Cannabis Social Club Un approfondimento indispensabile

 Le sostanze psicoattive accompagnano la storia umana fin dall'antichità e i danni di mezzo secolo di proibizionismo planetario sono sotto gli occhi di tutti, nonostante i tentativi di Active Imageoccultamento da parte di chi, dietro a“indiscutibili principi ideologici”, contribuisce alla perpetrazione di gravissime violazioni dei diritti umani nei confronti dei consumatori di qualsiasi sostanza considerata illegale. Questo è ciò che hanno fatto le politiche proibizioniste in tutto il pianeta !

Il fallimento è certo, non solo perché non si è raggiunto l’obiettivo di un mondo libero dalle droghe, in origine sancito in seno alle organizzazioni mondiali, ma soprattutto per le conseguenze delle azioni poste in essere dal proibizionismo. Si è man mano assistito al consolidamento e all’accrescimento nel numero delle organizzazioni dedite al narcotraffico (Ma'NdraCa&Co), all’indebolimento delle comunità attraverso la corruzione, agli aumentati problemi di natura sanitaria conseguenti a politiche errate e ad una sempre maggiore diffusione di sostanze utilizzate in maniera inconsapevole ed irresponsabile.

Al contempo, la violazione dei diritti umani perpetrata a più livelli ed in maniera differente nelle comunità - ancor più se povere, con maggior ferocia - generata dalle azioni di intelligence e polizia, ha tradito i principi su cui si fondano le organizzazioni mondiali (ONU) e ha invalidato qualsiasi supposta liceità della Guerra alla droga.

L’idea di adottare il Cannabis Social Club (CSC) quale modello per la produzione ed il consumo delle cosiddette droghe leggere va in direzione opposta al proibizionismo. Il CSC si pone l’obiettivo di sperimentare e sviluppare nuove forme e relazioni sociali,di Genuina Qualità, che si tengano alla larga dal narcotraffico, grazie all'autoproduzione consapevole e pacifica.

All'interno del club non circoleranno soldi, al di fuori di quelli necessari al processo di autoproduzione. L'obiettivo è quello di creare un circolo co-operativo dove i pericoli di uso e abuso vengano neutralizzati da tecniche di produzione biologica e da una distribuzione partecipata e condivisa, fondata sulla effettiva necessità dei soci; quest'azione collettiva mira ad accrescere e consolidare elementi di protezione individuale dai molteplici rischi presenti nel mercato nero e nella cultura consumistica.

Cannabis Social Club

 

Un approfondimento indispensabile

Sabato 2 Marzo 2013 ore 11

 
EX-Colorificio Liberato Rebeldia
Pisa, in via Montelungo 70
 
 

 

 
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