A noi non piacciono le partite truccate, non partecipiamo al bando per la Leopolda!

Futbol Rebelde Come Futbol Rebelde, associazione facente parte del Progetto Rebeldía e affiliata UISP, vogliamo comunicare la nostra inquietudine per il nuovo bando per la gestione della Stazione Leopolda, in cui abbiamo individuato varie criticità:

- l'elevato onere economico che viene richiesto alle associazioni, e la “concessione”, che di fatto si trasforma quindi in necessità, di svolgere attività commerciali: sembra che ci si sia dimenticati che il bando è rivolto a entità no profit, che si troverebbero invece costrette a far cassa, e non per finanziare le proprie attività, ma per pagare affitto e spese!

- il controllo e la supervisione delle attività da parte della Giunta comunale come passo necessario per ottenere lo spazio e avere finanziamenti pubblici (indispensabili, dati i costi elevatissimi); è evidente il rischio di un'ingerenza della politica, che porterebbe con sé clientelismo, sudditanza, perdita della necessaria autonomia.

- le condizioni richieste: 40 associazioni formate da più di due anni, da reperire in 20 giorni, dopo che si è andati avanti a proroghe per quattro anni!

- l'esclusione delle “associazioni che abbiano pendenze di occupazioni”: un requisito senza precedenti, che cancella la storia dei movimenti sociali di questo paese, che dalle occupazioni delle terre a quelle di fabbriche, case, spazi sociali, campi da gioco, ha sempre lottato per l'allargamento dei diritti anche attraverso questo strumento. Parlare poi di pendenze e non di condanne è in contrasto con la legge e la Costituzione.

- il fatto che le associazioni debbano avere sede in città: verrebbero automaticamente escluse quelle che hanno un'unica sede nazionale ufficiale, pur svolgendo da anni attività anche a Pisa. Del resto, anche la UISP pisana è la sezione locale di una associazione nazionale.

Lo diciamo chiaramente: questo bando sembra fatto su misura per gli attuali gestori della Leopolda.

Ci pare sia in corso un tentativo di ridefinire i rapporti tra Enti locali e associazioni: non si intendono più mantenere rapporti tra entità diverse che collaborano nel rispetto reciproco, ma si vogliono imporre subordinazione e supervisione dall'alto del tessuto associativo, attraverso vincoli economici e controllo politico. Si tradiscono così lo spirito e il fine per cui la Leopolda era nata: essere la “casa delle associazioni”.

A noi non piacciono le partite truccate! Pertanto, in quanto soci, chiediamo che la UISP non si sottometta a condizioni che riteniamo inaccettabili, e quindi che non partecipi al bando. Estendiamo la richiesta a tutto il mondo associativo pisano: ne va del futuro dell’associazionismo a Pisa, della sua libertà e della sua indipendenza.
 
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