| Gruppo TNT-LavoroNonLavoro |
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La precarietà è diventata un modello sociale e lavorativo: un'intera generazione viene privata delle tutele sociali minime, dei diritti sindacali, della possibilità di costruirsi un futuro. In questi anni l'attività del collettivo TNT si è incentrata su un lavoro di indagine, di inchiesta e di denuncia di queste condizioni di lavoro. Abbiamo scritto due libri: Movimenti invisibili e Cartografia della precarietà, realizzato in collaborazione con Rebeldía media crew un documentario sulle lotte alla Piaggio negli ultimi dieci anni, e lavorato attivamente nella Rete provinciale Stop Precarietà. Abbiamo sostenuto la consultazione precaria contro il protocollo sul welfare sottoscritto dal Governo, dai sindacati confederali e Confindustria, promuovendo la nascita della Camera del lavoro invisibile. Il collettivo TNT vuole essere uno spazio pubblico che serva a rispondere a quelle esigenze e bisogni di cittadinanza che ad oggi non trovano nessuna risposta dentro e fuori i luoghi di lavoro; ha l'obiettivo di rivendicare diritti più ampi che intersecano la sfera lavorativa con quella sociale, poiché le nuove forme di lavoro invadono la vita privata, cancellando i confini tra tempi di lavoro e non lavoro, tra vita privata e vita lavorativa. Per questo, oltre a rivendicare i vecchi diritti dei lavoratori a noi negati,una giusta remunerazione, sicurezza, malattia, maternità, pensione, ferie, ecc., vogliamo anche l'affermazione di tariffe sociali per la casa, trasporti e cultura, diritto alla formazione continua, accesso gratuito ai saperi e alle informazioni, fino alla rivendicazione di un reddito. Fare denuncia e produrre conflitto nei luoghi e non luoghi del lavoro e della produzione è ciò che stiamo cercando di fare. Partecipa anche tu alla nostra cospirazione precaria.
Gruppo TNT- Camera del lavoro invisibile
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Preghiera di San Precario
Oh San Precario, |


















Il gruppo TNT-LavoroNonLavoro lavora da alcuni anni all'interno di Rebeldía sui temi del lavoro e del precariato. Infatti Pisa è una città iperprecarizzata: dai settori del privato a quelli del pubblico, negli ultimi due anni l'80% dei contratti stipulati sono stati contratti a tempo determinato; a ciò bisogna aggiungere le centinaia di lavoratori al nero e lo sfruttamento della manodopera migrante.