IL DIRITTO DI MANIFESTARE NON IN VENDITA

2016_canapisa_fideiussioni.jpg
Non era mai successo, né al Canapisa, né ad altre manifestazioni politiche che si concedesse «Parere favorevole (…) previo versamento di una cauzione, o stipula di polizza fideiussoria bancaria in favore del Comune di Pisa, di euro 5.000 a garanzia di eventuali danni (…) che dovrà essere pagata per il ritiro della concessione», così si legge nella missiva firmata dalla responsabile dell’ufficio Canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), Susanna Falsetti. Alla street parade antiproibizionista che da 16 anni porta nella città della Torre pendente quasi 10 mila persone che chiedono un cambio di paradigma sulle sostanze - ora illegali - si chiede una cauzione in denaro per permettere un corteo. Mentre a Roma si prepara una nuova legge sulla sicurezza urbana, a Pisa si tenta di creare un primo laboratorio maggiormente repressivo sul fronte della gestione dell'ordine pubblico, dove i cortei e le manifestazioni le potranno fare solo coloro i quali possono permettersi di impegnare una fideiussione di 5.000 euro. Senza dimenticare l'ingente aumento delle forze dell'ordine nella città di Pisa, provocando una vera e propria militarizzazione dello spazio urbano.
Che idea di città ha un'amministrazione comunale che avanza una simile richiesta? Di chi è la città? Di chi sono le strade e le piazze se per attraversarle pubblicamente e collettivamente dobbiamo impegnare una somma di denaro? Per altro, è una somma molto onerosa vista la precarietà di vita che viviamo. Come mai si decide di inasprire e ostacolare la presa dello spazio pubblico quando già da molti anni lo spazio urbano di Pisa è svenduto al miglior offerente privato? In questa città vigono due pesi e due misure: tappeti rossi per i privati che comprano, monetizzano e speculano, danneggiando impunemente il territorio; sgomberi, denunce e richieste inique per i movimenti sociali che scendono in piazza e vivono le strade in maniera alternativa agli stereotipi imposti da una società sottomessa al consumo e al mercato.

A tratti questa richiesta appare comica, dopo lo scandalo delle fideiussioni tossiche del Gruppo Bulgarella, ancora in odore di mafia, il governo della città chiede un'autentica cauzione ad un collettivo politico che non ha altra fonte di autofinanziamento se non le feste, i dibattiti e le attività sociali che mette in campo nell'arco dell'anno. Forti con i deboli, e deboli con i (poteri) forti. 

Esprimiamo quindi massima solidarietà al collettivo antiproibizionista Canapisa, chiediamo che il Comune e la questura permettano immediatamente la realizzazione del corteo senza cauzioni di alcuna sorta, altrimenti si creerebbe un precedente grave per la democrazia e la libertà di manifestare nel nostro Paese.

Pisa, 19 Maggio 2016
Progetto Rebeldìa
 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio