Mattonaia fuori dal piano di vendita

Proposta di delibera sulla Mattonaia: il Consiglio comunale tolga l’immobile dal piano delle vendite

 

La Mattonaia in tutti questi anni ha rappresentato il simbolo di ciò che non deve fare chi amministra una città. Allo stesso tempo dimostra che non devono essere lasciati inutilizzati, in abbandono e degrado, gli immobili esistenti, a maggior ragione quelli di proprietà pubblica che dovrebbero essere tutti utilizzabili immediatamente per finalità sociali.

La giunta Filippeschi e la sua maggiorana sta tentando di vendere molta parte del suo patrimonio immobiliare per fare cassa, tra cui la Mattonaia; ma, nonostante i più assurdi escamotage inventati, l’unico risultato è stato quello di fare decine e decine di annunci propagandistici sull’imminente svendita, progettando nel caso Mattonaia anche assurde operazioni di permuta mai andate in porto, sgomberando e denunciando i movimenti che in questi anni hanno riaperto, riqualificato e restituito alla città questi spazi.

Negli scorsi mesi la  stessa Regione Toscana, a seguito di un nostro atto ispettivo, ha smentito clamorosamente la giunta Filippeschi sulla operazione legata alla “svendita della Mattonaia” e ha confermato quanto sosteniamo e denunciamo da anni, ovvero che i proventi di un’eventuale alienazione della Mattonaia non possono essere utilizzati per opere pubbliche diverse dall’edilizia sociale, come invece aveva previsto il bando di gara dell’amministrazione Filippeschi del 30 dicembre 2015, poi andato deserto.

Alla luce di tutto ciò è necessario dire basta a questi grotteschi tentativi di fare cassa svendendo il patrimonio edilizio pubblico: sono 13 anni che l’amministrazione comunale promette soluzioni che privano la comunità di importanti strutture abitative pubbliche che potrebbero essere messe a disposizione dei cittadini e delle cittadine per sostenere le fasce di popolazione più colpite dalla crisi, in particolare per affrontare l’emergenza abitativa dei lavoratori, dei precari, degli studenti e dei migranti.

Occorre voltare pagina: per questo abbiamo presentato nello scorso febbraio una proposta di delibera consiliare che, dopo mesi e mesi di inspiegabili ritardi, arriverà finalmente all’esame della quarta commissione consiliare permanente. Proponiamo di togliere definitivamente la Mattonaia dal piano delle alienazioni e utilizzarla a scopo sociale e abitativo, come da anni chiedono il Municipio dei Beni comuni, le associazioni degli inquilini e le associazioni studentesche ed anche molti residenti della zona.

Si deve prendere atto da un lato del fallimento delle operazioni di svendita fino ad oggi condotte, basti pensare al recente caso di Palazzo ex-Telecom, e dall’altro tenere conto che i piani di alienazione fino ad oggi sono rimasti solo sulla carta, con il solo effetto di decine e decine di immobili di proprietà pubblica da anni vuoti, abbandonati al degrado dal momento che non sussiste una concreta aspettativa di vendita con esiti proficui per la cittadinanza, mentre potrebbero essere utilizzati per fini pubblici e sociali. Tanto più che in tutti questi anni l’ amministrazione comunale ha speso risorse significative per la messa in sicurezza della Mattonaia e diegli altri edifici sfitti di suo proprietà, per effettuare ripetuti interventi di pulizia e bonifica, con aggravi sul bilancio, che però non hanno portato alcun miglioramento delle situazioni ambientali che stanno causando ripetute proteste da parte degli abitanti dei quartieri.

 

A fronte di questa assurda situazione i bisogni sociali e abitativi sono cresciuti sempre più: dall’emergenza abitativa. dimostrata anche dal notevole aumento del numero degli sfratti per morosità incolpevole alla necessità di spazi di lavoro e di socialità in funzione anti crisi.
La Mattonaia oggi può essere parte di una risposta a questi bisogni, come scriviamo nella nostra proposta di delibera,  utilizzando le abitazioni come alloggi sociali e destinando i locali a piano terra per fini commerciali e/o associativi e/o per spazi di coworking, attraverso un progetto partecipato dai cittadini e dalle cittadine per definirne gli usi migliori. A tutto questo si aggiungerà la necessità di riapertura e fruizione pubblica della piazza retrostante la Chiesa di San Michele in Borgo,

 

Non è stato un caso che nel 2013 chiudemmo la nostra campagna elettorale proprio riaprendo la Mattonaia perché per noi l’obiettivo primario di ogni Comune è la valorizzazione sociale del proprio patrimonio per rispondere ai bisogni della cittadinanza. La fase di crisi economica che attraversa il nostro Paese ormai da anni deve spingere il Comune di Pisa ad adottare misure creative e innovative per permettere ai cittadini di fruire del patrimonio pubblico comunale soprattutto per finalità sociali in modo da mitigare l’aggravarsi della crisi economica e sociale esistente: quella della Mattonaia è per noi una prima sperimentazione decisiva da iniziare a praticare.

 

A questo link è possibile leggere la nostra proposta di delibera: Proposta deliberativa Mattonaia

 

Una città in comune

Partito della Rifondazione Comunista

Unione Inquilini – Pisa

 
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