Il voto amministrativo ha dato un segnale di sinistra: il Comune di Pisa invece va a destra

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pdpisano.jpgLa prima tornata elettorale delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio ha dato un segnale chiaro e inequivocabile, da Milano a Napoli: la formula vincente per il centrosinistra si trova a sinistra. Si trova nei valori della sinistra sociale, di quella che agisce tutti i giorni dal basso per un "altro mondo", che crede nella diversità e nell'apertura, che difende i territori dalla devastazione ambientale, che lotta per la sicurezza sociale e non strilla per allontanare lo straniero di turno.

La notizia lì per lì pare abbia creato sconcerto dalle parti di chi credeva che per guadagnare voti in Italia fosse necessario rincorrere la destra o mimetizzarsi direttamente da leghista. Ma la realtà aritmetica dei voti si è imposta da sola: Pisapia a Milano ha vinto nei quartieri popolari proponendo anche il voto amministrativo agli stranieri, l'apertura di un centro di cultura islamica e programmi di autocostruzione per superare i campi Rom; Pisapia a Milano ha preso il 48% mettendo l'antifascismo al primo posto del suo programma, scegliendo di non consumare il suolo ma dare priorità al recupero del patrimonio edilizio esistente. A Napoli De Magistris ha avuto un risultato sorprendente cercando anche il sostegno dei comitati per i beni comuni e dei centri sociali. Sono solo gli esempi più evidenti. Comunque vadano i ballottaggi di domenica e lunedì, in Italia l'elettorato di riferimento del centrosinistra ha dato un segnale forte: verrà premiato chi avrà il coraggio di proporre programmi che mettono al centro i valori della sinistra sociale.

Sono cose su cui i giornali e gli analisti hanno speso fiumi di inchiostro. Lo vogliamo ripetere perché a Pisa purtroppo pare che il messaggio non sia arrivato: qui un'amministrazione di centrosinistra continua a sgomberare i campi Rom senza proporre alcuna soluzione, anzi i vigili urbani possono urlare a famiglie e bambini "andatevene, qui non vi vogliamo!"; a Pisa si sgomberano gli studenti che chiedono spazi per la socialità (Tijuana a Palazzo Mastiani); a Pisa le associazioni storiche vengono tartassate con affitti capestro, abbandonate a se stesse se non platealmente prese in giro (oltre al caso del Progetto Rebeldía, si vedano anche le vicende del Circolo Agorà o della Scuola Bonamici); a Pisa si cerca di impedire in tutti i modi lo svolgimento di una manifestazione gioiosa contro il proibizionismo (Canapisa prevista per sabato 28). Sarebbero solo esempi di oscurantismo e arretratezza culturale dei nostri Amministratori, se le recenti indicazioni elettorali non avessero reso la questione ancora più grave: il Comune di Pisa ha ormai fatto propri i valori della Lega e di Berlusconi?

Progetto Rebeldía

 
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