Partecipazione: due o tre cose che so di lei…

PDF

25 ottobre 2009

Elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale del PD: Partecipazione: due o tre cose che so di lei…

Lettera aperta rivolta ai circoli territoriali, ai militanti di base e a tutti i tesserati del Partito Democratico – Coordinamento territoriale di Pisa


La scelta del segretario del secondo partito italiano non è una questione da poco. Soprattutto nel momento in cui da questa scelta dipende la capacità di far fronte al peggior governo della storia democratica della nazione, un governo che sta provocando uno slittamento inquietante nella vita istituzionale e nei valori civili del nostro Paese.

Il Partito Democratico ha deciso di coinvolgere i suoi elettori per ricordare il significato democratico della vita politica e sociale, anche all'interno dell'organizzazione di partito. Nella giornata di oggi si prevede l'affluenza alle urne di centinaia e centinaia di migliaia di persone: se pur con una scelta limitata a tre opzioni e con un sistema di nomina dai molteplici filtri, queste elezioni rivestono una discreta importanza.
In questi giorni si è sentito parlare tanto di 'partecipazione', come se fosse il toccasana per un mondo politico che appare sempre più distante dalla vita comune dei cittadini. Non basta però pronunciare una parola per far sì che si realizzino i valori che essa esprime.
- Partecipare vuol dire avere la possibilità di esprimere la propria opinione ed essere sicuri che ciò avrà un peso, se pur relativo, all'interno del processo decisionale.
- Partecipare vuol dire sapere in ogni momento cosa sta succedendo all'interno degli apparati burocratici, per controllare i procedimenti adottati.
- Le scelte finali che vengono fatte in un contesto di partecipazione sono il frutto di un percorso con i cittadini, in termini di informazione e possibilità reale di contribuire con elementi utili.
Questo vale per la vita interna di un partito, ma a maggior ragione vale per la vita amministrativa di un Comune gestito dal suddetto partito. Non basta parlare di partecipazione per risolvere il problema: bisogna metterla in pratica. Altrimenti si coprono con un panno cose che conosciamo tutti benissimo: l'ipocrisia di chi sta al potere, appena imbellettata da formule vuote.
Chiediamo quindi agli elettori ed ai simpatizzanti del Partito Democratico di pensare a ciò che sta succedendo nella nostra città: davvero l'Amministrazione sta dando mostra di voler praticare effettivi percorsi di partecipazione da parte dei cittadini?
È un problema serio, che non può essere preso sottogamba. Men che meno se riguarda le politiche sociali e giovanili, così importanti per una città come Pisa, in cui 50.000 studenti convivono con poco più di 80.000 residenti, generando situazioni delicate, da affrontare con intelligenza, apertura e soprattutto ascoltando tutti i soggetti in questione. Crediamo che la situazione in cui si trovano oggi le trenta associazioni che fanno parte del Progetto Rebeldía sia indicativo per capire lo stato di salute della 'partecipazione' a Pisa.
Il Progetto Rebeldía si trova in uno spazio vicino alla Stazione, in via Battisti 51, proprio dove il Comune vuol costruire la Sesta Porta, un centro intermodale per la mobilità di cui al momento non si sa praticamente nulla, ma che secondo i nostri amministratori dovrebbe essere imminente.
Il Comune ha riconosciuto il valore e l'utilità sociale delle attività svolte dalle associazioni del Progetto Rebeldía: peccato che invece di cercare una soluzione insieme per una sede stabile, come era stato promesso dalla passata Giunta Fontanelli e confermato anche dall’attuale sindaco Filippeschi dopo il suo insediamento, oggi l'Amministrazione comunale, in particolare nella persona dell'Assessore alle Politiche Sociali Maria Paola Ciccone, sta mettendo in atto una vera e propria campagna di attacco politico nei confronti del Progetto Rebeldía.
Se questo attacco andasse a buon fine alla città di Pisa sarebbe sotratto uno spazio utilizzato dalle associazioni del Progetto Rebeldia, ma anche da altre decine che non ne fanno parte ma che hanno potuto comunque organizzare molteplici iniziative, ma anche da centinaia di cittadini comuni. L’intenzione di Maria Paola Ciccone è quella di dividere le associazioni tra loro e di impedere il proseguimento di molte attività: dalla parete d’arrampicata indoor a cui si può accedere in maniera praticamente gratuita, allo spazio teatrale utilizzati da molti piccoli gruppi ma anche da una scuola pubblica per i propri spettacoli, dalla caffetteria equo-solidale all’attività di feste e concerti, e cosi via…
Infatti l’Amministrazione ha deciso di chiudere unilateralmente un dialogo che va avanti da 3 anni, dimenticandosi che comunque prima di far partire i lavori per la Sesta Porta ha il dovere di rispettare i patti e trovare una soluzione per le attività di Rebeldia. Il protocollo d’intesa che la Ciccone ha proposto a Comune, Provincia, Università e DSU è un insulto al buon senso, oltre che un cavilloso pantano di vecchia politica. Nel bando che scaturirà da questo protocollo l’unica certezza è che verranno regalati 300.000 euro di soldi pubblici ad un privato. Le cose stanno così: l'Amministrazione ha deciso di spendere soldi pubblici per affittare uno stabile delle Ferrovie dello Stato per soli 5 anni. Come e dove debba essere fatto questo spazio però non lo vuole discutere con le associazioni. Non vuole nemmeno capire se si tratta di spazi adatti alle attività sociali, se siano utili e graditi al quartiere dove si trovano, se abbia un senso spendere dei soldi pubblici per un affitto, senza garanzie per il futuro. Non dice nemmeno se questa sia o meno l'unica soluzione praticabile, o la più sensata da un punto di vista urbanistico. Dice solo che le associazioni devono per forza accettare la proposta a scatola chiusa, o, qualora la rifiutassero, ammettere di essersi “autoesclusi” dalla vita sociale “legale” di Pisa.
Non solo: l'Amministrazione non riesce neanche a formulare questa proposta in maniera trasparente, in modo che i cittadini comprendano come stanno le cose. Quello che fa è invece un piccolo stratagemma burocratese: progetta un bando che è truccato fin da prima della sua emanazione, aperto a tutti nella teoria, concepito in realtà appositamente per il solo Progetto Rebeldia. Non per favorire le trenta associazioni del Progetto (attenzione!), ma per forzarle a scegliere un luogo chiaramente inadeguato, in cui non sarebbe possibile per loro svolgere alcuna attività. Tutto questo per poter cominciare la costruzione del deposito degli autobus.
Insomma, qui stiamo agli antipodi del concetto di 'partecipazione'. Siamo alla coercizione, all'obbligo, all'utilizzo arrogante del potere. Ma c'è qualcosa di più a nostro parere. Pare evidente che l’Amministrazione non abbia idea di cosa siano realmente le politiche giovanili e l’attività sociale: si intendono le associazioni di volontariato come una noia, come un problema da rinchiudere nel primo magazzino disponibile, senza consentire un dialogo reale. Anzi, formulando minacce di ritorsioni.
Siamo convinti che la partecipazione sia ben altra cosa. E che il grave pericolo che corriamo oggi sia lo svuotamento totale del termine «partecipazione» nella pratica amministrativa di tutti i giorni. L'esempio che vi abbiamo portato è solo uno fra i tanti che si potrebbero citare come esempio. Altri vengono subito in mente, basta rifletterci. Cosa che vi invitiamo a fare, proprio oggi, in questa occasione. Per iniziare a partecipare veramente nella vita di questa città.

Progetto Rebeldía: Acklab - Africa Insieme - Biblioteca Babil - Babilon Mediateca - BDS - Cabron - CiboliberoKC - Chicco di Senape - Ciclofficina - Cinemaltrove - Cinematic - Distretto di Economia Solidale – El Comedor Estudiantil Giordano Liva - Emergency Pisa - Equilibri Precari - Fratelli dell’Uomo - Gruppo d'Acquisto Solidale Pisano - LIPU Pisa - Ingegneria Senza Frontiere - Caffetteria Critica Machu Picchu - Mezclar Ambulatorio Migranti - Mosquito - Osservatorio Antiproibizionista - Laboratorio delle Disobbedienze Rebeldía - Rebeldía Media Crew - Rebeltheater – Scacchi
Insorgenti - Gruppo TNT Lavoro Non Lavoro - Trinacria Gio Family - Un ponte Per Pisa

 
< Prec.   Pros. >
Joomla SEF URLs by Artio