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    GIOVEDI 13 NOVEMBRE 2014  ORE 21 presso aula multimediale di Palazzo Ricci  Presentazione del "Terzo  Libro   Bianco  sul razzismo in Italia" a cura dell'Associazio...

La minaccia Sblocca-Italia

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Sedici grandi "firme" -da Salvatore Settis a Carlo Petrini, da Tomaso Montanari all’ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray- prendono posizione contro il decreto che -nel tentativo di "rilanciare" l'economia italiana- rischia di essere un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby.  “Rottama Italia” è un libro -corredato da 13 vignette- disponibile gratuitamente in formato PDF da www.altreconomia.it/rottamaitalia, affinché -mentre il decreto viene discusso in Aula-, si apra il dibattito nel Paese.

7 ottobre 2014 - A 15 anni dall’uscita del primo numero della rivista “Altreconomia” (novembre 1999), Altreconomia edizioni festeggia il proprio compleanno regalando all’Italia uno straordinario e-book in cui sedici autori, architetti, urbanisti, archeologi, giuristi, costituzionalisti, giornalisti affrontano i 45 articoli del decreto Sblocca-Italia, che dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 12 novembre.

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I territori restano delle comunità

Mentre si avvicina il momento decisivo della battaglia contro lo Sbocca Italia, prosegue quella contro la proposta di legge di Maurizio Lupi, l’inemendabile legittimazione finale e definitiva della politica del territorio targata Craxi-Berlusconi-Lupi. Aiutateci, raccogliete  e inviate altre adesioni all’appello di eddyburg

Di seguito, l’appello contro la bozza di legge “Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazioni urbane”, predisposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Una legge, spiegano i promotori dell’appello, che aggredisce la vivibilità e la bellezza. L’unico obiettivo perseguibile, secondo le persone che hanno redatto questa “lettera aperta al ministro Lupi”, l’hanno firmata e la firmeranno, è quello di arrestarne il cammino. Per aderire inviare una email a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  

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SMASCHERIAMO L’OMOFOBIA TRAVESTITA DA ‘SENTINELLA’!

Il 5 ottobre, il movimento denominato “Sentinelle in Piedi” si riunirà in quasi 100 piazze d’Italia per ‘vegliare’ sulla libertà di 
espressione nel nostro paese, affermando che il matrimonio di diritto è e deve essere soltanto tra uomo e donna. Tra le numerose piazze italiane che vedranno, nell’arco della stessa giornata, qualche centinaio di persone leggere libri in piedi, in silenzio, troviamo anche Pisa a ospitare questo teatrino. 
Lo chiamiamo teatrino perché dietro la rivendicazione metaforica di una libertà di espressione che nessun* nega alle “Sentinelle”, si cela un atteggiamento omofobo e discriminatorio, questo sì gravemente lesivo della libertà di espressione. Affermando infatti l’insostituibilità del matrimonio tra uomo e donna, le “Sentinelle” delegittimano la possibilità di riconoscimento delle unioni omosessuali  e la rivendicazione del diritto di adozione portata avanti dalla comunità LGBTQI.

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Il Municipio dei Beni Comuni sta con la Sposa

Municipio dei Beni Comuni e cinema Arsenale presentano la prima pisana di 
'Io sto con la sposa'
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Il 16 ottobre arriva a Pisa il film 'Io sto con la sposa'.
Un mare che unisce e non frontiere che uccidono

  Oggi 3 Ottobre , a un anno dalla strage di 368 tra donne, uomini e bambini nei mari di Lampedusa, Pisa si convoca in presidio per non dimenticare, ma anche per ribadire la necessità di nuove e serie politiche di accoglienza e asilo, affinché il 3 ottobre non si ripeta come invece si è puntualmente ripetuto nel corso del 2014. Ed è proprio in questa giornata che il Municipio dei Beni Comuni lancia la notizia dell'approdo, a Pisa, di 'Io sto con la sposa', film che ha superato le “frontiere” della fortezza, e lo ha fatto a partire dalla gioia della ricerca di un futuro migliore.

Il Municipio dei Beni Comuni e il Cinema Arsenale di Pisa saranno insieme nella presentazione e nella promozione del film evento che giungerà presso la sala di vicolo del Ruschi a partire da giovedì 16 ottobre. Il lavoro di Antonio Agugliaro, Gabriele Del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry, vincitore di ben tre premi all'ultima kermesse veneziana (premio FEDIC, premio Human Right's Nights e premio della critica sociale), racconta la paradossale odissea di cinque profughi palestinesi e siriani  sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra. 
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Il nostro 3 Ottobre: per non dimenticare e perchè non si ripeta.

Ad un anno dalla strage di Lampedusa del 3 ottobre 2013, data in cui oltre 368 tra uomini, donne e bambini persero la vita naufragando a largo delle coste della piccola isola a sud della Sicilia, Africa Insieme, La Scuola di italiano Rebelde e tutto il Progetto Rebeldia convocano un presidio sotto il Comune di Pisa per non dimenticare i migranti uccisi in mare dalle politiche razziste del governo italiano e della Fortezza Europa. 

Convochiamo questo presidio non per celebrare una semplice memoria ma per evidenziare nuovamente l'inadeguatezza delle politiche di accoglienza del governo italiano, che ha  provocato altri “ 3 ottobre” in tutto quest’anno e continua a provocarne. Politiche che invece di mirare all'integrazione e all'inserimento dei migranti nella nostra società, sono finalizzate alla loro emarginazione, esclusione dal tessuto sociale e allontanamento. Anche a livello locale le scelte predisposte dall'amministrazione comunale hanno portato alla collocazione dei richiedenti asilo giunti quest'anno in strutture di accoglienza situate in zone marginali e difficilmente raggiungibili. Zone nelle quali non arrivano nemmeno i mezzi pubblici e dove a fronte dei 33 al giorno percepiti dagli enti gestori vengono negati tutta una serie di servizi e diritti per cui quei fondi sono stati stanziati (assistenza legale, mediazione culturale, corso di italiano...).  
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Ikea "smonta" i diritti dei lavoratori e la dignità

Il 24 Ottobre 2012  il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, dopo aver posato la prima pietra per la costruzione dello store Ikea ai20141001ikea.jpg Navicelli  dichiarava: “Una grande opportunità di lavoro per il nostro territorio, che già da adesso si sta realizzando con le aziende che lavorano alla costruzione e che aumenterà quando la struttura sarà a pieno regime” e questo mentre anche il Presidente della Regione Rossi rilancia con il caso Ikea la Toscana come “luogo di investimenti e politiche di sviluppo”.

E come volevasi dimostrare non è stato che un miraggio, l’ennesimo. Dopo pochi mesi benché i numeri del nuovo magazzino siano tutti positivi, la multinazionale procede ai primi licenziamenti. Ikea punta al profitto e ci riesce in questo primo anno di apertura chiedendo sforzi e impegno ai lavoratori, ma al dunque dei rinnovi contrattuali, dimentica chi per loro ha lavorato e sudato. E di punto in bianco, con pochi giorni di preavviso, puoi ritrovarti senza un lavoro, perché il contratto interinale lo permette, ma soprattutto perché la spietatezza del profitto lo richiede. E lo richiede il governo Renzi con il Jobs Act e le recenti dichiarazioni sul diritto dell'impresa di licenziare i lavoratori a suo piacimento. Questa è la rivoluzione-restaurazione della vulgata renziana e dei blocchi di potere che ha scelto di rappresentare.

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Dalla guerra alla crisi. Andata e ritorno

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Come si legittima un conflitto militare? Come è possibile che la guerra possa ancora rappresentare una soluzione alle vertenze internazionali, un sistema praticabile, presentato addirittura come strumento di pace e di ordine sociale nelle zone di conflitto? La contraddizione, forse, è solo apparente. La guerra è una conseguenza inevitabile del mondo nel quale viviamo, un esito coerente con i meccanismi che determinano le nostre esistenze, l'implacabile stagione di un ciclo con tappe ben ordinate e scandite. 
La crisi economica è stata - ed è ancora, in tutta la sua tragica attualità - la premessa maggiore del conflitto globale in corso. Una crisi che è partita ben prima che venisse annunciata, partita dal basso, dall'insinuarsi di una povertà sempre più radicata nelle fasce più vulnerabili del tessuto sociale, dalla lenta e inesorabile sottrazione di diritti - anche di quelli che sembravano storicamente consolidati - nel mondo del lavoro, nella vita di tutti i giorni. Crisi riassunta nelle logiche di speculazione che investono i singoli territori, fino a diventare sistema. Se c'è un'immagine che meglio simboleggia i nostri anni, è il colpevole abbandono delle cose. 
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GLI INTERVENTI DI POLIZIA ALLA BIGATTIERA MERITANO CHIAREZZA

IL COMUNE DI PISA NON RISPETTA GLI IMPEGNI PRESI

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Nei giorni scorsi, abbiamo assistito all’ennesima campagna di stampa contro i rom del campo della Bigattiera. Stavolta, ad accendere la miccia sono stati dei «controlli straordinari» di polizia nell’insediamento, a seguito dei quali – così si apprende dalla stampa – sarebbero stati identificati alcuni stranieri irregolari, e sarebbero stati disposti alcuni decreti di espulsione. 

Ci chiediamo anzitutto che cosa significhi l’espressione «controlli straordinari». Se vi sono delle indagini in corso, come noto, la Magistratura può legittimamente autorizzare perquisizioni domiciliari. In assenza di un provvedimento del giudice, però, i continui “blitz” nei campi si configurano come un’inutile vessazione: perché, se non vi sono indagini in corso, i rom devono essere periodicamente “controllati”? dobbiamo considerarli apriori “sospetti”, in quanto rom, indipendentemente dai loro comportamenti? Se questa fosse la logica, saremmo in presenza di un’evidente discriminazione, vietata dalla legge nazionale e internazionale. 
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FOSSABANDA: C'E' L'ACCORDO, ORA IL COMUNE ACCETTI LA PROPOSTA!

Riceviamo e pubblichiamo la nota del sindacato studentesco Sinistra Per sulla vicenda del complesso S. Croce in Fossabanda, auspicando che la trattativa si concluda velocemente restituendo questo spazio abbandonato alla sua funzione sociale.ciclotuor1.jpg

FOSSABANDA: C'E' L'ACCORDO, ORA IL COMUNE ACCETTI LA PROPOSTA!

Apprendiamo da comunicazione nel CdA del DSU di oggi che la trattativa
​ tra Amministrazione Comunale e Azienda Regionale per il Diritto allo Studio​
 sull'immobile di Santa Croce in Fossabanda 
​sta finalmente andando incontro ad un esito positivo. La trattativa era stata fortemente voluta da Sinistra per..., che lo scorso anno aveva aperto la vertenza
 con un'occupazione che denunciava 
​la ferita aperta dell'emergenza abitativa in città
 e il fatto che
​ per contro​
 quello stabile fosse rimasto vuoto ed inutilizzato per anni
​.​
 
​M
anca, 
​oggi
, solo 
​l'approvazione dell'accordo da parte del Comune di Pisa; e
 Fossabanda 
​​
diventerebbe una casa dello studente e una mensa universitaria
​ per almeno quattro anni​
, 
​contribuendo ad arginare 
l'emergenza abitativa –
​ ​
che quest'anno
​ si aggraverà​
, 
​vist
i i dati 
​di pochi giorni fa ​
della prima graduatoria provvisoria del DSU
​ ​
– e
​ il problema del servizio mensa nell'area Piagge-Cisanello, interessata da un flusso sempre maggiore di studenti che ad oggi si appoggiano solo sulla piccola mensa di via Betti, inevitabilmente congestionata.

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Chi difende i diritti va in galera, chi li attacca ha la camicia nera"

Marco e Nunzio liberi subito!nunzio1.jpeg 

I compagni e le compagne di Progetto Rebeldia e Sinistra per... esprimono massima solidarietà a Nunzio e Marco, nostri fratelli e compagni, che questa mattina hanno subito due misure di restrizione della libertà personale.
Marco è stato messo agli arresti domiciliari, Nunzio tradotto a Regina Coeli, in carcere.
La loro colpa è quella di aver difeso chi vuole battersi contro l'omofobia e per un'educazione sentimentale libera da ogni pregiudizio, la loro colpa è quella di aver praticato l'antifascismo.
Siamo stanchi di vedere chi lotta per i propri diritti perseguitato da una magistratura che emette  provvedimenti ad orologeria, rendendosi complice di un nuovo clima politico, creato ad hoc dal governo Renzi, che vuole distruggere e mettere ai margini qualsiasi forma di lotta per i diritti sociali.

"Chi difende i diritti va in galera, chi li attacca ha la camicia nera, Marco e Nunzio liberi subito!" 

 

Dalla Guerra alla Crisi A/R

Privatizzazioni e svendite: la guerra del Governo 
Renzi ai beni comuni e ai diritti 
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IL NOSTRO TRE OTTOBRE

per sottoscrivere l'appello.
http://www.meltingpot.org/Il-nostro-3-ottobre.html#.VB_MHhYzKfU


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L’anniversario del 3 ottobre, quando 368 donne, uomini e bambini persero la vita nel naufragio di Lampedusa, trova un mondo dilaniato dal diffondersi di conflitti asimmetrici inediti e dall’acuirsi di quelli che da decenni segnano il pianeta. Da Guantanamo ai tagliagole in Iraq, passando per le decine di migliaia di morti in Ucraina, a Gaza e in Siria, per la nuova guerra civile in Libia e il perpetrarsi delle dittature sanguinarie del Corno d’Africa, la stessa cultura dell’odio e del calcolo economico, che mai dà priorità alla vita e ai desideri delle persone, si sta materializzando in un orizzonte di devastazione e guerra probabilmente senza precedenti per l’intensità e le modalità globali. 
 

 

 

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