NOTIZIE DA LEGAMBIENTE PISA

riceviamo e volentieri pubblichiamo: 
 
Lettera aperta al sindaco Marco Filippeschi
il Circolo Legambiente Pisa, come sa, da molti anni si occupa della questione del porto di Marina di Pisa osteggiandone la costruzione, ma in questo momento non si tratta più di favorevoli o contrari all'operazione (per quanto la nostra contrarietà rimanga inalterata). Le scriviamo perché ultimamente abbiamo seguito sugli organi di informazione locali la vicenda relativa ai terreni di proprietà comunale destinati alla realizzazione del villaggio turistico annesso al porto e siamo molto preoccupati.

Ci resta un dubbio in particolare: la società costruttrice, la Boccadarno s.p.a., deve o non deve comprare e pagare le aree di proprietà del Comune indispensabili per realizzare il villaggio? Tra proprietà dirette e indirette si superano i 6,5 milioni di euro e non è poco, con i tempi che corrono. Sembrava di sì, per quanto dichiarato in una recente seduta della Prima Commissione di Controllo dagli stessi rappresentanti del Comune. Ma l’amministratore delegato della Boccadarno, Stefano Bottai, la pensa diversamente: l’obbligo sarebbe solo e quando deciderà di costruire il villaggio, e con lui si schiera PisaInforma, organo comunale. Neppure la lettura della stessa convenzione stipulata tra Comune e Boccadarno, molto ambigua, ci ha aiutato a fugare il dubbio.
Una risposta definitiva può venire dai documenti in possesso degli Uffici, ma sono stati prima secretati e poi consegnati ai consiglieri comunali della commissione con il vincolo di segretezza: materiale utilizzabile solo “per l’espletamento del proprio mandato”. Parole oscure. La curiosità qui scatta inesorabile: cosa c’è di tanto segreto? E perché deve essere segreto? Si tratta di un porto turistico, non di una base NATO. È la prima volta che viene imposto un tale vincolo e i segreti, si sa, inducono al sospetto. Meglio chiarire al più presto. Le chiediamo perciò: la società deve comprare i terreni o no? E quando?
Forse tutto si chiarirà quando la Prima Commissione di Controllo li avrà discussi. Ma non tutti i consiglieri sembrano desiderosi di approfondire il problema, visto che alcuni, anche quello di maggioranza relativa, hanno preferito non ritirarli: ci domandiamo con che conoscenza di causa li discuteranno, non avendoli letti. Non vorrei che il loro giudizio fosse determinato da opportunità politica piuttosto che dai fatti.
Aspettiamo dunque, aspettiamo di sapere. Ci permetta intanto di esprimere un certo imbarazzo di fronte a convenzioni non chiare, documenti segreti, consiglieri che rifiutano i documenti su cui dovrebbero vigilare,  riunioni di commissione a porte chiuse, come la prossima. Sentiamo scricchiolii nella democrazia. Perciò chiediamo al Primo Cittadino di darci risposte chiare e definitive.
La preoccupazione è forte perché la posta in gioco è alta. Non vorremmo assistere a vicende penose, come quelle che leggiamo essere accadute in altri porti tirrenici, dove lavori insostenibili lasciano profonde ferite. I settori nautico ed edilizio soffrono dell’attuale congiuntura economica e non vorremmo che a farne le spese fosse il nostro territorio, come non bastassero le difficoltà per lavoratori e cittadini tutti.

Circolo Legambiente Pisa
 
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