Radici al cielo. Nasce la storia di un parco autogestito che resiste all'abbandono e all'incuria.

radici_al_cielo.jpgRadici al cielo. Nasce la storia di un parco che resiste all'abbandono, all'incuria, che si è fino ad oggi autogestito e che da oggi potrà essere attraversato, vissuto e conosciuto.

Dopo l’ex Colorificio di via Montelungo e dopo la Mattonaia, il Municipio dei Beni Comuni ha scelto di occupare e liberare, sabato 15 febbraio, un altro spazio pubblico abbandonato per riconsegnarlo ai cittadini: si tratta del Distretto militare 42 di via Giordano Bruno. Quasi dodicimila metri quadrati ora al servizio di nuova socialità, costruzione di alternative economiche, tutela degli spazi verdi in città e creazione di una cultura di pace.


Settemila cinquecento metri quadrati di parco tra le mura di un ex distretto militare ora restituiti alla città. Un enorme spazio sul quale ora il Municipio dei Beni Comuni si interroga: come e a chi destinare questo grande polmone verde nel cuore della città di Pisa?


Rendere accessibile a tutta la cittadinanza un simile spazio significa arricchirlo di panchine, tavoli, luci, giochi per bambini, perché diventi uno snodo di incontro tra persone, utile a ricreare e rigenerare relazioni umane. Uno spazio di incontro e socialità autentici, sottratti alle logiche di mercificazione attraverso attività come la costituzione di un'orto sociale urbano, una bocciofila, un parco giochi per i bambini del quartiere. Inoltre, riattivare le conoscenze sulla flora e sulla fauna da cui siamo inconsapevolmente circondati, è senza dubbio un lavoro al quale non possiamo sottrarci. Il recupero di spazi abbandonati al degrado urbano contribuisce al processo di riconversione ecologica di aree dismesse, ridando colore alle nostre città, sempre più grigie, cementificate e spoglie. Con queste motivazioni il Municipio dei Beni Comuni si appresta a organizzare per sabato 22 febbraio un momento in cui discutere collettivamente simili proposte con altre esperienze avviate nel resto d'Italia. Per le 18.30 sono attese l'associazione “Zappata Romana”, che a Roma indaga la presenza di orti e giardini condivisi, quale azione collettiva di appropriazione dello spazio pubblico urbano e lo sviluppo di pratiche ambientali, economiche e sociali; l'associazione “Campi Aperti” di Bologna, la quale riunisce contadini e coproduttori nell'ottica di ricostruire una sovranità alimentare divulgando l'uso e la pratica dell'agricoltura contadina biologica e delle produzioni eco-compatibili; infine l'associazione “Terra Onlus” la quale è attiva sui temi della nonviolenza, della cooperazione, dell'educazione interculturale all'interno di un percorso di formazione a un uso sostenibile delle risorse naturali attraverso un più equilibrato rapporto tra esseri umani e natura, col fine di educare a un'ecologia del vivere quotidiano. Il dibattito sarà seguito da un momento conviviale organizzato dalla Scuola di Italiano per Migranti di San Giuliano Terme.


Domenica 23 febbraio sarà quindi dedicata fin dalla mattina alla continuazione dei lavori di riqualificazione del parco, mentre nel pomeriggio avrà luogo alle 15 una visita guidata nel parco organizzata dal WWF e Legambiente e, in seguito, (alle 16.30) l'inaugurazione del parco dedicato al prete di strada Andrea Gallo, simbolo di una vita “partigiana” vissuta sempre "in direzione ostinata e contraria", come cantava il suo grande amico Fabrizio de Andrè. Durante l'inaugurazione sarà proiettato il documentario edito da Chiarelettere “Il canto del Gallo”, ne discuteremo poi con Domenico Chionetti e Ludovica Schiaroli della Comunità di San Benedetto Al Porto, e il regista Ugo Roffi.


Una scelta che procede nel solco della memoria di un uomo che ha attraversato i movimenti sociali prima, molto giovane, nella resistenza partigiana e in seguito, negli ultimi anni - da Seattle a Genova - nel cosiddetto “movimento dei movimenti”, che si è opposto alla globalizzazione neoliberale. La sua vita è stata anche testimonianza di come gli ultimi e gli oppressi non siano 'vite di scarto', ma le soggettività da cui ripartire per costruire democrazia, libertà e giustizia sociale.


Gli stessi valori e ideali politici che animano il Municipio dei Beni Comuni che ha scelto di ripartire liberando l'ex Caserma "Curtatone e Montanara", da domenica prossima sede del parco "Andrea Gallo".


Municipio dei Beni Comuni
 
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