Verso il 26 Novembre. Ni Una menos

 
Il femminicidio non è il sintomo di un'emergenza temporanea. Il femminicidio non è l'esito inevitabile di casi limite, di parabole da cronaca nera, non è l'ovvia conclusione di relazioni problematiche tra un uomo e una donna. Il femminicidio non è l'espressione tragica di uno stato d'eccezione. Il femminicidio è una conseguenza. È un fenomeno coerente con la nostra cultura, il nostro quotidiano, ora più che mai prigioniero di un potere autonomo, cieco ai diritti elementari dell'individuo, e per primo ai diritti delle donne. 
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L'impennata di episodi di violenza e l'attacco sistematico - in ogni ambito della vita, da quello della famiglia a quello del lavoro - alla libertà di scelta delle donne sono connessi. E cornice di quella che sta assumendo i toni di una persecuzione, è la mancata presa di coscienza collettiva, dalle istituzioni fino a raggiungere il corpo sociale che, invece di lanciare l'allarme, silenziosamente continuano a colpevolizzare le scelte delle donne. Dai banchi di scuola, dove le tematiche di genere sono ignorate e osteggiate, e così nella vita, quando si sceglie di non essere solo madri, di non essere solo la donna di qualcun altro, e ancora nelle aule di tribunale, quando si denuncia un abuso, una violenza. 


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Sostieni Un Partigiano mi disse

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Il Muncipio dei Beni Comuni sostiene il progetto di Gabriele del Grande "Un partigiano mi disse", che affronterà la guerra in Siria e la nascita dell'ISIS raccontate attraverso la gente comune.

Un progetto ambizioso, ma essenziale quello che è stato proposto, un progetto a cui il Municipio dei Beni è stato felice di poter contribuire, e soprattutto di poterlo fare in maniera collettiva, come fu per  la proiezione di "Io sto con la Sposa" del 2014, regalandoci e regalando a Pisa un'occasione imperdibile di riflessione.

Il crowdfunding ha raggiunto ormai l'obiettivo, ma mancano ancora alcuni giorni alla chiusura e ancora per poco sarà possibile partecipare a questo progetto. Affrettatevi, siete ancora in tempo. 



Qui trovate altre info e la modalità di partecipazione: 
https://www.produzionidalbasso.com/project/un-partigiano-mi-disse/

Municipio dei Beni Comuni
 

Il triplice danno ai cittadini di Pisa

Comunicato Stampa Riutilizziamo Pisa 2016

Politiche di alienazione e abbandono:
il triplice danno ai cittadini di Pisa

Il Municipio dei Beni Comuni presenta la terza edizione del dossier Riutilizziamo Pisa, che ormai in modo costante osserva, monitora e aggiorna lo stato degli immobili vuoti abbandonati nel Comune di Pisa.

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Nel 2016 possiamo contare un totale di 248.383 mq di spazi inutilizzati in città, tra proprietà pubbliche e private, con un aumento solo in un anno di 6710 mq abbandonati ex novo, da addebitare alle istituzioni pubbliche.

Per questo l'edizione 2016 si focalizza sui 4 principali enti pubblici presenti sul territorio: Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Università di Pisa e Regione Toscana, includendo in quest'ultima anche le proprietà dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana. Abbiamo quindi fatto il punto di quale sia l’entità degli immobili lasciati al degrado e all’incuria, ma anche di quali spazi siano presenti nei piani di alienazione, e che quindi  - verosimilmente - entreranno a far parte della categoria.  

Osserviamo come solo gli immobili abbandonati dei quattro enti appena citati arrivino a coprire una superficie di 40.754 metri quadrati. A questa va inoltre aggiunta la superficie di 80.000 mq del Parco di Cisanello.

 

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Fantasmi Immobili

 
Scarica il dossier Riutilizziamo Pisa ed. 2016 
 
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Politiche di alienazione e abbandono: il triplice danno ai cittadini di Pisa 

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Non sgomberi, ma nuove politiche abitative

Superare le marginalità è possibile! 

  Esattamente un anno fa l’amministrazione comunale di Pisa procedeva allo sgombero del campo della Bigattiera. La ricorrenza, certo non felice, può essere una buona occasione per proporre un bilancio di quella vicenda e dei suoi risultati, a dodici mesi di distanza dalla rimozione dell'insediamento. Le famiglie gettate in mezzo alla strada l’anno passato – con il contorno spettacolarizzato di ruspe, mezzi blindati e forze dell’ordine in assetto antisommossa – sono, a quanto ci risulta, rimaste tutte nel territorio pisano.

L’obiettivo di «ridurre le presenze di rom», declamato a gran voce dal sindaco, non è stato dunque raggiunto, in compenso pressoché tutti gli uomini, le donne e i bambini sgomberati allora, vivono oggi in una situazione se possibile peggiore di un anno fa: alcuni sono finiti in campi irregolari, isolati, privi di qualsiasi servizio, altri hanno cercato di raggiungere i propri familiari, che abitano anch’essi in condizioni di precarietà e di sovraffollamento. Chi dodici mesi fa sosteneva la necessità dello sgombero perché «la Bigattiera non è un luogo dove possono abitare delle famiglie» - cosa verissima! - dovrebbe verificare i risultati di quell'iniziativa, in particolar modo le condizioni di vita dei bambini che sono drammaticamente peggiorate. Le «ruspe democratiche», su cui ironizzò allora un quotidiano e che ricevettero il plauso dello stesso Matteo Salvini, hanno dato prova di inefficienza, ma soprattutto di ingiustizia e disumanità.

 

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