Rifiutiamo nuove forme di shiavitù

 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Anche i sindacati Rifiutano nuove forme di shiavitù

 I Sindacati sostengono la petizione contro le nuove forme di schiavitù


Iniziano ad arrivare anche le sottosrizioni delle realtà sindacali di Pisa.

Delegati e Lavoratori Indipendenti Pisa
"Il sindacato è un'altra cosa- opposizione CGIL" Toscana
Sindacato Generale di Base Pisa

Per chi volesse aderire come sindacato, associazione e/o collettivo, scrivere a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

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Nuove Adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche COBAS Pisa, Glauco - Associazione Universitaria LGBTQ, Casa della Donna e Comitato Toscano di Un ponte Per

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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Ancora Adesioni Rifiutiamo nuove forme di schiavitù

  Anche Sinistra Per e Scuola Mondo San Giuliano Terme

si uniscono all'appello rivolto al Comune di Pisa per rifiutare nuove forme di schiavitù 

Rifiutiamo Nuove Forme di Schiavitù.

A partire da Pisa rifiutiamo le logiche del Decreto Minniti e chiediamo che l'amministrazione ritiri la convenzione da poco stipulata con la Croce Rossa che permette di sfruttare il lavoro gratuito dei richiedenti asilo ospiti nelle strutture del territorio. Il lavoro svolto da tutti e tutte, per definirsi tale. deve essere retribuito e tutelato.

 

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LA CASA E’ UN DIRITTO PER TUTTE E TUTTI!

Cascina è oggi in una situazione di fortissima emergenza abitativa.

Anni di deboli politiche abitative hanno portato ad una totale assenza di alloggi popolari disponibili all’assegnazione e ad una carenza di soluzioni abitative d’emergenza per gli sfrattati che vengono albergati per una decina di giorni e poi lasciati al loro destino. 

La Sindaca Ceccardi, fomentando la “guerra tra poveri” (italiani e migranti) durante la campagna elettorale, aveva promesso soluzioni rapide ed efficaci, solamente per i primi, al fine di ottenere i voti utili ad aprirle le porte del Comune di Cascina.

In questo scenario drammatico mercoledì mattina una famiglia assisterà al ventesimo accesso dell’ufficiale giudiziario, questa volta accompagnato dalla forza pubblica, richiesta appunto per eseguire lo sfratto.

La presenza di due minori, tra i quali una bambina che ha avuto gravi problemi di salute dovuti a un episodio di meningite, non sono stati sufficienti per ottenere una soluzione abitativa d’emergenza in questi anni. Anni in cui a nostro parere si sarebbero potuti e dovuti mettere in atto percorsi di inserimento lavorativo che prevedessero anche un sostegno all’abitare. Perché è una storia ormai sempre più frequente quella che ci viene raccontata dalla famiglia in cui l’unico vero stipendio ha dipeso dal lavoro in edilizia, terminato poi in seguito alla crisi economica. 

Lo sfratto è stato convalidato nel Novembre 2014 e rinviato tantissime volte grazie alla disponibilità del proprietario che, attraverso il suo legale aveva provato anche a contattare la Sindaca e l’assessore al welfare per chiedere una soluzione abitativa per la famiglia senza ottenere alcuna risposta. 

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