Pisa può essere una città davvero accogliente?

La nostra risposta è sempre stata e sarà sempre sì.

pisa_san_rossore_accoglienza_profughi2.jpgBasterebbe davvero poco per garantire la vivibilità dei luoghi d'accoglienza e i diritti per quei migranti che fuggono da ogni genere di pericolo, violenza e abuso, che incontrano sia nel proprio paese, sia durante il viaggio.

Il problema, come sempre, è la volontà di prendersi carico e strutturare un'accoglienza dignitosa, senza “scaricare il barile” appellandosi ai “numeri dell'accoglienza” o riferendosi esclusivamente a chi finora ha avuto il mandato di gestirla, ovvero la prefettura. Da anni lo ripetiamo, a fronte di un'amministrazione affetta da una sorta di sordità selettiva: è necessario semplicemente abbandonare il concetto di emergenza e iniziare a gestire un fenomeno che nessun ripristino delle frontiere riuscirebbe comunque a fermare.

Alla Polveriera nel quartiere del CEP, ma è così in molti altri centri, ci raccontano una situazione di sovraffollamento, con circa una settantina di ospiti stipati nella struttura in muratura e in alcuni container che si trovano all'ingresso dello spazio demaniale, gestito dalla Croce Rossa. 

I letti presenti nei container sono separati da pochi centimetri. Durante il sopralluogo che abbiamo svolto non è stato possibile verificare la presenza di aria condizionata, ma poco importerebbe, a fronte della totale mancanza di spazio vitale. 

Da tempo proponiamo soluzioni fattibili e a costo zero: la messa a disposizione da parte dell'amministrazione di più spazi tra i molti inutilizzati in città - adatti all'accoglienza sia di adulti sia di minori non accompagnati - e l'aumento della disponibilità di posti in SPRAAR, riducendo così l'accoglienza d'emergenza.

Si tratta di semplici raccomandazioni di buon senso, sponsorizzate anche dall'ANCI, ma che a Pisa vengono colpevolmente ignorate dal governo cittadino.

 

LA LIBERTY PASSION DI NUOVO A LIVORNO PER TRASPORTARE ARMI DI CAMP DARBY IN MEDIORIENTE

libertpassion.pngLIVORNO, 5 luglio 2017 -- Ha fatto scalo di nuovo a Livorno il 1°  luglio, proveniente da Charleston (Usa), la Liberty Passion, una delle navi militarizzate del Pentagono addette al trasporto di armi (carrarmati, proiettili di artiglieria, bombe e missili per aereo) lungo un circuito che collega i porti statunitensi a quelli mediterranei, mediorientali e asiatici. Il porto di Livorno, limitrofo alla base Usa di Camp Darby, è il principale scalo nel Mediterraneo.
 
Nel suo viaggio inaugurale  la «Liberty Passion», dopo aver effettuato a Livorno il 24 marzo un carico di armi provenienti da Camp Darby, aveva sbarcato il 7 aprile nel porto giordano di Aqaba 250 veicoli blindati per le forze Usa e alleate impegnate nella guerra in Siria. Aveva quindi scaricato a Gedda (Arabia Saudita) altri armamenti, tra cui probabilmente bombe usate dall’aeronautica saudita nella guerra contro lo Yemen.
 
La nave di tipo Ro/Ro -- lunga 200 metri, dotata di 12 ponti con una superficie totale di oltre 50000 m2 sufficienti al trasporto di un carico equivalente a 6500 autoveicoli --  appartiene alla  «Liberty Global Logistics», una delle compagnie statunitensi che, con oltre 60 grandi navi,  trasportano armi per conto del Pentagono.

 
(NOTIZIA A CURA DELLA)

CAMPAGNA TERRITORIALE DI RESISTENZA ALLA GUERRA / AREA PISA-LIVORNO

 

Campagna Territoriale di Resistenza alla Guerra - Area Pisa e Livorno.

per maggior informazioni si contatti
comitatoterritorialenoguerra@inventati.org

per seguire la campagna si faccia riferimento alla pagina facebook
Campagna Territoriale di Resistenza alla Guerra - Area PisaLivorno https://www.facebook.com/resistenzaallaguerraLIPI/

per adesioni sottoscrivere la petizione su change.org
https://www.change.org/p/ministero-della-difesa-campagna-territoriale-di-resistenza-alla-guerra-pisa-livorno

 

O la borsa o la vita.

Accanirsi in nome del decoro, a firma Minniti-Orlando.


Quella appena trascorsa è stata una settimana di accanimento nei confronti dei venditori ambulanti della zona del Duomo. Una storia che si ripete, un copione sempre uguale: in nome di un non meglio definito “decoro”, si attacca una componente della popolazione in difficoltà economica a causa della crisi, e che dopo anni di lavoro regolare sul territorio cerca di procurarsi da vivere vendendo ai limiti del centro storico, cercando quindi di intercettare chi effettivamente poi questa merce la compra, ovvero i turisti.

Per più giorni consecutivi, i venditori della zona del Duomo e delle strade limitrofe hanno subito “retate” da parte sia dei Vigili Urbani sia di Carabinieri in borghese (così almeno si sono qualificati). Queste azioni hanno portato al sequestro di merce, senza che venisse rilasciato alcun verbale, e senza che venisse effettuato alcun controllo sulle licenze di vendita (che a quanto ci risulta molti venditori avevano).

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Le proposte di Rebeldìa sul regolamento dei Beni Comuni proposto dalla giunta pisana.

 

PD: PISA CITTA’ DI PACE ADDIO

Sono lontani i tempi di "Pisa città per la pace e per i diritti umani", le manifestazioni col patrocinio e il sostegno congiunti dell'Università di Pisa, il Dipartimento Identità culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Comune di Pisa, la Provincia, la Regione Toscana, l'ARSIA, Slow Food e il Segretariato Sociale della RAI. La Campagna Territoriale di Resistenza alla Guerra Area Pisa-Livorno e i pisani tutti col consiglio comunale di giovedì 8 giugno hanno dovuto prendere atto della svolta di fatto a 180° del PD. Nel passato il PD si univa a tutti i cittadini nella richiesta agli USA di restituzione della base di Tombolo alla città: così si espresse inequivocabilmente il Consiglio comunale nel gennaio 2007. Oggi il PD sostiene il progetto di potenziamento della base militare di Tombolo, votando un proprio ordine del giorno in consiglio e bocciando gli altri. Questo potenziamento – com’è ben chiaro - non è fatto coi metri quadrati o gli impiegati, ma con la nuova infrastruttura ferroviaria e l’ampliamento delle vie d’acqua (sul canale dei Navicelli sarà realizzato anche un nuovo ponte girevole) di collegamento col porto di Livorno, dove è stato inaugurato a fine marzo un servizio di trasporto di armi con tre navi della classe Liberty - 200 m. lunghezza, 36 m. larghezza, 57.030 tonnellate di stazza lorda - da Livorno ad Aqaba e Gedda, porte sul teatro di guerra mediorientale.
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