-denuncia sulla proprietà dell'ex Colorificio Toscano, redatto a più mani, con interventi tra gli altri di Francuccio Gesualdi, Ugo Mattei, Bruno Settis, Mauro Stampacchia e Guido Viale.
La mobilitazione di oggi ha visto il sostegno di molte realtà di movimento, come il Teatro Valle Occupato di Roma, il Centro sociale Leoncavallo di Milano ma anche di esponenti del mondo dell'associazionismo di livello nazionale (vedi appello allegato).
Recuperare, riutilizzare e riqualificare gli immobili già esistenti, sottrarli alle speculazioni, evitare nuovo e indiscriminato consumo  di suolo e da oggi, 13 ottobre,  provare a ridare un futuro a un sito produttivo dissanguato da una multinazionale: sono solo alcuni dei motivi che hanno condotto il Municipio dei Beni Comuni a denunciare la situazione dell'ex Colorificio Toscano, considerandolo uno spazio sociale di cui la città si deve riappropriare, riaffermando il diritto di tutte e di tutti a incidere con la propria partecipazione sui processi reali.

Appello nazionale
Sosteniamo il Municipio dei Beni Comuni!

 
A Pisa il 13 ottobre il Municipio dei Beni Comuni, con la partecipazione di associazioni, attivisti, studenti e cittadini a cui ci sentiamo vicini, si è mobilitata con l'obiettivo di liberare un nuovo spazio per coltivare democrazia e diritti.
La riapertura alla città dell'ex Colorificio Toscano potrebbe segnare il recupero di un bene produttivo che una multinazionale aveva acquisito e poi dismesso, passando in quindici anni da quasi 100 dipendenti a 13 operai, licenziati infine nel 2008 per delocalizzare. Attraverso l'azione collettiva questi magazzini abbandonati potrebbero divenire bene comune, crocevia di attività culturali e scambi di economia solidale, arti e mestieri, sport e socialità, pace e solidarietà tra i popoli. [...]

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Diretta manifestazione 13/10/2012

Segui in diretta la manifestazione del 13 ottobre 2012 DIRITTI NELLO SPAZIO

  


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STORIA E CHIUSURA DELL’EX COLORIFICIO TOSCANO

20121013toscano_logo_ok.jpgNASCITA: Il sito produttivo che ha ospitato il Colorificio Toscano (via Montelungo/angolo viale delle Cascine) fino al 2008, oggi di proprietà della multinazionale J Colors, con sede a Lainate (MI), prende vita, per iniziativa del chimico inglese Alfred Houlston Morgan, nel 1924. La scelta della localizzazione è favorita dalla vicinanza della linea ferroviaria e dalla via Aurelia. Simbolo dell’azienda è un tigrotto.

SVILUPPO INDUSTRIALE: Dopo un primo sviluppo nel periodo fascista, durante la seconda guerra mondiale la fabbrica è requisita per i sospetti che circondano i proprietari stranieri, originari di paesi nemici dell’alleanza italo-tedesca. Lo stabilimento passa indenne i bombardamenti subiti dalla città e nel dopoguerra la produzione conosce la massima espansione. Sin dai tardi anni ’40, intanto, il Colorificio Toscano diviene uno dei centri delle lotte operaie pisane, appoggiate dal PCI e dalla CGIL. Tra gli anni ’50 e ’60, la storia della fabbrica s’inserisce nella più generale vicenda del sistema produttivo pisano, che da un lato gode dei benefici del “boom economico”, ma dall’altro vede i primi segnali della precoce deindustrializzazione che affliggerà la città dai tardi anni ’60. Agli inizi degli anni ’70, il Colorificio Toscano occupava ancora 200 lavoratori circa e l’area dove sorgeva rappresentava il terzo polo industriale del territorio comunale. [...]

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