IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI RIEMPIE DI COLORE LA CITTÀ

IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI

RIEMPIE DI COLORE LA CITTÀ

Il corteo del Municipio dei Beni Comuni ha segnato un evento storico a Pisa e non solo, che si può riassumere in due immagini: i reparti di Polizia e Guardia di Finanza che presidiano lo spazio comunale di via Andrea Pisano, abbandonato da oltre sedici anni, e i manifestanti che marciano con il libro-denunciaRebelpainting in mano verso il Colorificio Toscano, ex fabbrica dismessa dall’attuale proprietà - la multinazionale J Colors - attesi da uno schieramento di forze dell’ordine senza precedenti in città, a difesa di un simbolo della speculazione privata da parte di una di quelle tante multinazionali responsabili della crisi che stiamo vivendo.

Il 13 ottobre a Pisa tutti i nodi sono venuti al pettine. Il vasto tessuto di cittadini, gruppi, associazioni e partiti che si sono riconosciuti nei mesi scorsi nel Municipio dei Beni Comuni hanno portato in piazza oltre 500 persone per rivendicare il diritto a recuperare, riaprire e restituire alla città uno spazio di partecipazione, socialità e cultura, in forma pubblica e con modalità pacifiche, ballando, giocando e lanciando messaggi di democrazia. Un corteo bello e caloroso, consapevole, capace di segnare ad ogni suo passo le tante ferite - spazi abbandonati o ceduti alla speculazione - incontrate lungo il suo percorso. Il corteo del Municipio dei Beni Comuni ha aperto così una nuova stagione di riconquista dei diritti in città.

 

A fare paura è proprio questo: la dimensione pubblica e la possibilità di riaprire nuove spazi di autogestione e elaborazione collettiva. Questo fa paura all’amministrazione comunale che trova nel Prefetto Tagliente piena sponda per questa strategia securitaria che è costata nella giornata di ieri migliaia di euro ai contribuenti. Centinaia di poliziotti a difendere un stabile abbandonato e vuoto perché il suo proprietario ha preferito licenziare e de localizzare: una militarizzazione tesa a difendere una politica industriale che ha portato solo disoccupazione e crisi a Pisa. Riaprire oggi uno spazio come una fabbrica fa paura, come fa paura rimettere al centro dell’attenzione politica la questione del lavoro, dei diritti, del recupero del territorio.

Tutti quegli spazi che dovrebbero appartenere ai cittadini e ai lavoratori sono stati occupati militarmente perché si vuole che restano vuoti, perché questo è funzionale all’attuale ordine economico e sociale.

Per questo il Municipio dei Beni Comuni rilancia già da oggi con la presentazione del libro Rebelpainting sui beni comuni e il caso del Coloroficio Toscano un percorso che come nella giornata di sabato sarà capace contro ogni militarizzazione e tentativo di creare un clima di paura di costruire dal basso un’altra città.


Municipio dei Beni Comuni - Pisa

 

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