|
VOCI DI QUARTIERE INCALZA COMUNE E PROVINCIA SUL QUARTIERE DELLA STAZIONE |
|
VOCI DI QUARTIERE INCALZA COMUNE E PROVINCIA SUL QUARTIERE DELLA STAZIONE
Non è mai semplice
progettare e pianificare lo sviluppo urbanistico di una città:
risultano determinanti sia gli obiettivi che gli stati dell’arte,
sia le condizioni sociali al contorno che le peculiarità puntuali.
Non si può prescindere dal considerare tutti questi fattori: si
rivela, quindi indispensabile una pianificazione dinamica.
Questo è
tutto ciò che non sta avvenendo nel quartiere che si sviluppa
intorno alla stazione ferroviaria di Pisa dove sono in ballo al
momento 3 grandi progetti che stravolgeranno la porta di accesso
della città. Uno di questi progetti (il parcheggio sotterraneo di
Piazza Vittorio Emanuele) è in corso di realizzazione da anni, gli
altri 2 (lo spostamento della sede della Provincia e la Sesta Porta)
sono solo in fase di progettazione. Distano non più di 100 metri
l’uno dall’altro. Fra tutti e 3 gli interventi gli investimenti
si aggirano intorno ai 100 milioni di euro. Il parcheggio sotterraneo
è una ferita aperta nel cuore della città: l’esempio da non
seguire su come si pianificano gli interventi. È una barca
naufragata che tenta di approdare in un porto qualsiasi in mezzo alla
tempesta. Gli altri 2 progetti sono ancora molto indietro, forse si
può ancora intervenire per evitare il peggio. Ci chiediamo come sia
possibile che il Comune e la Provincia non abbiano mai pensato di
coordinare scopi e funzioni di questi due progetti che
inevitabilmente si intersecano. Che fine farà la Stecca? Al momento
le uniche cose che sappiamo sulle sorti di questo stabile sono due: è
stata messa in vendita dalla Provincia e si trova proprio nel mezzo
al futuro parco urbano delle mura. Perché il Comune costruisce un
palazzo di sei piani per funzioni commerciali e di ufficio, quando la
Provincia vende i suoi palazzi per le stesse funzioni a poche decine
di metri? L'unica elemento di connessione che vediamo tra i due
progetti è la logica immobiliare che ci sta sotto: vendere al
miglior offerente, ed al prezzo più alto, senza tenere in alcun
conto i bisogni sociali della città. Ciò che ci potrà capitare è
ritrovarci un nuovo albergo di lusso, l'ennesimo, al posto del
palazzo storico della provincia. Una logica a nostra avviso non solo
sbagliata ma anche miope, in quanto non tiene conto di quella crisi
del mercato soprattutto immobiliare che sta investendo tutto il globo
e della cui gravità siamo sicuri che il sindaco Filippeschi ed il
presidente della Provincia Pieroni sono ben consapevoli. Chiediamo
quindi un ripensamento partecipato e condiviso degli interventi in
programma, anche attraverso un incontro pubblico, e un maggiore
coordinamento tra gli enti coinvolti.
Legambiente - Pisa
Progetto Rebeldìa
|