Emergency Pisa: scatole sparse e... cultura di pace.

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Nel 2006 il gruppo di volontari del gruppo Emergency Pisa condivise la richiesta di trovare una  sede del Progetto Rebeldia e vi trovò una stanza per farne il proprio magazzino dove conservare gli  scatoloni con il materiale e dove potersi riunire. Ci accorgemmo presto però dell’importanza di  essere diventati parte di una rete preziosa di associazioni e persone, rete che fin da subito ha  moltiplicato l’impegno dei volontari.

"Emergency aiuta le vittime delle guerre e della povertà e, nel fare questo, promuove una cultura di pace". Le attività di Emergency di cura delle vittime e di diffusione della cultura di pace, che si  concretizza in un lungo e ripetitivo raccontare ciò che vediamo e facciamo nei nostri ospedali, hanno pari dignità, pari importanza. Come gruppo di volontari lasciamo ai chirurghi e agli infermieri la cura delle vittime e siamo contenti di impegnarci per la diffusione di una cultura di pace; la rete di associazioni di cui siamo parte come Progetto Rebeldia è stato un grande amplificatore delle nostre energie ed è esso stesso, per costituzione, diffusore di pace nel suo essere luogo aperto di discussione, partecipazione e confronto.

Da gennaio non abbiamo più un magazzino dove tenere le scatole con il materiale né dove ritrovarci; sempre fin da gennaio ci siamo anche accorti che senza un posto dove il Progetto Rebeldia possa vivere la sua quotidianità la rete non ha più modo di funzionare: tante associazioni hanno infatti cessato le proprie attività, altre continuano ma è difficile mantere la rete funzionante.
 
Per questo motivo il gruppo di volontari di Emergency Pisa chiede l’assegnazione diretta dello spazio di via Andrea Pisano al Progetto Rebeldia, quello spazio in cui a gennaio eravamo convinti di trasferirci nel giro di poche settimane.
 
Emiliano Cariello – Gruppo EmergencyPisa

 
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