Fragole Amare - WORKS

 

fb_header_pisa.jpgFRAGOLE AMARE

Mostra Fotografica a cura di Giulio Di Meo
03-04 marzo 2017
Polo Carmignani - Pisa

Sono tanti in Italia i campi in cui lavorano soprattutto clandestini. Nella provincia di Caserta i migranti si fermano da marzo a maggio per la raccolta delle fragole e durante la stagione estiva per lavorare nei campi in cui si coltivano pesche e angurie. Altri, sempre in estate, vanno nel foggiano per la raccolta dei pomodori. Con l’arrivo dell’autunno, invece, gli immigrati si spostano a Salemi (Tp) per raccogliere l’uva e le olive, oppure a Marsala (Tp). In inverno è tempo d’arance. In questo periodo, i luoghi della transumanza diventano Ribera (Ag), Catania e provincia, e Rosarno (Rc) dove si coltivano anche mandarini e kiwi. Storie di sfruttamento, pestaggi e incidenti sul lavoro. Uomini che finiscono per sottostare a condizioni che non permettono di soddisfare neppure i più elementari bisogni abitativi, e in condizioni igienico‐sanitarie a dir poco precarie.

Le baraccopoli sono mimetizzate tra i campi e sprovviste di ogni tipo di servizio e dell’acqua corrente. Jalel non riesce a dormire la notte, zanzare e incubi lo tormentano in una baracca improvvisata nelle campagne di Parete, in provincia di Caserta, dove fa il bracciante agricolo. Il primo turno nei campi comincia alle 5 del mattino e finisce alle 17 circa: 12 ore al giorno per 30 euro di paga; se è fortunato domani potrà fare anche il secondo turno, altri 15 euro. È arrivato a Lampedusa dalla Tunisia su un barcone. Un viaggio costato 1.000 euro. Nella piana tra Villa Literno e Castel Volturno c’è finito per lavorare la terra, insieme ad altri 400 clandestini. Egitto, Marocco, Tunisia, qualcuno anche dal Centro e Sud Africa: si sono incontrati qui, a vivere senza acqua né luce, né un tetto sulla testa perché in questa zona si produce, tra marzo e maggio, ben il 6 per cento di tutte le fragole vendute in Italia. Dormono su cartoni umidi appoggiati al suolo, nelle strisce di terreno incolto tra due campi coltivati. Una scelta strategica, così per i proprietari terrieri è più difficile cacciarli. Qualcuno, dopo maggio, rimane per lavorare le pesche o le angurie, fino ad agosto, quando quasi tutti raggiungono quelli già partiti per raccogliere i pomodori nel foggiano. Lì si lavora a cottimo e quindi si guadagna un po’ di più. In tutta la penisola ci sono dai 300mila ai 400mila lavoratori illegali, coltivano la terra che altrimenti rimarrebbe incolta. A Parete le baracche sparse in piccoli gruppi, da 4 a 10, non si contano. A Parete nonostante gli infortuni e le malattie, questi uomini continuano a raccogliere le fragole e a nascondersi nei campi. In silenzio.
Sara Picardo

  

Immagini realizzate nel Luglio del 2009 durante un campo di solidarietà organizzato a Parete (Ce) dall’Arci Caserta. Durante il campo agli immigrati venivano garantite pasti caldi, lezioni di italiano e diritto, visite mediche.

All'interno del Polo sarà allestito anche un angolo tematico con bibliografie selezionate da Libreria Tra le Righe e Fumettando Comicshop
E sarà possibile consultare i testi sulla "storia del lavoro e del movimento operario" messi a disposizione da Biblioteca Franco Serantini

WORKS - Lavoro, precariato, lavoro migrante. 
03-04 marzo 2017 | Pisa
www.rebeldia.net

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio