Il Silenzio degli Insolventi

Il dossier di Una città in comune – PRC 
sul sistema delle fideiussioni tossiche di Pisa
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Nel maggio 2015 il tribunale di Pisa dichiara il fallimento di un’impresa di trasformazione urbana, per l’incapacità di pagare i creditori. Sembra una storia come tante in tempo di crisi, ma non lo è: la società si chiama Sviluppo Navicelli SpA ed era stata fino a quel momento una delle realtà imprenditoriali più dinamiche della città.

Gestita da un ex vicesindaco e da un ex assessore al bilancio, entrambi ex presidenti di Confcommercio – uno regionale l’altro provinciale – la Sviluppo Navicelli aveva venduto un paio di anni prima un terreno alla multinazionale del mobile Ikea, alla fantastica cifra di 22 milioni di euro. Poi, il fallimento e debiti milionari. Tra questi, 3 milioni di euro di opere pubbliche non realizzate, per cui il Comune di Pisa si rivolge al tribunale. Ma una società privata che ottiene dei permessi per costruire non dovrebbe rilasciare delle fideiussioni a garanzia di casi simili?

 

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la Regione Toscana inverta la rotta

Pubblichiamo l'Appello del Nodo toscano della Società dei Territorialisti/e contro la vendita dei beni pubblici. In particolare a Pisa, parliamo del complesso dei Trovatelli e dell'ex Asl di via Zamenhoff

Vendita dei beni immobiliari pubblici: 
la Regione Toscana inverta la rotta

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Capisaldi sociali e territoriali, garanzia di inclusività e di crescita civile, i beni pubblici presiedono al disegno democratico di redistribuzione delle risorse, e il loro mantenimento in proprietà contrasta i progetti neoliberisti di trasferimento dei beni di molti nelle mani di pochi. Queste ragioni dovrebbero indurre la Regione Toscana a conservare la proprietà del patrimonio edilizio di sua competenza, a non perseguire politiche di stampo economicista nella loro gestione. E a ritirare quindi la delibera che pone in vendita molti edifici di proprietà regionale.

La Società dei Territorialisti/e è dalla parte di chi intende mantenere pubblica la proprietà del patrimonio edilizio e fondiario della nazione, la cui stessa esistenza favorisce i processi di ri-territorializzazione, sia nel territorio aperto che entro il tessuto urbano. Aree ed edifici che Regione, Comuni e Città metropolitana hanno messo all’incanto si sono infatti dimostrati luoghi di enormi potenzialità, in cui si inverano pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

 

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EX-GEA: 13 ANNI TRA SGOMBERI E BUGIE.

 IL VERO OBIETTIVO: LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE

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Era il 30 maggio del 2003 quando il Progetto Rebeldia liberava e restituiva alla città un edificio di proprietà dell'Università di Pisa situato in via Emanuele Filiberto: l'ex-Asnu. Occorre ripartire da quella data per ricostruire le politiche immobiliari dell'ateneo pisano su questo immobile, alla luce della recente pubblicazione della messa in vendita dello stesso. L'università reagì a quell'occupazione procedendo con lo sgombero di quello spazio, rifiutando qualsiasi confronto per il riutilizzo sociale dell'area richiesto da Rebeldìa in tutti questi anni, con la motivazione che quelle aree erano indispensabili per la didattica e la ricerca. Niente di più falso! In questi 13 anni quello spazio è stato lasciato vuoto e abbandonato e questo bando di gara è l'esito finale delle bugie e falsità ripetute in questo decennio prima dal ex-rettore Pasquali e poi da Augello.
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Dibattito: La proposta di pace curda

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