UN CORTEO MULTICOLORE PER DENUNCIARE LE POLITICHE DELLA JCOLORS E PER LIBERARE SPAZI SOCIALI

20121013_comunicato_tigr.jpgPisa, 13 ottobre - E' nato a Pisa il Municipio dei Beni Comuni, e lo fa portando in piazza un corteo festoso e variopinto, con l'obiettivo di liberare spazi sociali per la città e di denunciare le politiche predatorie di una certa economia ed una certa politica.
Obiettivo della mobilitazione un immobile di proprietà di una multinazionale da anni abbandonato, oltre 10 mila metri quadrati sui quali sorgeva l'ex Colorificio Toscano.
Il Colorificio Toscano è uno dei simboli della storia industriale della città, oggi in stato di totale abbandono dopo la chiusura nel 2008 decisa dall'attuale proprietà, il gruppo J Colors. Con il licenziamento degli ultimi addetti, la multinazionale ha sancito la fine di un'esperienza che a Pisa, per quasi cento anni, ha significato una produzione d'avanguardia e lavoro per centinaia di persone.
Una storia di ordinaria economia, che verrà denunciata il 14 ottobre alle 17.30 alle Logge dei Banchi CAMBIO LOCATION -> Cantiere SanBernardo, via Pietro Gori a Pisa, con la presentazione di "Rebelpainting. Beni comuni e spazi sociali: una creazione collettiva" (Pisa: !Rebeldia edizioni, 2012 - scarica il pdf), un libro-denuncia sulla proprietà dell'ex Colorificio Toscano, redatto a più mani, con interventi tra gli altri di Francuccio Gesualdi, Ugo Mattei, Bruno Settis, Mauro Stampacchia e Guido Viale.
La mobilitazione di oggi ha visto il sostegno di molte realtà di movimento, come il Teatro Valle Occupato di Roma, il Centro sociale Leoncavallo di Milano ma anche di esponenti del mondo dell'associazionismo di livello nazionale (vedi appello allegato).
Recuperare, riutilizzare e riqualificare gli immobili già esistenti, sottrarli alle speculazioni, evitare nuovo e indiscriminato consumo  di suolo e da oggi, 13 ottobre,  provare a ridare un futuro a un sito produttivo dissanguato da una multinazionale: sono solo alcuni dei motivi che hanno condotto il Municipio dei Beni Comuni a denunciare la situazione dell'ex Colorificio Toscano, considerandolo uno spazio sociale di cui la città si deve riappropriare, riaffermando il diritto di tutte e di tutti a incidere con la propria partecipazione sui processi reali.

Appello nazionale
Sosteniamo il Municipio dei Beni Comuni!

 
A Pisa il 13 ottobre il Municipio dei Beni Comuni, con la partecipazione di associazioni, attivisti, studenti e cittadini a cui ci sentiamo vicini, si è mobilitata con l'obiettivo di liberare un nuovo spazio per coltivare democrazia e diritti.
La riapertura alla città dell'ex Colorificio Toscano potrebbe segnare il recupero di un bene produttivo che una multinazionale aveva acquisito e poi dismesso, passando in quindici anni da quasi 100 dipendenti a 13 operai, licenziati infine nel 2008 per delocalizzare. Attraverso l'azione collettiva questi magazzini abbandonati potrebbero divenire bene comune, crocevia di attività culturali e scambi di economia solidale, arti e mestieri, sport e socialità, pace e solidarietà tra i popoli. [...]

Sosteniamo coloro che hanno aderito a questo movimento e costruiscono ora nuove reciprocità partecipando alla gestione del Municipio dei Beni Comuni, che sono beni relazionali, definibili solo dalla comunità che li tutela. Seguiremo con attenzione e simpatia questo percorso che si nutre della volontà degli individui di far funzionare nuove istituzioni, basate su un capitale di relazioni piuttosto che su quello finanziario. E' questa l'innovazione che può traghettarci fuori dalla crisi senza aspettare il traino della crescita economica, scegliendo la rotta di un paradigma alternativo.
 
Chiediamo agli enti locali, a partire dalla Regione Toscana, di rispettare e sostenere per quanto possibile questa pratica di cittadinanza, che avrà l'obiettivo di ospitare anche attività e idee delle nostre organizzazioni. La modalità aperta, pacifica e trasparente con cui è stato riaperto questo percorso segna il passo di un nuovo tempo e l'affermarsi di nuove comunità, con cui le istituzioni tradizionali devono imparare a dialogare alla luce del sole.
 
Don Andrea Gallo, Danilo Zolo, Sandro Medici, Vittorio Agnoletto, Luisa Morgantini, Giuliano Giuliani, Haidi Gaggio Giuliani, Aldo Zanchetta, Alberto Castagnola, Paolo Cacciari, Andrea Baranes; Alberto Zoratti e Monica di Sisto (Fairwatch), Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova), Patrizia Sentinelli e Roberto Musacchio (Altramente), Maurizio Gubbiotti (Legambiente), Laura Greco (A Sud), Gianluca Carmosino (Comune.info), Annalisa Sacco (Associazione La Strada), Riccardo Troisi (Reorient), Ciro Pesacane (Forum ambientalista), Francuccio Gesualdi (Centro Nuovo Modello di Sviluppo), Marco Bersani (Attac Italia), Michele Rovere (La Talpa e l'Orologio), Farshid Nourai (Associazione per la pace), Martina Pignatti Morano (Un Ponte Per…), Mariano Mingarelli (Associazione di amicizia italo-palestinese), Don Nandino Capovilla (Pax Christi), Pietro Raitano (direttore di Altreconomia), Luca Martinelli (redattore di Altreconomia), Re:Common, Fratelli dell'Uomo, Comitato Acqua Pubblica Pisa, Luca Spadon (portavoce nazionale Link - coordinamento universitario)

 
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