Fragole Amare - WORKS

 

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Mostra Fotografica a cura di Giulio Di Meo
03-04 marzo 2017
Polo Carmignani - Pisa

Sono tanti in Italia i campi in cui lavorano soprattutto clandestini. Nella provincia di Caserta i migranti si fermano da marzo a maggio per la raccolta delle fragole e durante la stagione estiva per lavorare nei campi in cui si coltivano pesche e angurie. Altri, sempre in estate, vanno nel foggiano per la raccolta dei pomodori. Con l’arrivo dell’autunno, invece, gli immigrati si spostano a Salemi (Tp) per raccogliere l’uva e le olive, oppure a Marsala (Tp). In inverno è tempo d’arance. In questo periodo, i luoghi della transumanza diventano Ribera (Ag), Catania e provincia, e Rosarno (Rc) dove si coltivano anche mandarini e kiwi. Storie di sfruttamento, pestaggi e incidenti sul lavoro. Uomini che finiscono per sottostare a condizioni che non permettono di soddisfare neppure i più elementari bisogni abitativi, e in condizioni igienico‐sanitarie a dir poco precarie.

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LOTTO MARZO SCIOPERO GLOBALE DELLE DONNE

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L'8 marzo più di 40 paesi sciopereranno e scenderanno in piazza al grido: ''Se le nostre vite non valgono, allora non produciamo!''

Dopo le grandi giornate di mobilitazione che hanno visto milioni di donne scendere nelle piazze di tutto il mondo, schierandosi contro ogni forma di violenza di genere, le donne argentine hanno lanciato per questo 8 marzo uno sciopero globale delle donne.


Anche in Italia, è stato accolto l'appello dal movimento nazionale Non Una di Meno. Dopo il corteo del 26 novembre, giornata in cui circa 250 mila persone hanno invaso le strade di Roma come una Marea, il movimento ha aderito alla giornata di sciopero dell'8 marzo e si è rinuito nelle due giornate bolognesi del 4-5 febbraio per stilare un piano femminista antiviolenza.

L’8 marzo sciopereremo perché non siamo più disposte ad accettare la violenza e lo sfruttamento che ci opprimono e che sono alla base di questo sistema economico e sociale, ingiusto ed eteropatriarcale. Tutti i giorni, a scuola, in casa, sul lavoro, per le strada, negli ospedali, nella rappresentazione dei media, la violenza si manifesta in molti modi: dalla molestia allo stupro, dall’aggressione verbale a quella fisica, dalla mancata tutela del lavoro di cura alle disparità salariali e alla richiesta di dimissioni in bianco, dalla discriminazione nella formazione a quella nello sport, dall’obiezione di coscienza allo stigma morale.

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WORKS - COMUNICATO STAMPA

Pisa, 27 Febbraio 2017

C'era una volta il lavoro.

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La scomparsa più o meno improvvisa del lavoro non è un evento che riguarda solo la mancanza di impiego, la difficoltà di trovare una collocazione, un ruolo nel mondo delle attività lavorative. La scomparsa del lavoro incide in prima battuta sulla percezione che l'individuo ha di sé. Se al lavoro si assimilano diritti, uno stato sociale, un complesso di garanzie, allora vorrà dire che nella percezione della propria individualità vi sarà anche tutto questo. Al contrario, se lavorare equivale a essere sfruttati, non vedere riconosciuti i propri diritti, non godere di uno stato sociale degno di tale nome, allora tutto questo corrisponderà semplicemente a non esistere. Affermare il proprio diritto al lavoro, significa affermare il proprio diritto all'esistenza. Siamo stati abituati dalla cronaca di questi lunghi anni di crisi a una sequela di esplicite aggressioni alle lavoratrici e ai lavoratori d'Italia, d'Europa, del mondo intero. La nostra quotidianità lavorativa è figlia di un vero e proprio saccheggio, e la troppa vicinanza al corso degli eventi a volte offusca il quadro d'insieme.

Parlare oggi di lavoro significa sollevare la polvere che si è sedimentata a terra. Sollevarne un'intera nube. E in questa ricompaiono in controluce le parole chiave che definiscono una galassia di senso perduto: diritti, sfruttamento, asilo, occupazione, sciopero, classe, ricatto, migranti, cittadinanza, genere, reddito, conflitto, welfare... Sarebbero centinaia, ma ne bastano alcune perché il quadro possa ricomporsi di nuovo, più chiaro di sempre. Ricomporre il quadro, definire un vocabolario comune, studiare i problemi nella loro proiezione plurale: sono alcuni degli obiettivi di WORKS (venerdì 3 e sabato 4 marzo, a Pisa, presso il Polo Carmignani), un momento di dibattito e di confronto, uno spazio di analisi, riflessione e progettualità, per mettere a fuoco i problemi, condividere esperienze e vertenze, ma anche un momento di elaborazione attraverso cui dotarsi di nuovi strumenti di attivazione collettiva.

Un appuntamento dedicato al prisma delle vertenze strutturali che investono oggi il mondo del lavoro. Il lavoro mobile e migrante, caratterizzato dallo sfruttamento, dalla privazione delle libertà fondamentali, dalle dislocazioni coatte della forza-lavoro; il lavoro precario, ormai istituzionalizzato dal Jobs Act, sottopagato e malpagato, in nero, volontario e gratuito, trasformato dalla digitalizzazione e dall'automazione; il lavoro femminile, produttivo, salariato, riproduttivo, di cura, a domicilio, ancora vessato dal dumping salariale, dalla mancanza di riconoscimento e dalle discriminazioni di genere.

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Contro l'attacco al Canapisa

Il Progetto Rebeldia difende il diritto a manifestare per l'antiproibizionismo.

 
In queste settimane nella nostra città abbiamo seguito con sconcerto l'ennesimo dibattito - ai limiti della realtà - che si è svolto in consiglio comunale intorno alla manifestazione annuale di Canapisa. Sono stati cinque gli ordini del giorno presentati sullo svolgimento della manifestazione in città, e solo uno di questi era a favore dello svolgimento della stessa. E' inaccettabile l'atteggiamento di chi ha usato, in modo improprio, il consiglio comunale per impedire lo svolgimento di una manifestazione pubblica, pacifica e dai contenuti politici importanti.
Da un punto di vista giuridico non spetta al consiglio comunale autorizzare le manifestazioni pubbliche in quanto di competenza della Questura, alla quale deve essere semplicemente dato preavviso dagli organizzatori dello svolgimento con almeno 3 giorni di anticipo (confermato dalla sentenza del Tar Lazio n. 7031/2016). La nostra Costituzione garantisce il diritto di manifestare, diritto che vogliamo continuare a esercitare anche il prossimo 20 Maggio per la diciattesima edizione del Canapisa.
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Risposta Antipro in Comune su Canapisa

 

LOCANDINAweb

Il 16 febbraio il Consiglio comunale di Pisa ha discusso ben 5 odg su Canapisa, di cui solo una a favore che tutela il nostro diritto a manifestare sancito dalla costituzione. Sono state presentate mozioni contro la nostra manifestazione antiproibizionista sia dalla destra sia da quella finta sinistra (Pd!) che in questa occasione ha trovato accordi con l’opposizione! Le 4 mozioni contrarie sono tutte basate su questioni ideologiche che poco si sposano con la realtà dei fatti certificata dalle istituzioni preposte e con i reali contenuti che da ormai 16 anni portiamo in strada. Questa la risposta nel merito dell’Osservatorio antipro CanapisaCrew:
Da http://osservatorioantipro.org/

 

 

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