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Un triste spettacolo, quello a cui abbiamo assistito oggi. Ancora una
volta l'Amministrazione comunale esibisce senza vergogna la propria
mancanza di democraticità e trasparenza di fronte alla richiesta del
Progetto Rebeldia di assegnazione diretta dello spazio di Via Andrea
Pisano. Come abbiamo sostenuto da subito, il NO ricevuto il 20 gennaio
scorso dalle nostre associazioni non aveva natura tecnica, ma, come è
stato confermato oggi, nelle parole pronunciate in Consiglio dal
sindaco, esclusivamente politica. Ecco come sono andate le cose.
Proprio per evitare che presunte ragioni tecniche potessero essere usate
come paravento dall'Amministrazione, nei giorni scorsi abbiamo
effettuato, tramite l'Avv. Ezio Menzione, ulteriori approfondimenti
legali, resi noti al Sindaco e al Consiglio Comunale sotto forma di una
memoria firmata dall'Avv. Giuseppe Angella, tra i massimi
amministrativisti toscani.
La memoria di Angella smentisce
inequivocabilmente il contenuto del parere della dirigente Cantisani,
esibito dal Sindaco nell'incontro del 20 gennaio per respingere la
nostra richiesta di assegnazione diretta. Il parere Cantisani è in
palese contrasto con l'art. 32 del Regolamento sugli immobili comunali,
che prevede la possibilità di assegnazione diretta, tramite trattativa
privata, una volta chiusa senza vincitori una procedura di evidenza
pubblica. Di questo si doveva parlare nel Consiglio Comunale odierno. Si
trattava di dirimere una volta per tutte la controversia
sull'interpretazione dell'art. 32 attraverso un nuovo approfondimento
legale ufficiale. Ma la risposta è stata ancora una volta NO, un no reso
ancora più paradossale dalle parole dell'Assessore Ciccone, che nel suo
intervento ha sostenuto la legittimità generale della trattativa
privata, negandone però la praticabilità con il Progetto Rebeldía, reo
di non aver partecipato alla manifestazione d'interesse del marzo 2011.
L'assessora Ciccone ha pertanto affermato l'esatto opposto di quanto
prescritto dal Regolamento comunale!
Solidale con Ciccone, il PD ha quindi bocciato compatto la mozione
sostenuta da SEL, Rifondazione Comunista e dal consigliere Stefano
Landucci, nella quale si chiedeva di procedere a un approfondimento
legale. Evidentemente, la maggioranza consiliare era così sicura
dell'autorevolezza del parere Cantisani da temere di fare chiarezza
dirimendo la questione tecnica una volta per tutte: davvero una prova di
coerenza per chi fa ogni giorno della trasparenza e della legalità il
proprio cavallo di battaglia politico. Non sarà che per questa
amministrazione legalità è sinonimo di arbitrio, di bandi truccati, di
favori e regalie elargite agli amici di sempre?
La situazione è diventata surreale dopo l'approvazione a maggioranza del
Consiglio Comunale dell'odg presentato dal PD. Questo infatti smentisce
le stesse risposte del sindaco Marco Filippeschi. Sia lui che
l'assessora Ciccone avevano sostenuto nella discussione che "l'aria è
cambiata a Pisa" che non ci sarebbero state più assegnazioni di spazi
senza bandi pubblici ovvero con assegnazioni dirette o trattative
private. L'odg del PD sposa invece un'altra tesi, sostenendo che
"[...] chiedeva alla Giunta di continuare il processo avviato di
riordino e coordinamento tra Assessorati e Direzioni, per superare
l'attuale situazione di disomogeneità nell'assegnazione degli spazi
comunali e attivare le nuove attribuzioni di spazi alle associazioni
ANCHE tramite avvisi pubblici."
Chi conosce l'italiano sa bene che ANCHE non significa SOLO, dunque il
Consiglio Comunale a maggioranza PD approva come pratica di assegnazione
di spazi pubblici ANCHE l'assegnazione diretta e ANCHE la trattativa
privata, in barba alle dichiarazioni della giunta di queste settimane
affermando ancora una volta l'idea di legalità del PD pisano: due pesi e
due misure. Evidentemente è ANCHE possibile assegnare direttamente spazi
alle associazioni, ma e SOLO nel caso di Rebeldia che questo non è
possibile. Se serviva un'ulteriore prova che le motivazioni del PD
contro le 30 associazioni del Progetto Rebeldía non sono tecniche e che
la volontà politica è quella dell'annientamento di una voce non
allineata alle loro clientele c'è, è scritta nera su bianco ed è
approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale.
Crediamo che la nostra città meriti altro: un'Amministrazione seria, che
sappia valutare le opportunità sociali che la città offre come punti di
forza e sostegno in tempo di crisi. È patetica la mozione del PD,
approvata dalla maggioranza, nella quale si parla ancora una volta di
"dialogo": ma su quali basi può avvenire un dialogo se non c'è neppure
il coraggio di affrontare un approfondimento legale volto solo a fare
chiarezza?
Il rispetto che una Amministrazione comunale deve al mondo
dell'associazionismo non può limitarsi alle sole parole, ma dev'essere
dimostrato soprattutto con il riconoscimento concreto delle esperienze
cittadine anche tramite l'assegnazione di spazi o le agevolazioni che
spettano a quelle realtà del no-profit e dei movimenti che mostrano
tutta la loro importanza sociale e culturale proprio in momenti bui come
quello che stiamo vivendo.
Le Amministrazioni che guardano al futuro si sono già messe su questo
cammino, coerenti con la difesa reale dei beni comuni. Quelle che
vogliono restare ferme al palo del passato, per paura di perdere potere,
sono ancora chiuse nel palazzo.
Progetto Rebeldia
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