La Regione sconfessa la giunta Filippeschi sulla Mattonaia

I soldi di una eventuale vendita per edilizia sociale

La Regione Toscana smentisce clamorosamente la giunta Filippeschi sulla operazione legata alla "svendita della Mattonaia" e conferma quanto sosteniamo e denunciamo da anni, ovvero che i proventi della alienazione di questo immobile non possono essere né totalmente né parzialmente utilizzati per opere pubbliche così come prevedeva il bando di gara fatto dall'amministrazione Filippeschi lo scorso 30 dicembre e poi andato deserto.

Nelle scorse settimane, infatti,  era stata depositata una interpellanza  in Consiglio regionale dai consiglieri regionali di Si Toscana a Sinistra  Tommaso Fattori e Paolo Sarti (una uguale giace anche in Consiglio comunale a Pisa in attesa di risposta) in cui si chiedeva: "se, considerato il fatto che parte delle risorse per la ristrutturazione della Mattonaia provengono da fondi ERP, non ritenga, nell’ambito delle sue competenze, di intervenire presso il Comune di Pisa per chiarire come saranno utilizzate le risorse derivanti dalla permuta dell’immobile, affinché le stesse siano investite per la realizzazione di edilizia pubblica e sociale anche a fronte del fatto dell’emergenza abitativa presente nel comune di Pisa".


Questa richiesta di chiarimenti recepiva sia la vertenza che da anni abbiamo portato avanti in città, sia le dichiarazioni fatte in Seconda Commissione Consiliare Permanente dall'assessore Zambito nel corso della seduta del 22 dicembre del 2015, in merito alla permuta della Mattonaia e all’utilizzo dei proventi dell’alienazione, che - di fatto - sconfessavano le operazioni di permuta contenute nel bando, in cui l'assessore aveva dichiarato: "l’assessore Serfogli  ha ben presente e sa esattamente quanti sono i finanziamenti che sono stati erogati su fondi ERP per la realizzazione della Mattonaia e in caso di vendita dell’immobile questi soldi dovrebbero essere compensati, altrimenti il comune rischia di essere inserito nella “black list” della Regione Toscana in quanto si paventerebbe una distorsione delle risorse dell’ERP per fare altro”.

La risposta dell'assessore regionale Ceccarelli è inequivocabile e boccia senza equivoci l'operazione condotta fino ad oggi dalla giunta Filippeschi: "Per quanto attiene alla Giunta Regionale si fa presente che l'immobile, in oggetto, per quanto non inserito integralmente nel patrimonio ERP ed avendo usufruito di finanziamenti pubblici (circa 400 mila  euro di finanziamento erogato dalla Cassa Depositi e Prestiti), in caso di alienazione non può che concorrere, con i relativi proventi, allo sviluppo dell'edilizia sociale: l'assessore alla Casa del Comune di Pisa, come notato anche nell'interrogazione, ne è ampiamente consapevole e ha assunto una posizione conseguente".

Finalmente quanto denunciamo da anni trova oggi una ulteriore conferma ufficiale. Alla luce della risposta dell'assessore regionale e del conseguente stop della Regione al meccanismo di vendita-permuta della Mattonaia inventato dalla giunta Filippeschi, occorre subito voltare pagina e non procedere più in questa direzione sbagliata.

Sono 13 anni che l'amministrazione comunale inganna i cittadini promettendo una soluzione che di fatto non potrà mai essere attuata, privando la comunità di importanti risorse che avrebbero potuto essere messe a disposizione per sostenere le fasce di popolazione più colpite dalla crisi in particolare per affrontare l'emergenza abitativa dei lavoratori, degli studenti e dei migranti.
 

Da parte nostra proponiamo nuovamente di riaprire subito la Mattonaia e ripristinare quanto prima le sue funzioni sociali e abitative. Le associazioni del Municipio dei Beni Comuni sono disponibili, a partire dal percorso partecipato lanciato negli scorsi mesi ad impiegare da subito le proprie risorse e competenze per l'autorecupero dell'immobile. Per questo sarà importante il voto in consiglio comunale nella seduta del 31 marzo riguardo proposta di delibera consiliare fatta da Una città in comune e Rifondazione Comunista per togliere subito il bene dal piano delle alienazioni: un nuovo passo per difendere e valorizzare socialmente un patrimonio pubblico colpevolmente lasciato all'abbandono e al degrado in tutti questi anni.
 
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