Caserme: cambia il progetto, ma il comune non lo conosce.

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Dopo mesi di silenzio, nella giornata di mercoledì 14 settembre, durante i lavori della Quarta Commissione Consiliare, si è tornato a parlare del Progetto Caserme, un progetto da tempo morto e sepolto nonostante la propaganda mendace condotta dal Partito Democratico. 

L'assessora Zambito ha già dichiarato la marcia indietro, riconoscendo di fatto la completa irrealizzabilità di quel progetto, smentendo infine se stessa, l'amministrazione che rappresenta e tutte le dichiarazioni rese strumentalmente al solo fine di bocciare il progetto partecipato per la riqualificazione e il riuso del Distretto 42, presentato lo scorso anno dal Municipio dei Beni Comuni.


Nell'ultima commissione sono stati annunciati cambiamenti a dir poco sostanziali: nessuna nuova caserma a Ospedaletto da 70 milioni di euro e una non definita proposta concordata tra il Comune e il Demanio, riguardante solo la caserma Artale e la Curtatone e Montanara.

È inaccettabile che la stessa assessora non abbia voluto chiarire e spiegare i termini della proposta avanzata nel mese di maggio al Ministero della Difesa: prima balbettando, poi accennando ad alcuni incontri avvenuti col Demanio - nelle 'segrete stanze', nello stile di questa amministrazione - e di cui la città è rimasta all'oscuro in questi mesi, infine affermando di non conoscere i termini di tali accordi. In altre parole secondo la versione dell'assessora Zambito il Demanio, dopo aver definito una proposta con il Comune, avrebbe mandato alla Difesa una nuova proposta senza inviarlo anche al Comune di Pisa...

Il futuro di una grossa porzione del centro storico, e in particolare dei quartieri di Santa Maria e di San Martino, sarebbe oggetto di una sorta di Progetto Caserme 2.0, che niente ha a che fare con il progetto iniziale, e che nessuno in città pare conoscere. Nel marzo del 2015 il Pd bocciò senza appello il progetto di recupero della caserma Curtatone e Montanara, frutto di un lungo lavoro avviato con la riapertura del Distretto 42 e culminato con la partecipazione di decine di associazioni cittadine.

Il Sindaco Filippeschi in quell'occasione usò pochi e scarni argomenti, che furono però sufficienti a guidare il PD pisano nel respingere senza appello la proposta del Municipio dei Beni Comuni.
Uno degli argomenti del Sindaco fu la questione economica: " Il Ministero della Difesa è un soggetto attivo che non darà mai via le caserme senza qualcosa in cambio, senza un controvalore economico". Aspetto a tal punto fondamentale che oggi l'assessora di competenza lo ignora completamente. Altro cavallo di battaglia del Sindaco Filippeschi fu il Progetto Caserme, un cardine fondamentale del programma di mandato delle sue e delle precedenti amministrazioni, obiettivo "imprescindibile" e che non poteva certo essere messo in discussione dalla volontà di migliaia di cittadini e abitanti del quartiere.

Il programma di mandato tanto caro al Sindaco Filippeschi, è dunque da considerarsi per questa parte rimosso, dato che non corrisponde più a quanto prospettato ai cittadini?

Il sindaco spieghi alla città i termini di questo nuovo accordo, o confermi la versione dell'assessora Zambito. O anche lui non conosce la proposta inviata al Ministero della Difesa?

Da parte nostra, invece, ci chiediamo quando, in tutto questo percorso, diventerà prioritario per questa amministrazione garantire una minima trasparenza istituzionale. Dopo anni di sgomberi, repressione e vane promesse, siamo davanti all'ennesimo schiaffo alla partecipazione e al protagonismo dal basso dei cittadini e delle cittadine, con la moneta di scambio di portare a casa l'ennesima operazione speculativa, l'ennesimo inganno.

L'aspetto amaramente tragicomico della vicenda è che un modo per restituire l'ex distretto militare alla cittadinanza ci sarebbe, e sarebbe gratuito e immediato. La richiesta del Municipio dei Beni Comuni è - oggi più che mai alla luce di queste novità - semplice e di buon senso senso: il ritiro della firma dal protocollo del Progetto Caserme da parte del Comune e la richiesta, attraverso il federalismo demaniale, del Distretto 42, per un suo riutilizzo sociale a partire dai percorsi partecipativi già avviati.


Pisa, 23 Settembre 2016

Municipio dei Beni Comuni

 
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