Ancora una guerra, ancora una sconfitta.

PDF

Obama e Gheddafi quando si volevano beneIl bombardamento della Libia è il quarto intervento militare che vede coinvolta l'Italia in poco più di 10 anni: Kosovo 1999, Afghanistan 2001, Iraq 2003 e ora è arrivato l’intervento ONU contro Gheddafi.

Un intervento manu militari, che come sempre non ha nulla di umanitario, ma che invece puzza molto di neocolonialismo, di spartizione delle risorse energetiche, di controllo geopolitico, e che fa pensare all'intenzione di dirigere e governare un fenomeno di ricambio politico che sembra ormai inevitabile: cosa resterà per le multinazionali occidentali del petrolio, e non solo, dopo Gheddafi?

Lo stato libico ha una importanza enorme nello scacchiere del Mediterraneo e negli ultimi anni, dopo gli embarghi, i bombardamenti USA, le tensioni varie con i paesi europei, è entrato in modo pressante negli incontri affaristici dei paesi economicamente avanzati. 

Dal 2003-2004 tante multinazionali petrolifere, statunitensi, italiane, francesi, inglesi, sono andate ad attingere al petrolio di Tripoli o alle riserve di gas. I francesi hanno venduto i loro aerei da combattimento, i britannici e gli italiani hanno stretto rapporti diplomatici e di interesse, proponendo la costruzione di ferrovie e autostrade, senza dimenticare i “favori e gli scambi” entrati in gioco tra la Libia e l'Italia per controllare militarmente le coste e “governare” con la repressione, in barba ai diritti umani, i fenomeni migratori.

Una guerra piena di contraddizioni, dunque, che si basa però sul controllo dell’economia e delle materie prime.

Uno scontro tra imperialismo vecchio e nuovo.

Interventi che raccolgono spesso consensi bipartisan e che si sono piegati alla logica della trasformazione delle parole ad uso e consumo del potere e delle logiche economiche: guerra umanitaria, guerra lampo, guerra preventiva, bombe intelligenti, bombardamenti chirurgici sono concetti inesistenti creati ad hoc per difendere e nascondere azioni militari che non hanno nulla a che vedere con le esigenze dei popoli.

Noi diciamo con forza no alla guerra, senza se e senza ma, no ad uno strumento inutile e no al controllo dei territori e delle risorse in nome di una "falsa democrazia".

Progetto Rebeldía - Pisa

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio