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Al Sindaco,
Alla Giunta Comunale,
Al Consiglio Comunale,
L'emergenza climatica è ormai appurata e ampiamente descritta. L'IPCC, premio Nobel per la pace 2007, ha indicato chiaramente qual è la strada da percorrere: una forte riduzione delle emissioni di CO2 (e degli altri gas serra) entro il 2020, e una vera e propria svolta radicale per il 2050. Pena il superamento del punto critico, della soglia del non ritorno, che scatenerebbe scenari ambientali a noi ignoti e che vorremmo continuare ad ignorare.
Il governo italiano nel 2007 ha risposto agli obiettivi dell'unione
europea con un Position Paper che si pone degli obiettivi precisi da
raggiungere. La consapevolezza della necessità di una grande
rivoluzione in senso ambientale e verso un economia a basso tenore di
carbonio, ci arriva dai più autorevoli istituti di ricerca, e non
ultimo dal neoeletto presidente degli Stati Uniti.
Per compiere questa rivoluzione è necessario che tutte le comunità, da
quella europea a quelle locali, si attivino per svolgere la loro parte
nell'applicare le soluzioni note e nel ricercarne di nuove. La nostra
città ha le carte in regola per rispondere positivamente a questa
esigenza, per la sua storia di cultura scientifica e soprattutto per la
sua attualità di città della ricerca e dei servizi. Ma non solo, anche
la non comune vivacità politica e sociale della cittadinanza
rappresenta un patrimonio enorme da valorizzare perché, mai come questa
volta, la sfida non potrà essere vinta senza il coinvolgimento di tutti
nelle scelte collettive necessarie e senza che tutti facciano la loro
parte nelle proprie scelte private.
Questa sfida può rappresentare anche una grande opportunità: nuove
prospettive occupazionali, una nuova democrazia energetica che rovesci
i rapporti di oligopolio attualmente in vigore, nuove possibilità di
ridistribuzione delle risorse naturali e nuova consapevolezza di come
queste non siano infinite, ma sufficienti a garantirci la vita, purchè
usate nei limiti della disponibilità ed equamente condivise. Questa
sfida offre anche la possibilità del definitivo abbandono dell'opzione
nucleare, recentemente rispolverata dal governo italiano: tale ipotesi
non eliminerebbe i problemi di dipendenza dall'estero, di esaurimento
della risorsa, di pericolosità dei rifiuti (scorie) e del collegamento
all'industria bellica.
Tutto questo ci spinge oggi a chiedere, in primo luogo
all'Amministrazione comunale, ma anche a tutti gli attori della vita
cittadina, una nuova politica energetica per la città di Pisa.
Non si tratta di installare qualche impianto fotovoltaico in bella
mostra, si tratta di considerare il comparto energetico come
discriminante nelle scelte politiche, nelle scelte progettuali e nelle
scelte di consumo.
Proponiamo quindi:
l'immediata adozione di provvedimenti semplici ma efficaci, che
recepiscano e applichino scrupolosamente la normativa nazionale e
regionale in materia (Dlgs 192/05, Dlgs 311/07, Finanziarie 2007-2008,
DM 115/08, LR 39/05);
la redazione di un nuovo Regolamento Edilizio, sull'esempio di quelli
realizzati in molte città italiane, che ponga la questione energetica
come componente fondamentale dei requisiti per le trasformazioni urbane
(sia piccole che grandi);
la verifica che in tutti i nuovi progetti per la città, in previsione o
approvati, siano stati presi in considerazione tutti gli interventi
possibili per l'efficienza energetica e la generazione da rinnovabili,
e, in caso di risposta negativa, la revisione dei progetti stessi;
l'istituzione di una Consulta per l'energia, che raccolga tutte le
componenti della comunità cittadina, con il compito di coordinare tutti
gli interventi necessari, anche con i comuni limitrofi, di ideare nuove
soluzioni per la città e di diffondere capillarmente le informazioni
disponibili.
Circolo Legambiente Pisa
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