Diario dallo Spazio 21 ottobre, primo giorno dalla riapertura dell'ex Colorificio:

Risveglio lento e solare stamattina al Colorificio liberato. Ieri sera è stata festa grande, oltre un migliaio di persone sono passate. Tantissime energie, gioia, curiosità per uno spazio che ha significato tanto per la città, ma che in pochi conoscono. "È una città", dicono tutti. "Chissà che non regga, in fondo che vantaggio hanno a lasciarlo vuoto?", ripetono in tanti. Anche gli operai della vetreria, di fronte al Colorificio. Stanotte, durante la pausa, alcuni erano ai cancelli della fabbrica (che non si ferma mai) per chiacchierare ed esprimere solidarietà.

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Quando l'odore di caffè inizia a circolare nella stanza allestita a cucina, qualcuno nel piazzale e nelle prime sale riaperte ha già ricominciato a pulire, a sistemare impianti. Oggi il primo passo per l'allestimento della cucina è stato compiuto.

Da domani sarà attiva, proprio nella stanza che per quasi cent'anni è stata la mensa degli operai. Il resto della mattina e la prima parte del pomeriggio va via tra altri lavori di sistemazione e l'accompagnare, a mo' di guida galattica, chi ancora non ha visitato il Colorificio a fare un mini-tour dello spazio.

Alle 17 assemblea di quanti avevano già partecipato al bando IdeAzione, e di chi ancora non l'aveva fatto, ognuno a portare la propria di idea, la propria passione, la propria attitudine, da condividere e mettere a disposizione. Alcune di più facile realizzazione, e che già entreranno nel programma della prossima settimana, e altre che avranno bisogno di più tempo e che cresceranno e si articoleranno nello spazio, a misura di spazio. E in tanti sono arrivati a portarne di nuove: un laboratorio per sculture in pietra, giocoleria, teatro, capoeira, danza orientale.

C'è chi propone un laboratorio sul riciclo creativo per bambini e non solo, sul riuso di cose che sarebbero da buttare o abbandonate, chi corsi di naturopatia, ma anche punti informativi sulla valorizzazione del territorio. Qualcun altro ha rilevato la necessità di uno spazio in città, dove gli studenti e le studentesse possano studiare nel fine settimana.

In tanti chiedono di recuperare la memoria di quello che è stato il colorificio e per quello che ha significato per i lavoratori che qui hanno timbrato il cartellino ogni mattina, per le lotte sindacali che qui si sono vissute nel corso del tempo, dalla produzione alla chiusura.

E intanto le prime idee iniziano a mettersi in collegamento e a decollare.

La partecipazione e la condivisione delle idee ci fa subito vivere bene in comune.
Si finiscono gli ultimi preparativi nel capannone che ospita i concerti stasera. Nell'angolo, un museo dell'ex Colorificio, allestito con ironia, con i tantissimi cimeli sparsi per le stanze e gli uffici. Qualcuno ha portato anche delle belle poltrone in pelle. Comodissime. Inizia l'apericena: prezzi popolari e facce distese. Tra poco si salta al ritmo dei Betta Blues Society e di tanti altri ancora. E domani sarà un altro giorno.
 
 
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