Pisa continua a rinnegare il grigiore: Ex-Colorificio libero di esistere

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La J-Colors, l’impresa multinazionale che ha acquistato alla fine degli anni Novanta l’ex Colorificio Toscano chiudendone in pochi anni la produzione e licenziando i lavoratori, lasciando in uno stato di gravissimo abbandono l’intera di area di circa 14.000 mila metri quadri, ha richiesto negli scorsi giorni lo sgombero del Municipio dei Beni Comuni di Pisa che dal 20 ottobre ha restituito alla città questa ex fabbrica.

 

Un atto che arriva a pochi giorni dallo svolgimento di United Colors of Commons, una tre giorni che sia a livello locale che nazionale ha posto il Municipio e l’ex-Colorificio, con tutte le sue progettualità e proposte concrete di riqualificazione dell’area e di costruzione di un’altra società, come un bene comune per tutti. “United Colors of Commons” ha, infatti, dato l'occasione di partecipare principalmente all'idea che i territori e le sue dinamiche possano essere ridisegnati, a partire dalla messa a valore delle esperienze di altri contesti urbani italiani e europei che intrecciano le questioni locali, nell'idea di una nuova periferia che si fa centro d'ideazione.

In questi tre mesi il Municipio ha aperto uno spazio ai cittadini e alle cittadine ma anche un luogo di confronto e di liberazione all’interno di una delle tante, troppe, aree private dismesse su cui le aziende provano a condurre operazioni speculative. La J Colors ha colpevolmente lasciato in abbandono un luogo dove per quasi un secolo centinaia di lavoratori hanno vissuto, e ad oggi non ha alcun progetto su quell’area: la sua sola speranza è quello di venderla, magari avendo in mano una variante urbanistica. Ma in quasi quindici anni non ci è mai riuscita e vista la crisi del mercato immobiliare la sola cosa che accadrà se si sgombererà il Municipio dei Beni Comuni è che questa rovina industriale rimarrà così per anni.

Noi a tutto ciò non ci rassegniamo. Lanciamo da oggi una campagna per difendere il Municipio dei Beni Comuni e soprattutto le relazioni sociali che sta costruendo. La liberazione dell’ex-Colorificio Toscano pone oggi una questione sul piano nazionale: il recupero delle grandi aree dismesse e la funzione sociale della proprietà privata, tanto più in una fase di crisi economica come è quella che stiamo attraversando.

A chi sta provando a trasformarci in un problema di ordine pubblico, sperando forse in una nostra chiusura, rispondiamo con il solo modo che conosciamo: moltiplicando le attività e le iniziative all’interno del Colorificio, continuando i lavori di recupero all’interno della struttura, per offrire nuove possibilità di incontro e crescita collettiva.

Colpisce ancora una volta l’assordante silenzio dell’amministrazione comunale di Pisa in tutti questi mesi e tanto più alla luce di questi avvenimenti: un silenzio che ad oggi rischia di apparire una complicità a fronte del pericolo di sgombero e delle responsabilità evidenti della proprietà sullo stato di abbandono dell’ex-fabbrica.

Difendere il Municipio dei Beni Comuni e l’ex-Colorificio Liberato è oggi una battaglia per la democrazia a Pisa e non solo. Vogliamo dare da questo luogo un messaggio di speranza e di possibilità a tutte quelle esperienze sociali che in giro per il mondo e in Italia costruiscono nuove forme di democrazia dal basso. Noi ci vogliamo credere: è possibile evitare lo sgombero e fermare l’arroganza di una multinazionale e le politiche speculative che stanno mangiando le nostre città.

Per questo il Municipio convoca per martedì 5 febbraio alle 21 un’assemblea pubblica in vista di una grande manifestazione a difesa del Colorificio che si svolgerà il 16 febbraio.

 
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