Nuove assoluzioni per gli attivisti di Rebeld�a per i processi del trainstopping

Oggi si è svolta l’udienza del processo a carico di 7 attivisti del movimento pacifista pisano per la presunta manifestazione non autorizzata presso la stazione centrale di Pisa, avvenuta il 25 febbraio del 2003, durante le mobilitazioni del "trainstopping" contro il trasporto di armi dirette all'Iraq.
Il giudice ha annullato le ingiunzioni a carico dei manifestanti, accogliendo le tesi della difesa condotta dall’avvocato Tiziano Checcoli, dello studio Menzione.
Questa assoluzione si aggiunge ad altri pronunciamenti simili avvenuti in questi anni in cui si riconosce il nostro diritto a manifestare.

Riteniamo che questa decisione costituisca un precedente importante per tutto il movimento pacifista che in questi anni ha lottato contro la guerra e le politiche neoliberiste, contro la partecipazione italiana e l’utilizzo delle nostre infrastrutture e del territorio per le operazioni belliche.
Abbiamo sempre contestato le misure repressive del Governo contro i movimenti e i provvedimenti delle Prefetture a livello locale che hanno assunto un vero e proprio carattere persecutorio. Nei prossimi mesi, infatti, dovremo fronteggiare nuovi processi contro provvedimenti amministrativi e penali per le ampie mobilitazioni del movimento pacifista di quel periodo.
Questa sentenza è un segnale importante ma non sufficiente. Un’intera stagione di lotte, a partire dai fatti di Genova del 2001, passando per le lotte contro i CPT alle mobilitazioni per il reddito e la casa, è messa oggi sotto processo.
Occupare una casa, uno spazio sociale, picchettare una fabbrica, per difendere ed estendere i propri diritti non è un reato.

Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía - Pisa

 
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