PISA, IL PORTO E IL SISTEMA BOTTAI...

Siamo contro le speculazioni immobiliari, che hanno e stanno devastando  il nostro paese e il nostro territorio. Per questo da sempre abbiamo contestato il progetto complessivo del porto di Marina, mettendone in evidenza tutte le criticità a cui né le amministrazioni locali né la società realizzatrice hanno dato alcuna risposta. Siamo contrari perché non è facendo qualche centinaio di posti barca e diverse centinaia di villette a schiera che si garantisce lo sviluppo di un territorio. In questa fase di crisi si vede ancora di più come la logica delle grandi opere sia fallimentare e ponga un intreccio sempre più perverso  tra enti pubblici e soggetti privati.

Solo grazie alla partita di giro proveniente dall'affare Ikea, Bottai  sembra poter riuscire a portare a termini i lavori del porto fermi da  mesi. A distanza di due anni è ancora più chiaro perché nel novembre del  2010, quando ancora c’era la proposta di realizzazione dello store della  multinazionale svedese a Vecchiano, lo stesso Bottai, in qualità allora di  presidente della Sviluppo Navicelli, propose le sue aree nella zona dei  Navicelli ad Ikea. 

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Già allora la situazione finanziaria dei molteplici gruppi di cui è a capo era in estrema difficoltà. Sbloccata la variante urbanistica, e  quindi il pagamento dei suoi terreni da parte di Ikea, forse le banche  hanno a questo punto dato delle disponibilità economiche per garantirgli  il completamento dei lavori del porto.
Sono esattamente simili dinamiche speculative che hanno messo in  ginocchio l’economia, con intrecci e salvataggi che giudichiamo  negativamente anche per la filosofia che sottendono.
Al riguardo riteniamo poi molto preoccupante il messaggio politico e culturale ribadito proprio in questi giorni dallo stesso Bottai, che  avrebbe pagato i terreni Ikea "pur non dovendo, in virtù dei rapporti  con l’Amministrazione".
A che tipo di rapporti si riferisce? Per noi i rapporti tra le  amministrazioni pubbliche e le imprese non devono essere né buoni né  cattivi, ma corretti, e fondati esclusivamente sul rispetto delle norme  e delle leggi vigenti. Il messaggio di Bottai invece lancia pesanti  ombre su questi rapporti, fondandoli su altre basi, che appartengono a  modalità e relazioni per nulla virtuose. Si tratta qui di risorse  pubbliche che ammontano a centinaia di migliaia di euro. Occorrerebbe un  rispetto vero sia delle regole sia delle centinaia di persone che  colpite dalla crisi non arrivano in fondo al mese.
Sui terreni di Ikea occorre che il Comune dica una parola di verità  finale e dia una versione sola e coerente su questa vicenda. Quelle aree  dovevano essere pagate o no? Al contempo, chiediamo chiarezza sui  terreni di proprietà comunale riguardanti l’edificando porto. Perché, se  non c’è obbligo all’acquisto da parte della Boccadarno, il Comune dal  2007 invia solleciti per la firma del contratto? Perché se non c’è obbligo all'acquisto e al pagamento è stata avviata una procedura  amministrativa da parte del Comune, tanto da secretare degli atti?  Perché non si sta ancora facendo chiarezza sui documenti concernenti la  bonifica?
Infine, al dottor Bottai, a proposito di rispetto delle regole,  vorremmo ricordare che c’è un pronunciamento del Consiglio di Stato che pone  dei vincoli stretti sulla realizzazione del progetto del porto, che fino  ad ora ha volutamente omesso, e che non potrà che rispettare.  In questo  caso non sarà "in virtù dei rapporti con l'Amministrazione" che potrà  aggirarlo.

LABORATORIO DELLE DISOBBEDIENZE REBELDIA

 
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