Rispetto dell'accordo stipulato con il Progetto Rebeldía |
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LETTERA AGLI ENTI PUBBLICI
Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi Pisa, 25 luglio 2011 Oggetto: Rispetto dell'accordo stipulato con il Progetto Rebeldía Con la presente lettera intendiamo tornare a porre alla vostra attenzione la questione dell'assegnazione dei locali di via Andrea Pisano, in considerazione dell'accordo stipulato da Comune, Università, Provincia e DSU-Toscana con il Progetto Rebeldía e della «piena disponibilità al dialogo» ribadita nella lettera che ci avete inviato il 4 maggio scorso. Non riteniamo necessario ripercorrere qui nel dettaglio l'intera vicenda che ha visto le 33 associazioni del Progetto Rebeldía uscire dai locali di via Cesare Battisti il 28 febbraio scorso, secondo quanto previsto dall'intesa stipulata con la società Sviluppo Pisa (alla cui sottoscrizione era esplicitamente legato il pacchetto di offerte previsto dal documento promulgato dalla Conferenza dei Servizi del 26 gennaio scorso), ma le ha portate poi a non partecipare al bando pubblico dell'8 aprile scorso, chiuso senza che sia stato individuato alcun soggetto assegnatario (come da verbale della commissione giudicante, datato 15 luglio 2011). Pare evidente, a questo punto, che ci siano tutti gli elementi normativi per procedere all'applicazione dell'accordo sottoscritto tra i quattro enti sulla base di un'assegnazione diretta dei locali di via Andrea Pisano al Progetto Rebeldía, la cui possibilità è ampiamente prevista dal Regolamento comunale. Esiste inoltre il precedente del bando per i locali di via Saragat, andato anch'esso deserto, che ha consentito al Comune di Pisa di offrire il bene al Progetto Rebeldía secondo la modalità dell'assegnazione diretta, in base a un principio chiaramente esplicitato nel documento della stessa Conferenza dei Servizi del 26 gennaio scorso: «Questa soluzione (scil. i locali di via Saragat), essendo già state esperiti una manifestazione d'interesse e il procedimento conseguente, permetterebbe alle associazioni che attualmente svolgono attività in via Battisti n. 51 di avere una soluzione immediatamente assegnabile e praticabile [...] per dare continuità alle loro attività». Non sussistono motivi per cui lo stesso criterio non debba essere ora seguito per i locali di via Andrea Pisano. Ricordiamo altresì che lo strumento dell'assegnazione diretta di spazi comunali a gruppi e associazioni di cui si sia riconosciuto il «valore sociale» (come a più riprese è stato fatto non solo dai quattro enti firmatari, ma anche dalla Regione Toscana) è stato ripetutamente utilizzato in situazioni analoghe alla nostra in moltissime città italiane, a partire da Roma. Come Progetto Rebeldía siamo pronti da tempo ad entrare nei locali di via Andrea Pisano per iniziare i lavori di sistemazione dell'immobile e riprendere le attività, stante anche il percorso che abbiamo già svolto presentando il nostro progetto di recupero agli abitanti del quartiere attraverso il Consiglio Territoriale di Partecipazione n. 2, durante i mesi di febbraio e marzo, anche qui nel pieno rispetto del documento promulgato dalla Conferenza dei Servizi del 26 gennaio scorso. Chiediamo dunque ai quattro enti di voler risolvere al più presto il grave problema di carenza di spazio per le associazioni del Progetto Rebeldía, alcune delle quali sono state costrette a una sospensione totale delle proprie attività. Ci permettiamo infine di concludere osservando come una rapida soluzione del problema posto dalla mancata assegnazione della sede di via Pisano al Progetto Rebeldía sarebbe finalmente un segnale concreto di distensione rispetto alla questione recentemente riesplosa della socialità urbana, che ha al centro proprio la vita di quei giovani e studenti che hanno avuto sino al gennaio scorso negli spazi di Rebeldía un luogo di incontro e di continua crescita civile e culturale.
Restiamo in attesa di una vostra risposta.
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