Il Caso Bortoluzzi

Massimo Bortoluzzi meditabondo mentre realizza i suoi misfattiRiportiamo di seguito comunicati, interpellanze in consiglio comunale e articoli di giornale sulle ultime vicende che hanno segnato il caso Bortoluzzi e gli abusi (i tentativi di impedire l'accesso al Consiglio Comunale ai cittadini, di impedire i volantinaggi in città e l'identificazione e la violazione dell'identità di un agente della DIGOS di Pisa) della polizia municipale in città:

Interpellanza 13-12-2012

Oggetto: “INTERVENTO DI DIVIETO AD EFFETTUARE UN VOLANTINAGGIO IN PIAZZA GARIBALDI DA PARTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE”.

Premesso che i diritti collettivi sono salvaguardati dalla Carta Costituzionale come la libertà di manifestare il proprio pensiero nel rispetto delle leggi;
Premesso che già in passato si sono verificati episodi che hanno evidenziato la ricaduta negativa sulle libertà collettive delle ordinanze del Sindaco in materia di sicurezza;
Premesso che molte ordinanze sono nel frattempo decadute;
I sottoscritti Maurizio Bini, Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista, e Sandro Modafferi, Consigliere Comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà,    da un comunicato stampa sono venuti a conoscenza che alcuni attivisti di Italia Cuba, mentre stavano volantinando in piazza Garibaldi, sono stati intercettati da due agenti di PM che li hanno invitati prima ad esibire un permesso per il suddetto volantinaggio per poi invitare gli stessi a proseguire il loro volantinaggio poco lontano dalla piazza non ripresi dalle telecamere di sorveglianza, pertanto interpellano il Sindaco e l’Assessore competente per sapere:

  1. in base a quale normativa sarebbe proibito il libero volantinaggio per le vie cittadine;
  2. se l'intervento degli Agenti di P.M. è stato richiesto dalla centrale operativa ed a quale scopo, visto che gli autori del volantinaggio non ostruivano il passaggio di pedoni e biciclette e non recavano alcun disturbo della circolazione e della quiete pubblica;
  3. se sono state impartite disposizioni da parte della Questura in merito all’esercizio di volantinaggio in città.

Si chiede al Sindaco di voler fornire ampie spiegazioni e se non ritenga che l'atteggiamento delle Agenti di PM sia stato errato e lesivo nei confronti delle libertà collettive fino a chiedere un apposito permesso dalla SEPI per esercitare un diritto sancito dalla Costituzione;
Si chiede al Sindaco se non ritenga che questo episodio e l'avere impedito a cittadini di presenziare al Consiglio Comunale in data 30/11 u.s. non siano fatti da stigmatizzare e da evitare in futuro con un utilizzo della PM al di fuori di logiche securitarie che hanno stravolto la funzione stessa del corpo pregiudicandone il buon rapporto con la cittadinanza tutta;
Si chiede al Sindaco se non ritenga necessario ed urgente rivolgere le scuse dell’Amministrazione ai cittadini ai quali è stato impedito il diritto costituzionale a manifestare le loro idee tramite distribuzione di un volantino che invitava ad una cena popolare con raccolta di fondi a favore di strutture sanitarie cubane.

MAURIZIO BINI (Consigliere Comunale Rifondazione Comunista)
SANDRO MODAFFERI (Consigliere Comunale SEL)

 


 

da PisaNotizie 14-12-2012

Pcl, Rebeldìa e Italia - Cuba: "Il sindaco ritiri la fiducia al capo della Municipale"

La reazione dopo i casi di "divieto di volantinaggio" dei giorni scorsi. Bini (Prc) e Modafferi (Sel) presentano un'interpellanza

Diventano un caso politico gli episodi intercorsi nelle ultime settimane in merito alle modalità che regolano le iniziative di volantinaggio in città, soprattutto quando riguardano la comunicazione pubblica di associazioni e partiti politici.

A denunciare i fatti in prima battuta è stata l'associazione Italia - Cuba Circolo C. Cienfuegos di Pisa che in una nota inviata alla stampa raccontò quanto accaduto ad alcuni suoi volontari nella giornata del 1° dicembre: "Due attivisti dell'Associazione Italia - Cuba che stavano volantinando in P.zza Garibaldi sono diventati oggetto di "interesse istituzionale" di due vigilesse. Le due solerti difensore dell'ordine cittadino comunicavano ai due attivisti che non potevano volantinare perchè privi di permesso, che a loro dire andava richiesto alla SEPI e consigliavano, per continuare il loro volantinaggio, di spostarsi dal raggio di azione delle telecamere che "spiano" la piazza, altrimenti gli avrebbero dovuto impedire il volantinaggio".

L'avvenimento richiama quanto accaduto durante l'occupazione pacifica e simbolica di piazza XX Settembre nella giornata del 30 novembre da parte delle associazioni del Progetto Rebeldìa. In quell'occasione, come hanno ricordato ieri i rappresentati del cartello di 31 associazioni presenti, "è stato fisicamente impedito ai cittadini di assistere alla seduta del Consiglio, che notoriamente è aperta al publbico. Il comandante della polizia Municipale, Massimo Bortoluzzi, lì presente mentre i suoi agenti impedivano l'accesso, ha ordinato di tenere un presidio davanti all'ingresso alle scale di Palazzo Gambacorti, impedendo di fatto sia a Rebeldia che a tutti i cittadini di assistere al Consiglio. Solo l'intervento della presidente del Consiglio, Titina Maccioni, scesa dalla Sala del Ciuco per constatare quanto stesse accadendo, ha sbloccato una situazione a tratti surreale".

A distanza di meno di una settimana è questa volta il Partito comunista dei Lavoratori protagonista di un episodio del tutto simile: "Due militanti del Partito comunista dei lavoratori che erano impegnati nella distribuzione di un volantino in Corso Italia sulla manovra del governo Monti sono stati avvicinati da due rappresentanti dell'ordine pubblico che hanno comunicato ai due militanti che avrebbero dovuto interrompere il volantinaggio perché privi di permesso, dopodiché hanno richiesto anche un fantomatico tesserino con foto di riconoscimento ed è stato aggiunto che per poter volantinare bisogna recarsi alla SEPI e pagare e ottenere questo permesso. Nonostante le ripetute richieste dei due militanti, non è stata data alcuna spiegazione su quale eventuale ordinanza regoli questa interessamento della Polizia Municipale sui volantini politici. In compenso i due militanti del Partito comunista dei lavoratori si sono sentiti suggerire che se si fossero allontanati dal raggio visivo delle telecamere che monitorano la strada avrebbero potuto continuare, nell'ombra, la loro opera di diffusione".

Sono questi gli episodi ribaditi nelle giornata di ieri durante la conferenza stampa proprio sotto il Comune di Pisa tenuta dai rappresentati dell'associazione Italia - Cuba, il PCL e il Progetto Rebeldìa alla presenza del consigliere comunale del PRC Maurizio Bini, che con Sandro Modafferi (consigliere di Sel) ha presentato un'interpellanza al Sindaco in merito a tali episodi.

Nel testo a firma Bini-Modafferi si chiede: "in base a quale normativa sarebbe proibito il libero volantinaggio per le vie cittadine; se l'intervento degli Agenti di P.M. è stato richiesto dalla centrale operativa ed a quale scopo, visto che gli autori del volantinaggio non ostruivano il passaggio di pedoni e biciclette e non recavano alcun disturbo della circolazione e della quiete pubblica; se sono state impartite disposizioni da parte della Questura in merito all'esercizio di volantinaggio in città".

"Si chiede al Sindaco - si legge nell'interpellanza - di voler fornire ampie spiegazioni e se non ritenga che l'atteggiamento delle Agenti di PM sia stato errato e lesivo nei confronti delle libertà collettive fino a chiedere un apposito permesso dalla SEPI per esercitare un diritto sancito dalla Costituzione".

Si interroga poi il sindaco "se non ritenga che questo episodio e l'avere impedito a cittadini di presenziare al Consiglio Comunale in data 30/11 u.s. non siano fatti da stigmatizzare e da evitare in futuro con un utilizzo della PM al di fuori di logiche securitarie che hanno stravolto la funzione stessa del corpo pregiudicandone il buon rapporto con la cittadinanza tutta".

Allo stesso modo si invocano le "scuse dell'Amministrazione ai cittadini ai quali è stato impedito il diritto costituzionale a manifestare le loro idee tramite distribuzione di un volantino".

Da parte loro, il giudizio delle tre realtà presenti alla conferenza stampa è stato unanime: "Noi non siamo convinti che si tratti di un eccesso di zelo da parte della Municipale, siamo davanti bensì all'esecuzione di una volontà politica di cui Massimo Bortoluzzi, capo della Polizia Municipale, è esecutore attivo. Il sindaco deve ritirare la fiducia a quest'ultimo e ristabilire un clima di piena democrazia in città".

 


da Il Tirreno 16-12-2012

Provocazione, identificato agente Digos

Controlli dei vigili urbani

PISA. La polizia municipale identifica un agente della Digos. Il curioso episodio è accaduto ieri durante il Rebel Camp 2.0, la manifestazione organizzata dalle associazioni del progetto Rebeldia in piazza XX Settembre per chiedere l'assegnazione diretta degli spazi di via Andrea Pisano. Mentre alcuni ragazzi stavano innalzando uno striscione sulla facciata del Comune, il comandante dei vigili urbani, Massimo Bortoluzzi, è intervenuto per contrastare l'affissione. Ne è nato qualche minuto i tensione, mentre un ragazzo fotografava comandante e scena. Bortoluzzi gli ha intimato più volte di smettere e poi gli ha chiesto i documenti per ídentificarlo fra le proteste dei presenti. Il ragazzo ha replicato che che anche una signora (agente della Digos) stava filmando il tutto con una videocamera, un classico nelle manifestazioni. E alla domanda "perché io no e lei si?", Bortoluzzi ha identificato anche l'agente, fra l'incredulità dei presenti.

Danilo Renzullo


da La Nazione 17-12-2012

L'UGL ATTACCA BORTOLUZZI CHE HA IDENTIFICATO UN'AGENTE DELLA QUESTURA

«Il comandante deve chiedere scusa alla poliziotta»

«IL COMANDANTE della Polizia Municipale faccia pubbliche scuse alla nostra collega per quanto accaduto giovedì in piazza XX Settembre durante una manifestazione». È quanto chiede l'Ugl-Polizia di Stato. « Vorremmo ricordare al dottor Bortoluzzi - afferma il segretario provinciale del sindacato Paolo Zanchini - che la nostra collega era lì per servizio, probabilmente come lo erano i suoi uomini, ma nonostante ciò, il solerte comandante ha ben pensato di identificarla con tanto di richiesta di documenti, peraltro pronunciando, sembrerebbe a voce alta, il nome e cognome innanzi ai numerosi manifestanti. Sembra molto strano, infatti, che il comandante della Municipale non sapesse che si trattasse di un'appartenente alla Polizia di Stato, poiché la stessa presta servizio a Pisa da diversi anni e di manifestazioni come quella di giovedì ne ha fatte molte».

«CHIEDIAMO al questore - continua il segretario provinciale del Ugl-Polizia di Stato - di farsi portavoce prendendo una dura e decisa presa di posizione sull'accaduto, poiché quanto è successo non ha solo umiliato la nostra collega, alla quale va tutta la nostra solidarietà, ma tutto il personale della Polizia di Stato che lui stesso dirige. La Polizia di Stato esige il rispetto dovuto da chicchessia, e in particolare da chi in un passato non lontano ne ha fatto pure parte, lo stesso rispetto che gli appartenenti della Polizia di Stato hanno nei confronti degli appartenenti della Polizia Municipale».


da Il Tirreno 18-12-2012

PISA. Nei giorni scorsi, come riportato dal nostro giornale, una agente della polizia scientifica della questura di Pisa, durante una anifestazione di piazza, è stata identificata dal comandante dei vigili urbani, Massimo Bortoluzzi, che tra l’altro è stato a lungo in ervizio nella polizia di Stato.
Per questo motivo il sindacato Silp per la Cgil «ha chiesto al questore di Pisa e al ministero dell’Interno di fare immediatamente chiarezza sull’episodio».
«Auspichiamo - scrive Claudio Meoli, segretario provinciale - che sia fatta luce sulle ragioni per cui la nostra collega, benché ben onosciuta, abbia dovuto fornire il proprio documento di identità ad altra forza di polizia, tanto più che a fronte di una così anomala ichiesta aveva confermato di essere un’operatrice della polizia scientifica intenta a svolgere il proprio servizio».
L’episodio è accaduto durante il Rebel Camp 2.0, la manifestazione organizzata dalle associazioni del progetto Rebeldìa in piazza XX ettembre per chiedere l’assegnazione diretta degli spazi di via Andrea Pisano.


da PisaNotizie 19-12-2012

Ugl e Silp: "Il Questore intervenga sul caso Bortoluzzi"

La richiesta dei sindacati di polizia dopo che il comandante della Municipale ha identificato un'agente della Scientifica

"Il comandante della Polizia Municipale faccia pubbliche scuse alla nostra collega per quanto accaduto giovedì in piazza XX Settembre durante una manifestazione". E' questo l'invito che il segretario provinciale del sindacato di polizia dell'Ugl, Paolo Zanchini rivolge a Massimo Bortoluzzi dopo i fatti accaduti durante l'ultimo Rebel Camp, organizzato dalle 32 associazioni del Progetto Rebeldìa.

"Vorremmo ricordare al dottor Bortoluzzi - prosegue la nota dell'Ugl - che la nostra collega era lì per servizio, probabilmente come lo erano i suoi uomini, ma nonostante ciò il solerte comandante ha ben pensato di identificarla con tanto di richiesta di documenti, peraltro pronunciando, sembrerebbe a voce alta, il nome e il cognome innanzi ai numerosi manifestanti. Sembra molto strano, infatti, che il comandante della Municipale non sapesse che si trattasse di un'appartenente alla Polizia di Stato, poiché la stessa presta servizio a Pisa da diversi anni e di manifestazioni come quella di giovedì ne ha fatte molte".

"Chiediamo al Questore - continua il segretario provinciale - di farsi portavoce prendendo una dura e decisa presa di posizione sull'accaduto, poiché quanto è successo non ha solo umiliato la nostra collega, alla quale va tutta la nostra solidarietà, ma tutto il personale della Polizia di Stato che lui stesso dirige. La Polizia di Stato esige il rispetto dovuto da chicchessia, e in particolare da chi in un passato non lontano ne ha fatto pure parte, lo stesso rispetto che gli appartenenti della Polizia di Stato hanno nei confronti degli appartenenti della Polizia Municipale".

Parole decise che certo non mancheranno di suscitare grande attenzione sul caso citato. Ricordiamo ai lettori la cronaca dell'episodio citato nella nota del segretario Zanchini.

Nella giornata di giovedì 15 dicembre, durante l'iniziativa Rebel Camp 2.0 portata in piazza dal Progetto Rebeldìa, ildott. Massimo Bortoluzzi, è intervenuto per richiedere la rimozione degli striscioni affissi dai attivisti delle associazioni sulla facciata d'ingresso di Palazzo Gambacorti. La motivazione addotta è stata quella che i suddetti impedivano il libero passaggio, rappresentando dunque un pericolo per la sicurezza.

Le associazioni presenti in piazza hanno fatto però notare che gli striscioni potevano essere collocati più in alto, senza il bisogno di essere rimossi, ma questa mediazione non ha raccolto il favore del comandante Bortoluzzi che ha proseguito in un'accesa discussione con alcuni rappresentati.

Il caso ha voluto che qualcuno dei presenti documentasse la scena riprendendo e scattando alcune foto, fatto che ha suscitato le immediate ire del dirigente che ha preteso di identificare i suddetti, tra questi, però, anche un'agente della Scientifica che, come di prassi in tali frangenti, stava documentando gli accadimenti della piazza con una videocamera. L'episodio ha creato qualche inevitabile imbarazzo, ma fortunatamente tutto è ritornato alla calma con il Progetto Rebeldìa intento a rispettare il programma di iniziative previsto per la giornata, e gli striscioni rimasti affissi alla facciata del palazzo comunale.

Anche il segretario provinciale della Silp, Claudio Meoli, non ha fatto attendere la presa di posizione del sindacato da lui rappresentato in merito a quanto accaduto: "La Segreteria del Sindacato SILP per la CGIL di Pisa a seguito di quanto avvenuto a Pisa Giovedì 15 Dicembre che ha visto un operatore della Polizia Scientifica della Questura di Pisa indotta, durante una manifestazione di Piazza, a farsi identificare dal Comandante della locale Polizia Municipale, ha chiesto al Questore di Pisa ed al Ministero dell'Interno di fare immediatamente chiarezza sull'episodio".

"Auspichiamo quindi - conclude Meoli nella nota - che sia fatta luce sulle ragioni per cui la nostra collega, benché ben conosciuta, abbia dovuto fornire il proprio documento di identità ad altra forza di polizia, tanto più che a fronte di una così anomala richiesta aveva confermato di essere un operatore della polizia scientifica intenta a svolgere il proprio servizio".

Non resta che attendere, a questo punto, l'esito della vicenda e quella posizione prenderà in merito il Questore il cu intervento è stato invocato da entrambe le sigle sindacali.


da IL TIRRENO 27-12-2012

CAPO DEI VIGILI, IL SIULP PROPONE UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

PISA. Il sindacato di polizia Siulp chiede addirittura una interrogazione parlamentare sul caso del comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, che, durante una manifestaione, avrebbe identificato anche una agente della Digos in borghese. «Per quanto lei - sottolineano i sindacati - avesse dichiarato chi era». 11 Una pattuglia della polizia comandante, in un suo intervento, dopo varie proteste, si è scusato e ha spiegato come è nato l'equivoco, ma il Siulp continua nella sua contestazione sottolineando «che, in materia di ordine e sicurezza, la cabina di regia spetta a questore e prefetto e non a sindaco e vigili urbani» e chiedendo al prefetto «un intervento risolutivo». «Il fatto - scrive il sindacato - non può essere liquidato con semplici scuse, per questo abbiamo chiesto alla segreteria nazionale di attivarsi per una interrogazione parlamentare, esprimendo fiducia nella polizia municipale, che, come le altre forze di polizia, opera quotidianamente per garantire la sicurezza». 


da LA NAZIONE 27-12-2012

IL SIULP: 'UN'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SU BORTOLUZZI'

IL SIULP chiede un'interrogazione parlamentare sul caso dei comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, che, durante una manifestazione, ha identificato anche un'agente della Digos in borghese. Il comandante, in un suo intervento, dopo varie proteste, si è scusato e ha spiegato come è nato l'equivoco, ma il Siulp continua nella sua contestazione sottolineando «che, in materia di ordine e sicurezza pubblica, la cabina di regia spetta a questore e prefetto e non a sindaco e vigili urbani» e chiedendo al prefetto «un intervento risolutivo». «II fatto - scrive il sindacato - non può essere liquidato con semplici scuse, per questo abbiamo chiesto alla segreteria nazionale di attivarsi per una interrogazione parlamentare, esprimendo fiducia nella polizia di stato, che, come le altre forze di polizia, opera quotidianamente con grande difficoltà per garantire la sicurezza cittadina».  


da LA NAZIONE 29-12-2012

«Ora Bortoluzzi deve lasciare l'incarico»

protesta degli agenti della Polizia di Stato davanti a Palazzo Ganibacoili

«E ADESSO comandante, prova a... identificarci tutti!». E questo il provocatorio testo di un volantino distribuito ieri pomeriggio davanti a Palazzo Gambacorti dagli agenti della Polizia di Stato che hanno aderito a una manifestazione promossa dai sindacati Siulp, Sap, Ugl, Siap e Consap per protestare contro il comandante della Polizia Municipale Massimo Bortoluzzi, `reo' di aver identificato una poliziotta della sezione Scientifica della Questura - «che lui (in quanto ex dirigente della Digos e della Squadra Mobile) conosce benissimo, perché da molti anni in servizio a Pisa, dicono i sindacati - durante una manifestazione politica svoltasi lo scorso 14 dicembre proprio in piazza XX Settembre.

«LE SCUSE di Bortoluzzi - affermano i sindacati - non sono state accettate da noi e non dovrebbero essere accettate neanche da chi rappresenta le istituzioni, a partire dal prefetto, da questore e dal sindaco. Oggi censuriamo il comportamento del comandante della Polizia Municipale e sembrerebbe che in una nota scritta la abbia fatto assai pesantemente anche il questore. Non siamo qui per dare lezioni, ma in attesa di `una lezione', a partire da quel comandante, che in un momento di attenta riflessione dell'accaduto oltre a dare le scuse dia le proprie dimissioni dall'incarico, oppure dal sindaco Filippeschi, che magari mettendo da parte i sondaggi finalizzati alle prossime elezioni amministrative chieda egli stesso le dimissioni del suo comandante della Polizia Municipale, un gesto che sicuramente gran parte dei cittadini apprezzerebbe».   


da Il Tirreno 29-12-2012

 

«A casa il comandante dei vigili»

Protestano i sindacati di polizia per l'idenfifladone dell'agente

PISA. Si insiste nel chiedere le dimissioni del comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, che durante una manifestazione sotto il Comune, alcuni giorni fa, aveva identificato alcune persone e fra loro anche una agente della Digos. Alla vicenda è seguita una protesta ufficiale dei sindacati di polizia, in seguito alla quale Bortoluzzi ha chiesto scusa alla poliziotta pubblicamente con un intervento sulla stampa, dopo averlo fatto nell'immediato personalmente. Sull'episodio il questore, Raffaele Micillo, aveva inviato una lettera di condanna al sindaco, Marco Filippeschi e la vicenda sembrava essersi chiusa. Non così per cinque sigle sindacali della polizia di stato, che giorni fa hanno chiesto anche alle segreterie nazionali di attivarsi per proporre sul caso una interrogazione parlamentare, che però non è stata ancora fatta da alcun partito.

Ieri pomeriggio cinque delle otto siglie sindacali presenti nella polizia hanno manifestato con un volatinaggio sotto palazzo Gambacorti: si tratta di Siulp, Sap, Ugl, Siap e Cosap. Non hanno invece partecipato alla protesta uno dei partiti più rappresentativi, Silp Cgil, e poi Coisp e Uil Polizia. «Per noi - hanno detto alcuni rappresentanti sindacali - la vicenda si è chiusa con le scuse».

Le altre cinque sigle invece ribadiscono che la regia sull'ordine e la sicurezza pubblica spetta a prefetto e questore e stigmatizzano il comportamento del comandante dei vigili urbani, invitandolo a dimettersi e invitando il sindaco a chiedere lui stesso le dimissioni. Bortoluzzi dal canto suo smorza i toni e non entra nel merito, ma aggiunge: «Se avessi commesso qualcosa di illecito dovrebbe intervenire la procura della Repubblica». Questione chiusa con le scuse e la lettera al sindaco anche per il questore Raffaele Micillo. «E stato fatto - sottolinea - tutto quello che si doveva fare».

Secondo i soliti beneinformati del palazzo a dare fastidio sarebbe la continua richiesta del sindaco di interventi di ordine pubblico, che porterebbe ad un aumento di servizi di tutti i corpi. «Il comandante scrivono invece i sindacati fa comfusione fra il passato (ndr: Bortoluzzi è stato per anni in polizia) e il presente e nel suo comportamento va letto un altro significato, di natura politica. Non ci fermeremo». La polemica quindi va avanti. 


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