LA SDS TAGLIA IL CENTRO ANTIVIOLENZA

 IL PROGETTO REBELDIA è VICINO
ALLE RIVEDICAZIONI DELLA CASA DELLA DONNA DI PISA

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La Società della salute della zona pisana, contrariamente alle notizie-slogan apparse sui giornali per bocca dell'assessore Capuzzi, ha confermato i tagli a numerosi servizi come quello che la Casa della Donna offre alle donne vittime di violenza. Il finanziamento al centro antiviolenza verrà quindi ridotto del 35%! Questo significa chiaramente ridurre i servizi di ascolto, i colloqui, le terapie psicologiche e le consulenze legali. Nell'ultimo triennio il progetto aveva visto aumentare il numero delle donne accolte, fino ad arrivare a 741. Donne che non sono andate al pronto soccorso, che non hanno avuto bisogno di essere accolte in emergenza e - infine - che sono riuscite ad iniziare un percorso per uscire dalla spirale di violenza.

Questi tagli significano che la donna vittima di violenze e maltrattamenti sarà abbandonata solamente ad una soluzione medica, dovrà recarsi come un malato qualunque al pronto soccorso aggravando ancora di più un servizio sanitario che anch'esso è paralizzato per i tagli alla sanità. 

E' lecito pensare che il Comune di Pisa, l'assessorato ai servizi sociali e la Società della Salute non comprenda l'importanza del lavoro delle operatrici, delle consulenti, delle volontarie che hanno sostenuto le donne nel percorso lungo e difficoltoso di reinventarsi un progetto di vita al di fuori della violenza.


E' difficile comprendere tutto questo, dopo molti anni di collaborazione; le istituzioni infatti scelgono di ridurre l'impegno contro la violenza sulle donne, costringendo le stesse ad una soluzione esclusivamente medica, presso il codice rosa. Ormai il PD sta offrendo al territorio pisano un quadro ben chiaro sull'idea che ha dei servizi sociali: tagli e definanziamenti, dal diritto all'abitare, a chi è disoccupato e schiacciato dalla morsa della crisi fino all'importante questione della violenza sulle donne. Inoltre, ci sembra populista da parte di alcuni assessori, portare ancora in tasca la tessera dell'associazione Casa della Donna, quando poi per quest'ultima - nelle istituzioni - si progettano le riduzioni dei finanziamenti.

Il Progetto Rebeldia pertanto esprime solidarietà e non lascia sola la Casa della Donna nella giusta rivendicazione dell'immediato ritiro di questi tagli. Al contrario, le istituzioni si facciano carico di finanziare ancora di più queste attività virtuose per il tessuto sociale della città.


 

Pisa, 26 Maggio 2016
Progetto Rebeldìa 

 

 
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