Non può piovere per sempre? A Pisa sì.

img_8602.jpgNon può piovere per sempre? A Pisa sì.


Un'incessante pioggia di idranti per annaffiare il marmo e cemento, alle ordinanze si aggiungono le idropulitrici, ma a Pisa si sa piove spesso sul bagnato.
È questa è la nuova trovata della giunta leghista, caldeggiata dal (dis)onorevole Edoardo Ziello. Tale provvedimento ci impone di prendere parola sulla sua inutilità, ma anche sulla continuità - in contrapposizione forte alla retorica del "governo del cambiamento” - con le precedenti misure adottate dal Partito Democratico, a Pisa come in molte altre città, tra le quali spicca la Firenze di Nardella.

Non produci, non consumi? Crepa!

Percepiamo distintamente questa lotta contro il "degrado" come il rinnovato tentativo di diffondere e radicare un'idea di decoro fortemente discriminatoria, che agisce sui soggetti più vulnerabili della popolazione e su quella parte di città che esprime dissenso rispetto alle politiche attuate. Il decoro è ciò che viene proposto e imposto a un ceto medio impoverito e impaurito e a tutti coloro i cui desideri e passioni non sono facilmente esauribili nella società dei consumi. Il decoro giustifica politiche nazionali e locali volte a tenere a bada i soggetti che di volta in volta vengono identificati come "devianti": i giovani, le donne, i migranti, "coloro che bivaccano", per poi indirizzare su di loro paure e malcontento.
Il richiamo al decoro è parte integrante di un progetto politico che non afferra i reali problemi della città: dall'emergenza casa ai continui sfratti, dalle enormi possibilità di speculare sui piani urbanistici fino alla radicale assenza di politiche sociali e culturali che affrontino i bisogni della presenza studentesca in una città che fonda gran parte della sua economia sull'indotto universitario. La crisi economica morde e la Lega trova sempre nuovi nemici: dopo il migrante è il turno della manipolazione degli spazi pubblici come le piazze, le quali non possono più essere vissute per un incontro al di fuori dei canoni costituiti, per mangiare un panino in compagnia o suonare una chitarra.


 

L'inverno è alle porte, la situazione è eccellente... per catturare consenso

«L'arte della guerra consiste nello sconfiggere il nemico senza doverlo affrontare» disse Sun Tzu. Quale momento migliore per fingere di aver svuotato Piazza dei Cavalieri se non l'arrivo della stagione invernale e delle sessioni di esami universitari?
Una bugia con le gambe cortissime, per chi vive veramente la città e non la attraversa soltanto come passerella elettorale. Di fatto, ogni fine settimana migliaia di giovani si riprendono quegli spazi di socialità annacquati dagli idranti e dalla propaganda leghista, incontrandosi spontaneamente o grazie a mobilitazioni organizzate volte a ricordare all'amministrazione comunale il bisogno di luoghi di aggregazione liberati da un'idea di divertimento e di tempo libero come merce.
Ci chiediamo per quanto ancora dovremo vedere la Polizia Municipale impiegata nell'umiliante mansione di sequestrare gelati ai bambini e panini agli studenti, cacciare scolaresche da Logge dei Banchi e turisti dalla scalinata della biblioteca di Diritto Pubblico, di rimanere ore a osservare che i gradini della città rimangano intonsi. Ci chiediamo per quanto ancora dovremmo attendere la riapertura e il riutilizzo di spazi abbandonati all'incuria, per trasformarli in luogo di incontro dove tornino a essere protagoniste le persone e il loro bisogno di ritagliarsi tempi di vita liberati dal consumo.
A un mese dall'adozione delle ordinanze, quali straordinari esiti possiamo analizzare?

Una manciata di multe...
 
Tutto questo mentre si continuano a ignorare i bisogni di tutte le componenti della città, o addirittura a contrapporli, nell'intento di auto-promuoversi attraverso il “dividi et impera”.
 
Pisa, 13 Novembre 2018
Progetto Rebeldìa

 
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