Ancora una guerra, ancora una sconfitta. |
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Un intervento manu militari, che come sempre non ha nulla di umanitario, ma che invece puzza molto di neocolonialismo, di spartizione delle risorse energetiche, di controllo geopolitico, e che fa pensare all'intenzione di dirigere e governare un fenomeno di ricambio politico che sembra ormai inevitabile: cosa resterà per le multinazionali occidentali del petrolio, e non solo, dopo Gheddafi? Lo stato libico ha una importanza enorme nello scacchiere del Mediterraneo e negli ultimi anni, dopo gli embarghi, i bombardamenti USA, le tensioni varie con i paesi europei, è entrato in modo pressante negli incontri affaristici dei paesi economicamente avanzati. Dal 2003-2004 tante multinazionali petrolifere, statunitensi, italiane, francesi, inglesi, sono andate ad attingere al petrolio di Tripoli o alle riserve di gas. I francesi hanno venduto i loro aerei da combattimento, i britannici e gli italiani hanno stretto rapporti diplomatici e di interesse, proponendo la costruzione di ferrovie e autostrade, senza dimenticare i “favori e gli scambi” entrati in gioco tra la Libia e l'Italia per controllare militarmente le coste e “governare” con la repressione, in barba ai diritti umani, i fenomeni migratori. Una guerra piena di contraddizioni, dunque, che si basa però sul controllo dell’economia e delle materie prime. Uno scontro tra imperialismo vecchio e nuovo. Interventi che raccolgono spesso consensi bipartisan e che si sono piegati alla logica della trasformazione delle parole ad uso e consumo del potere e delle logiche economiche: guerra umanitaria, guerra lampo, guerra preventiva, bombe intelligenti, bombardamenti chirurgici sono concetti inesistenti creati ad hoc per difendere e nascondere azioni militari che non hanno nulla a che vedere con le esigenze dei popoli.
Noi diciamo con forza no alla guerra, senza se e senza ma, no ad uno
strumento inutile e no al controllo dei territori e delle risorse in nome di una "falsa democrazia".
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Il bombardamento della Libia è il quarto intervento militare che vede
coinvolta l'Italia in poco più di 10 anni: Kosovo 1999, Afghanistan
2001, Iraq 2003 e ora è arrivato l’intervento ONU contro Gheddafi.