Appello contro la propaganda di guerra

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il corretto rapporto tra i bambini e i soldatiPer aderire: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Al Comune di Pisa, in particolare all'attenzione dell'Assessora Maria Luisa Chiofalo
Alla Provincia di Pisa, in particolare all'attenzione dell'Assessora Anna Romei
Agli organi di stampa
Ai Dirigenti Scolastici delle scuole del Comune di Pisa

Martedi 27 Aprile 2010 è stata organizzata dall’Associazione Nicola Ciardelli ONLUS e con il patrocinio del Comune di Pisa una giornata di attività per i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze che frequentano le scuole medie, elementari e dell'infanzia del Comune di Pisa.

Tale giornata si terrà presso il Centro di addestramento di Paracadutismo “Gamerra”, e le attività previste comprendono, fra le altre, un laboratorio di materiali e tecniche di lancio a cura del Centro di Addestramento di Paracadutismo, un'esercitazione di tiro a segno a cura del TSN Pisa, visite guidate al Museo dei Paracadutisti Italiani. Alleghiamo il programma completo dell'evento. Il Comune di Pisa ha inviato una circolare a tutte le scuole medie, elementari e dell'infanzia di Pisa per invitare le classi a partecipare alla giornata.

Questo significa che bambini e ragazzi dai tre ai tredici anni di età verranno condotti dai propri insegnanti, in orario scolastico, in un luogo normalmente deputato all'addestramento militare. I bambini verranno accolti da personale civile e militare e svolgeranno diverse attività condotte o coadiuvate dal personale militare stesso. Non è superfluo a questo proposito ricordare che il Centro di Addestramento di Paracadutismo è parte integrante della Brigata Folgore, corpo speciale delle Forze Armate italiane normalmente impiegato in missioni militari all'estero.

Poiché questa giornata si colloca all'interno dell'attività scolastica e si svolgerà nell'atmosfera gioiosa e allegra tipica di una gita, appare certo che uno dei suoi effetti - sia esso esplicitamente previsto nelle finalità dell'iniziativa o meno - sarà che i bambini percepiranno la caserma, l'attività militare che normalmente vi si svolge o vi si prepara, e la carriera militare in modo acriticamente positivo.

Dubitiamo infatti che questa giornata sia, per tutte le scuole e le classi che vi parteciperanno, inserita all'interno di un percorso di riflessione critica sulla pace, sulla guerra e sull'uso della forza armata nei conflitti, riflessione che sarebbe comunque molto complessa e forse non adatta a tutte le fasce di età coinvolte nella manifestazione.

Per questo motivo siamo assolutamente contrari a che Comune e Provincia permettano e incoraggino la partecipazione a tale iniziativa da parte delle scuole.

In primo luogo, infatti, la valutazione della positività o meno dello strumento militare come mezzo per affrontare o risolvere i conflitti è un aspetto sensibile dell'educazione dei bambini e dei ragazzi.
Ricordiamo che finché la legge stabiliva l'obbligatorietà del servizio militare era possibile porre obiezione di coscienza al suo svolgimento, opponendosi così all'uso delle armi nel dovere costituzionale di difesa della nazione. Il venir meno dell'obbligo del servizio militare non ha mutato il profondo convincimento, da parte di molti cittadini, che le armi e le missioni armate all'estero non siano il modo per ottenere pace e sicurezza di alcuna popolazione, ed è diritto di questi cittadini cercare di trasmettere per intero questo convincimento ai propri figli. Che la scuola dell'infanzia e la scuola elementare facciano partecipare i propri alunni ad una giornata in cui l'uso delle armi e lo strumento militare sono presentati in modo acriticamente positivo lede questo diritto.

In secondo luogo, anche quando si ritenga che esistano casi in cui le armi vanno disgraziatamente usate, per imporre o mantenere un cessate il fuoco e proteggere la popolazione civile, nessuno vorrà negare che la decisione di usarle è estremamente grave e piena di responsabilità.
Ogni cittadino italiano dovrebbe sentire tutta la responsabilità per la partecipazione italiana a missioni come quelle in Iraq o in Afghanistan. In tali missioni le forze armate italiane fanno o hanno fatto parte di alleanze militari che hanno compiuto atti con conseguenze terribili, come gli attacchi su Falluja o il bombardamento di civili in fuga in Afghanistan. Qualcuno (non noi) può ritenere che tali eventi siano errori in un processo che porta ad un bene maggiore.
Tuttavia tutti concorderanno che l'opzione militare nelle crisi internazionali è una scelta che va ponderata gravemente e che mai può essere una scelta allegra, leggera o gioiosa. Per questo riteniamo che introdurre i bambini all'interno di un ambiente di addestramento militare in un'atmosfera di festa sia un grave errore educativo.

Troviamo particolarmente imbarazzante, in quest'ottica, che fra le attività previste nella giornata vi sia un laboratorio a cura della Provincia di Pisa sul tema “Solidarietà e diritti dell’infanzia”. Lo stato di guerra, anche quando lo si ritenga inevitabile o purtroppo necessario, è comunque una situazione di totale negazione dei diritti, di cui molto spesso fanno le spese proprio i soggetti più deboli, come i bambini. Ovviamente apprezziamo il fine meritevole del progetto “La Casa dei Bambini di Nicola”, ma contestiamo che questo fine, così come il concetto generale di solidarietà e diritti dell’infanzia, possa essere legato in modo acriticamente positivo ad un ambiente di preparazione di missioni militari. Questa connessione a nostro parere porta troppo spesso un segno tragicamente negativo.

Per questo come genitori, insegnanti e cittadini chiediamo:

al Comune di Pisa e alla Provincia di Pisa di non favorire l'adesione delle scuole all'iniziativa in discussione, di riprogrammare eventualmente l'iniziativa in un luogo diverso dalla sede di una scuola di addestramento militare, oppure di riprogrammarla in un giorno festivo o in orario extrascolastico, cosa che consentirebbe alle famiglie di assumersi per intero la scelta e la responsabilità di far partecipare o meno i propri figli.

alle singole scuole di non partecipare all'iniziativa nel modo e nel luogo in cui è stata per ora proposta, ritirando l'adesione delle classi coinvolte.

Prime firme:

Maria Francesca Zini, gruppo F. Jagerstatter per la nonviolenza
Maria Rosaria Lacatena, genitore bambina scuola dell'infanzia "Calandrini"
Martina Pignatti Morano "Un ponte per..."
Elena Talotta, Emergency Pisa
Maurizio Cossi, gruppo F. Jagerstatter per la nonviolenza
Luca Randazzo, insegnante scuola elementare
Silvia Nannipieri, gruppo F. Jagerstatter per la nonviolenza
Sandro Baldassari, gruppo F. Jagerstatter per la nonviolenza
Rino Razzi, genitore bambina scuola dell'infanzia "Calandrini"
Monica Zoppè, Ricercatrice CNR, Scienziate/i contro la guerra.
Claudia Caudai, Ingegneria senza Frontiere ONLUS, Pisa
Serena Leoni, Fratelli dell'Uomo, Pisa
Gaia Colombo, Fratelli dell'Uomo, Pisa
Marco Barbato, Fratelli dell'Uomo, Pisa
Francesca Pala, genitore bambina  scuola dell'infanzia "Calandrini"
Letizia Allegretti, genitore bambina  scuola dell'infanzia "Calandrini"
Roberto Barbieri,  insegnante scuola elementare
Maria Sanpierisi,  insegnante scuola elementare
Mara Pacini,  insegnante scuola dell'infanzia
Cecilia Casini,  insegnante scuola dell'infanzia
Erles Modafferi,  insegnante scuola dell'infanzia
Francesca Vichi,  insegnante scuola dell'infanzia

 
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