Minniti e Orlando dichiara guerra alle città

Il Progetto Rebeldìa e Africa Insieme promuovono un momento di riflessione e organizzazione collettiva sulle ricadute concrete delle nuove disposizioni legislative, che nella città di Pisa si sono manifestate ancor prima che il decreto diventasse legge. La nostra città e la regione Toscana sono state a tutti gli effetti un vero e proprio laboratorio per la messa a punto della lotta al famigerato degrado, dei daspo urbani, dell'istituzionalizzazione del lavoro gratuito per i richiedenti asilo. 

Il protocollo siglato tra comune di Pisa e Croce Rossa Italiana per la creazione di squadre di profughi preposte al mantenimento del decoro (pulizia di strade, piazze, muri, parchi pubblici) ha fatto scuola e ancor prima abbiamo constatato che le aperture delle mura storiche sono state possibili solo grazie all'impiego di quella manodopera a costo zero.
 A Pisa abbiamo vissuto la trasposizione del provvedimento del daspo dagli stadi a quelle piazze in cui si è manifestato dissenso rispetto alle politiche locali e governative; Pisa è stata più volte indicata come luogo ideale per l'apertura di un Centro di Permanenza e Rimpatrio, niente di diverso dai CIE che da sempre contestiamo; nella nostra città la criminalizzazione degli emarginati e delle fasce più deboli della popolazione è stata portata avanti negli anni a colpi di ordinanze e task force punitive. 

Venerdì 19 maggio alle ore 18 presso l'aula multimediale di Palazzo Ricci Elia de Caro dell'associazione Antigone, da anni impegnata nella tutela dei diritti nel sistema penale, e Anna Brambilla, avvocatessa dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, incontreranno la cittadinanza per discutere una legge che promuove la lotta ai poveri e non alla povertà, agli ultimi e non alle cause di disagio socio-economico, a chi esprime dissenso, a chi scappa dalle guerre, dalle persecuzioni, dagli stenti.

Vi invito a partecipare numerosi e a diffondere tra i vostri contatti l'iniziativa
evento fb https://www.facebook.com/events/283375578788645/
dal sito https://www.inventati.org/rebeldia/eventlist/13366.html
 

Campagna territoriale di resistenza alla guerra (Pisa-Livorno)

Viviamo, nell’area Pisa-Livorno, in una delle zone più militarizzate d’Italia.

Sul nostro territorio vi sono:

 

Camp Darby, la base logistica dell’Esercito Usa che rifornisce le forze terrestri e aeree statunitensi nell’area mediterranea, africana, mediorientale e oltre. Nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento e munizionamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei. Non si esclude che tra queste possano esservi anche bombe nucleari. Da qui sono partite le bombe usate nelle guerre Usa/Nato contro l’Iraq, la Jugoslavia e la Libia.

 

Il porto di Livorno, collegato a Camp Darby dal Canale dei Navicelli recentemente allargato per permettere il transito di maggiori carichi di armi. Esse vengono inviate in Medioriente – per le guerre in Siria, Iraq e Yemen – per mezzo di grandi navi statunitensi che fanno scalo ogni mese a Livorno. Quello di Livorno è porto nucleare, dove possono approdare unità militari a proulsione nucleare e anche recanti armi nucleari a bordo.

L’Hub aereo nazionale delle forze armate, nell’aeroporto militare di Pisa, da cui transitano gli uomimi e i mezzi per le missioni militari all’estero. Questo aeroporto, che prima aveva un ruolo tattico circoscritto al territorio nazionale, ha assunto un ruolo strategico, proiettato nei teatri operativi fuori dal territorio nazionale. Dall’Hub nazionale di Pisa transitano anche materiali militari della limitrofa base di Camp Darby.

Il Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose), il primo del suo genere in Italia, costituito alla caserma Gamerra di Pisa, sede del Centro addestramento paracadutismo. Attraverso l’Hub aereo nazionale, i commandos delle forze speciali e i loro armamenti vengono inviati nei vari teatri bellici per operazioni segrete, condotte con forze speciali Usa/Nato. 


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Continuano le adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche Unione Inquilini, Pink Riot, Alif, e Possibile - Comitato  Gli spettinati di Possibile Pisa  

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Progetto Caserme: Filippeschi riparte da zero. E procede senza la città.

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Poche ed enigmatiche le dichiarazioni dell'amministrazione comunale sul futuro dell'ormai noto Progetto Caserme, quel protocollo che impegnava Comune, Ministero della Difesa e Demanio nella realizzazione della caserma nuova ad Ospedaletto e la riconversione di ben due caserme (Curtatone e Montanara e Artale) nel cuore storico della città e della Bechi Luserna sulla via Aurelia.

Un'operazione ben nota ai cittadini di Pisa che continuano a sentirne parlare da ben 16 anni. Eppure non molto tempo fa, precisamente il 20 aprile 2017, le dichiarazioni dell'assessora Zambito a riguardo sembrano aver cancellato quell'aurea di intoccabilità  che aleggiava da troppo tempo attorno a un progetto, in definitiva, irrealizzabile. 

Si parla adesso di un nuovo protocollo, che pare preveda la riconversione a uso civico per Artale e Distretto, l'abbandono della costruzione della nuova caserma a Ospedaletto e dei progetti sulla Bechi Luserna, che rimane al Ministero della Difesa.

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Di Spazi e Beni Comuni: come la forma non cambia la sostanza

E’ attualmente in discussione all’interno del Consiglio Comunale una proposta di regolamento sulla collaborazione e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni proposto dall’amministrazione comunale. Come associazione studentesca che vive ed attraversa questa città abbiamo partecipato a diversi percorsi di riqualificazione diretta di benispazi urbani abbandonati, e vogliamo pertanto portare alcune osservazioni in merito al regolamento.

Non possiamo non partire dal ruolo della scuola e dell’università, espressamente presenti in questo regolamento, in particolare art. 17:  pur condividendo la necessità di collegare il discorso dei beni comuni alla formazione e all’istruzione non condividiamo che il canale privilegiato per il coinvolgimento degli studenti sia attraverso forme di sfruttamento del lavoro volontario. Ad oggi assistiamo quotidianamente a fenomeni di sfruttamento, attraverso l’utilizzo inappropriato dell’alternanza scuola lavoro (come previsto dalla Buona Scuola) e vediamo in questo regolamento gli stessi elementi critici che ispirano l’attuale riforma sulla scuola e l’operato politico di chi amministra questa città.

 

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