Comunicato di solidarietà

di Mario Pezzella

Un paio d’anni fa il settimanale Carta pubblicò una serie di articoli col titolo “La dittatura dell’ignoranza”: il minacciato sgombero dell’ex-colorificio divenuto Municipio dei beni comuni a Pisa sembra appartenere alla medesima logica di incomprensione e di disprezzo della cultura. In altri luoghi del sito di Democrazia km zero sono descritte le attività e le iniziative che si sono svolte al Colorificio negli ultimi mesi e anche le iniziative legali che si intendono prendere perché siano riconosciute anche giuridicamente nel loro valore. Mi limito a ricordare che il colorificio era destinato a divenire la classica “rovina della modernità”, un non-luogo ammasso di ferraglia dismessa o –nella migliore delle ipotesi- un terreno destinato alla solita speculazione edilizia.

I giovani del Municipio ne hanno fatto un bene culturale, paragonabile al Teatro Valle di Roma, al Teatro di Messina, a tutti quei luoghi che stanno tessendo una rete di creatività culturale e politica sul nostro territorio. Ma ai “dittatori ignoranti”, magari supportati da tecnici a pagamento, questo dà fastidio, questo fa paura.

Ed è significativo che il Comune di Pisa, invece di intervenire sia indifferente o si occupi d’altro: per esempio della costosissima navetta sopraelevata che dovrebbe condurre a velocità supersonica dall’aereoporto di Pisa alla stazione di Pisa; un percorso che si fa in un quarto d’ora a piedi, in cinque minuti di autobus. Per queste priorità ci sono milioni di euro (e anche qui dicono: “ci siamo impegnati con l’Europa”), mentre non c’è un centesimo per chi lavorando non solo con la mente ma con le proprie mani rende vivibile uno spazio distrutto e abbandonato dall’industria “moderna”.

 
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