LA SPECULAZIONE EDILIZIA TARGATA AUGELLO

LA SPECULAZIONE EDILIZIA TARGATA AUGELLO COLPISCE ANCORA!

20160628_conferenzaexasnu.jpg

Giovedì 30 giugno in Consiglio di Amministrazione dell'università di Pisa si darà il via libera definitivo all'ennesima speculazione immobiliare sotto le mura storiche di Pisa.
Si tratta di una permuta tra l'Università di Pisa e la Cemes s.p.a. dei fratelli Madonna, che nello specifico dovrebbero cedere la restante parte dell'ex convento delle Benedettine - già costato all'università circa 10 milioni di euro per una foresteria – e in cambio l'Università si impegnerebbe a consegnare il polo dell' Ex-Gea e la Palazzina Feroci che insieme raggiungono il valore di Euro 4.165.000,00, ma non coprono neanche la metà dell'operazione il cui totale è di Euro 8.700.000,00.

 

 

La vicenda inizia a agosto 2014, quando vengono avviati i contatti tra Comune di Pisa e Università finalizzati “alla migliore valorizzazione dell’ex Gea ...” , come si legge nella delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Università, che solo un anno dopo l'inizio delle trattative lo rende noto il 22 Luglio 2015. 
A cosa hanno portato questi contatti? Inizialmente si parlava di cambio di destinazione d'uso dell'area in uso residenziale, per costruire palazzine di 10 piani al triplo del volume dell'attuale polo, il tutto sotto le mura appena ristrutturate (e inaccessibili). Questa richiesta di variante ha rivelato una manovra secondo la quale un ente pubblico, come l'ateneo, si è fatto ambasciatore presso un altro ente pubblico, ossia il Comune, di un interesse strettamente privato, nella fattispecie quello di una ben nota impresa del cemento, il tutto in nome della "valorizzazione immobiliare".

 

 

Alla fine delle discussioni nelle varie commissioni competenti del consiglio comunale il risultato è che vige ancora la vecchia destinazione e il valore dell’Ex-Gea dovrebbe essere ancora inferiore rispetto a quello che è stato previsto per coprire i costi dell'operazione. 
Infatti con un colpo di mano l'Università aggiunge all'ex-Gea la Palazzina Feroci, che viene definitiva nella delibera stessa "palazzetto, sia per composizione distributiva interne che per dimensione dei locali, ha forti connotati residenziali (destinazione d’uso originaria) di difficile adeguamento ad uso pubblico, per quanto attiene alla fruizione pubblica questa non appare indispensabile né pienamente compatibile con la dimensione ridotta degli ambienti e la tipologia tipicamente residenziale".

 

 

Oltre all'ambiguità del ruolo giocato dall'amministrazione comunale, ci sembra importante mettere in luce come si è mossa l'Università rispetto ai propri regolamenti interni.
Infatti, nonostante si parli di permuta già dallo scorso anno, sono state indette aste di vendita farlocche, aperte neanche un mese, con delibere che già specificavano che se l'asta fosse andata deserta si sarebbe arrivati alla permuta a beneficio di Cemes s.p.a.

 

Da anni ormai diciamo che occorre ripartire dal riutilizzo e recupero del patrimonio pubblico e privato lasciati all'abbandono, poiché darebbero una risposta alla emergenza abitative di famiglie, studenti, disoccupati, sfrattati, migranti. Si preferisce invece continuare con mega-operazioni immobiliari che non garantiscono di certo l'interesse pubblico- come evidenziato nella nuova delibera- e i diritti di chi vive e lavora nella nostra città.

 

 

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio