Riutilizziamo PISA

Anche a Pisa RiutilizziAmo il territorio!

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Il WWF Italia ha lanciato nel 2012 la campagna "RiutilizziAmo l'Italia". Un modo per fermare l' ulteriore consumo del territorio, come invece è avvenuto negli ultimi 50 anni in cui più di 33 ettari al giorno sono stati sottratti alle biodiversità e a spazi per la collettività. 


Un meccanismo da ostacolare, quello del consumo di suolo, per cui diventa necessario  invertire la tendenza alla costruzione indiscriminata e spropositata come avviene ad esempio dal 2001 con gli sgravi fiscali previsti dalla legge "Tremonti bis",che ha incentivato la costruzione di volumi per la produzione, ma che invece più spesso, come dimostrano l'area di Ospedaletto e quella dei Navicelli, sono rimasti vuoti e abbandonati.

Da oggi anche a Pisa inizierà il censimento delle aree abbandonate e degradate, fin da troppo tempo sottratte alla cittadinanza, anche di fronte a reali necessità di utilizzo, come avviene nel caso di quei manufatti ad uso abitativo lasciati, sia dalle amministrazioni che da privati, colpevolmente vuoti, a fronte di una crisi che non lascia spazi di ripresa o di vita dignitosa per famiglie e studenti.


Sono decine e decine in città i volumi sia di proprietà pubblica che privata abbandonati da anni, mentre inspiegabilmente si continua a costruire. Si dismette patrimonio pubblico, sperando di far cassa ma senza riuscirci, e si privatizzano importanti aree della città.

Basti a pensare a via Andrea Pisano, alla Paradisa, alla Polveriera, agli edifici dell’Aoup in via Zamhenof e Palazzo dei Trovatelli, a Palazzo Mastiani, alla palazzina della Regione in via Bovio, alla Chiesa in via Qualquonia, a Palazzo Feroci di Proprietà dell’Università. O ancora: alla Mattonaia alle residenze dell’università in Via Santa Marta.
Per non parlare dell’intero stabile di Pampana in via Vespucci, o del Palazzo sul Lungarno dei Mazzarosa, o di via Marsala, per finire con l’ex-Ariston e l’edificio della Banca d’Italia.

Cercheremo per queste aree ed edifici di reinventarci una destinazione d'uso, che sia sostenibile e socialmente rilevante, a partire dalle idee della cittadinanza che certo non mancano e che da oggi troveranno una spinta nella possibilità di riappropriarsi degli spazi, del verde, dei quartieri e delle strade.

Definire il nostro territorio, la sua naturale composizione, le sue reali necessità e i bisogni concreti, come un bene comune che interessa e investe quanti abitano e vivono ogni giorno la città di Pisa, e di cui tutti e tutte dobbiamo occuparci.

La crisi economica non si affronta puntando su nuovo mattone e consumo di suolo, ma recuperando, riqualificando e riutilizzando l’esistente.
 
Legambiente Pisa 
 

 

 

 

 

 


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