Residenze chiuse, studenti sul mercato: la Paradisa NON può attendere!

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Una nuova azione di denuncia contro lo stato di abbandono in cui versano edifici pubblici e privati nella città di Pisa. Prosegue la campagna "Recupera Riqualifica Riutilizza". Dopo il la colata di cemento del Parco delle Torri e le case popolari mai consegnate di Via Consani, nel pomeriggio di sabato 6 ottembre, dalle 15:00, una cinquantina fra studenti di Sinistra per, attivisti delle associazioni del Progetto Rebeldía e esponenti dell'Unione Inquilini si sono dati appuntamento in via Paradisa per un'azione dimostrativa contro uno degli scandali più grandi in città, una Casa dello Studente con oltre 500 posti, costruita con materiali scadenti e poi abbandonata al suo destino, oggi al centro di un giro d'affari milionario (descritto in dettaglio nel comunicato stampa in allegato). Appesi sulla facciata dell'edificio alcuni striscioni, recanti la scritta "Residenze chiuse, studenti sul mercato" e "Paradisa all'Inferno".
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Sfitto, patrimonio pubblico e privato abbandonato: l'espressione della pessima gestione passata e presente di edifici con notevoli potenzialità, che impatta gravemente sul territorio e sulla vivibilità. Continuano la cementificazione e la costruzione di strutture ex-novo, mentre il volume degli spazi inutilizzati raggiunge livelli allarmanti. Questo modello è particolarmente nocivo in casi come l'erogazione di servizi fondamentali per alcune categorie sociali: ad esempio gli studenti che hanno diritto a una borsa di studio che li accompagni durante il percorso universitario. Allo stato attuale, la copertura di posti alloggio per questi studenti si ferma al 58% del fabbisogno, con previsioni di diminuzione per l'anno accademico in corso: a settembre, solo poco più della metà dei vincitori di borsa beneficia di un servizio come la casa ello studente.
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In questa situazione, già resa precaria dal taglio dei finanziamenti statali, si innesta la vicenda della Paradisa: complesso di tre palazzine nell'area di Cisanello, costruite in vista del Giubileo del 2000 per accogliere i pellegrini, su un terreno di proprietà di Grandi Lavori S.p.a., a partire dal 2003 è stato concesso dall'Inail (proprietario dell'immobile) in affitto oneroso (pari a 425.000 €) all'allora Azienda pisana del diritto allo studio per 522 posti letto.

Da contratto, la manutenzione straordinaria sarebbe stata a carico del DSU, salvo nei primi sei anni, quando sarebbe spettata alla ditta costruttrice per conto dell'Inail – la FINCOSIT (che fa capo a Grandi Lavori S.p.a., proprietaria del terreno di costruzione), una delle maggiori imprese immobiliari d'Italia, partner dell'Inail anche in altre operazioni immobiliari a Pisa. Sull'immobile si erano da subito riscontrate gravi carenze strutturali, l'edificio ha cominciato a degradarsi dai primi anni, segno evidente di un lavoro mal fatto da parte dei costruttori; tuttavia, la manutenzione straordinaria non è mai stata effettuata dalla FINCOSIT come da accordi, ma sempre e solo dall'ente del Diritto allo Studio Universitario.
A causa del rapido deterioramento, la Paradisa ha incontrato la chiusura già nel 2009; da allora, il DSU non ha più potuto coprire il fabbisogno di alloggi, mentre per la proprietà della struttura si succedevano aste deserte (cui lo stesso DSU è impossibilitato a partecipare a causa dell'elevato valore di mercato). Malgrado le ulteriori offerte di rinegoziazione del contratto da parte del DSU, ad oggi non è stata ancora individuata una soluzione fra enti pubblici; le tre palazzine restano nell'abbandono, senza un vero dibattito sulla loro possibile destinazione. Inoltre, in alternativa il DSU Toscana ha intrapreso la strada della costruzione ex-novo di un'altra casa dello studente in zona san Cataldo, per 245 posti letto contro i 522 della Paradisa: un'opzione che richiede, peraltro, 13,5 milioni di euro, contro i 2 milioni necessari per ristrutturare la Paradisa. In sostanza: nuovo cemento, molti più soldi per meno posti letto, sfitto irrisolto.

Oggi denunciamo alla città questa vicenda, esempio emblematico di una pessima gestione di una proprietà pubblica; proponiamo inoltre un'alternativa concreta, che passa per la ri-valorizzazione delle strutture in disuso e la collaborazione virtuosa fra enti. Denunciamo l'inaccettabile rimpallo che, nel corso degli anni, ha interessato le varie sedi dell'INAIL: una situazione aggravata dai continui rapporti con un gruppo di solite grandi imprese, dimentiche della funzione sociale dell'edilizia residenziale. Rivendichiamo, infine, l'urgenza di una soluzione alla carenza di posti letto per gli studenti borsisti: è inaccettabile che chi non ha risorse familiari sostanziose alle spalle e non può materialmente sostenere il costo degli studi universitari sia costretto ad abbandonare il proprio progetto formativo. Questa è la brutale verità per chi, pur essendo vincitore di borsa di studio, è abbandonato sul mercato privato degli affitti, che a Pisa vede ormai prezzi fuori controllo e una condizione dilagante di sommerso economico. Ripartiamo dai diritti e dalla restituzione alla cittadinanza di immobili come la Paradisa.

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Progetto Rebeldia - Diritti nello spazio

 

 
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