Censura della Israeli Apartheid Week

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Israeli Apartheid Week - PosterCOMUNICATO DEL GRUPPO BDS PER LA PALESTINA, IN MERITO ALLA CENSURA DELLA ISRAELI APARTHEID WEEK

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Pisa, 6 marzo 2009
 
Il gruppo BDS per la Palestina di Pisa denuncia una grava violazione della libertà d'espressione compiuta da organi dell'Università di Pisa ai danni della Israeli Apartheid Week (1-8 marzo 2009). Si tratta di una campagna internazionale svolta ogni anno in decine di città universitarie del mondo per informare sulle discriminazioni a cui sono soggetti i Palestinesi che vivono nei Territori Occupati e in Israele, e sostenere forme di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) verso Israele. L’iniziativa vuole anche sollevare il dibattito nel mondo accademico sull'opportunità di continuare a collaborare con università e enti di ricerca israeliani che sono coinvolti nelle politiche illegali di occupazione della Palestina. La parola Apartheid rispetto al trattamento dei Palestinesi è stata utilizzata nella Conferenza ONU su Razzismo e Xenofobia (Durban, 2001) ed è presente nel titolo di un bestseller dell'ex presidente USA Jimmy Carter.

Il Gruppo BDS di Pisa ha richiesto nelle scorse settimane, con il sostegno della rappresentanza studentesca, alcuni spazi dell'Università  per realizzare diverse iniziative all'interno della Israeli Apartheid Week. Delle quattro richieste formulate, una sola è stata approvata su insistenza degli organizzatori. Il preside della Facoltà di Lettere, prof. Maurizio Iacono, si è rifiutato di concedere un'aula della facoltà per un dibattito sui "Crimini di guerra in Medioriente, la responsabilità della scienza e la protesta degli intellettuali", che avrebbe dovuto tenersi lunedì 2 marzo con la partecipazione di tre professori universitari. Altro diniego ha colpito l'attività prevista per sabato 7 marzo presso l'ex chiesa di S. Eufrasia: presentazione di un sito internet sui movimenti nonviolenti in Medioriente e visione di un documentario sul "Club anti-occupazione", un gruppo di nonne israeliane sfuggite all'olocausto e attive nel difendere i diritti dei Palestinesi. Questo ultimo spazio è notoriamente aperto alle associazioni studentesche per riunioni e iniziative di vario tipo e mai era stato negato per eventi simili negli ultimi anni. In entrambi i casi, nonostante il rispetto di procedure di prassi per chiedere gli spazi, questi sono stati negati in base a inconsistenti motivazioni di forma, menzionando a parole la preoccupazione circa i "temi sensibili" o la necessità di un passaggio di verifica in Senato Accademico.
 
Riteniamo le argomentazioni del rifiuto pretestuose e le decisioni arbitrarie, frutto di una gestione privatistica degli spazi universitari da parte di alcuni docenti che hanno negato il diritto di dibattere temi di scottante attualità ad altri docenti dello stesso ateneo pisano e all'associazionismo. L'Università deve essere uno spazio pubblico aperto al sapere, alla conoscenza, al confronto, alla pluralità delle idee, e fruibile dalla città. I vertici universitari non possono arrogarsi il diritto di decidere se l'argomento di una iniziativa debba o meno essere pubblicamente discusso, a meno che esca dai limiti della Carta Costituzionale. Registriamo infine come, ancora una volta, si voglia passare sotto silenzio l'impunità di Israele rispetto al diritto internazionale e alle risoluzioni ONU, e il dramma che sta avvenendo nei Territori Occupati della Palestina dove l’attacco militare a Gaza ha causato oltre 1300 morti, in larga parte civili, e immani distruzioni. La chiara volontà di censura di un argomento evidentemente considerato "scomodo" da alcuni, ci lascia increduli rispetto ad un luogo che dovrebbe essere portatore di cultura e libertà. 
 
Per questo motivo convochiamo per sabato 7 marzo alle ore 18:00 un presidio di protesta dinanzi all'ex-chiesa di S. Eufrasia (via dei Mille) e annunciamo l’intenzione di inviare una lettera aperta al Rettore e al Senato Accademico dell’Universitá di Pisa, per:
 
- denunciare la censura oggettiva cui sono state sottoposte le iniziative da noi proposte;
 
- opporci alla gestione arbitraria degli spazi di un luogo pubblico;
 
- chiedere la formale concessione di spazi universitari per quelle iniziative di cui é stata impedita la realizzazione.
 
Facciamo quindi appello a tutti i docenti, agli studenti, alla cittadinanza democratica, all'associazionismo e alle forze politiche e sindacali che credono ancora nella libertà d'espressione a prendere posizione contro questi incredibili e vergognosi atti di censura, partecipando al presidio e aggiungendo la propria firma alla lettera-denuncia che invieremo nella mattina di lunedì 9 marzo.
 
La lettera é disponibile sul sito: www.inventati.org/bds-pisa
 
Inviare firme di singoli (specificando la propria qualifica) e organizzazioni a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 
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