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    Una dura storia di cuoio
    Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo all’interno del progetto europeo “ Change your shoes ”, che ha per finalità le criticità sociali e ambientali della filiera globale...
  • 07/07 15:30 | Logge dei Banchi
    La svolta della Mattonaia
    La svolta della Mattonaia,  un altro sviluppo per la città è possibile giovedì 7 Luglio alle 15:30 tutti in Comune  per chiedere che la Mattonaia sia tolta dal piano de...
  • 10/07 18:00 | Circolo ARCI Pisanello
    Finale - Mondiali Rebeldì 2016
    Dal 10 Giugno al 10 Luglio Tornano i Mondiali Rebeldi!  Dai un calcio al pallone e uno al razzismo! A breve il calendario delle partite e degli eventi. Per restare sempre aggiornati seguite la p...

EX-GEA: 13 ANNI TRA SGOMBERI E BUGIE.

 IL VERO OBIETTIVO: LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE

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Era il 30 maggio del 2003 quando il Progetto Rebeldia liberava e restituiva alla città un edificio di proprietà dell'Università di Pisa situato in via Emanuele Filiberto: l'ex-Asnu. Occorre ripartire da quella data per ricostruire le politiche immobiliari dell'ateneo pisano su questo immobile, alla luce della recente pubblicazione della messa in vendita dello stesso. L'università reagì a quell'occupazione procedendo con lo sgombero di quello spazio, rifiutando qualsiasi confronto per il riutilizzo sociale dell'area richiesto da Rebeldìa in tutti questi anni, con la motivazione che quelle aree erano indispensabili per la didattica e la ricerca. Niente di più falso! In questi 13 anni quello spazio è stato lasciato vuoto e abbandonato e questo bando di gara è l'esito finale delle bugie e falsità ripetute in questo decennio prima dal ex-rettore Pasquali e poi da Augello.
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Lavorare Senza Padroni

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Il Silenzio degli Insolventi

Il dossier di Una città in comune – PRC 
sul sistema delle fideiussioni tossiche di Pisa
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Nel maggio 2015 il tribunale di Pisa dichiara il fallimento di un’impresa di trasformazione urbana, per l’incapacità di pagare i creditori. Sembra una storia come tante in tempo di crisi, ma non lo è: la società si chiama Sviluppo Navicelli SpA ed era stata fino a quel momento una delle realtà imprenditoriali più dinamiche della città.

Gestita da un ex vicesindaco e da un ex assessore al bilancio, entrambi ex presidenti di Confcommercio – uno regionale l’altro provinciale – la Sviluppo Navicelli aveva venduto un paio di anni prima un terreno alla multinazionale del mobile Ikea, alla fantastica cifra di 22 milioni di euro. Poi, il fallimento e debiti milionari. Tra questi, 3 milioni di euro di opere pubbliche non realizzate, per cui il Comune di Pisa si rivolge al tribunale. Ma una società privata che ottiene dei permessi per costruire non dovrebbe rilasciare delle fideiussioni a garanzia di casi simili?

 

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la Regione Toscana inverta la rotta

Pubblichiamo l'Appello del Nodo toscano della Società dei Territorialisti/e contro la vendita dei beni pubblici. In particolare a Pisa, parliamo del complesso dei Trovatelli e dell'ex Asl di via Zamenhoff

Vendita dei beni immobiliari pubblici: 
la Regione Toscana inverta la rotta

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Capisaldi sociali e territoriali, garanzia di inclusività e di crescita civile, i beni pubblici presiedono al disegno democratico di redistribuzione delle risorse, e il loro mantenimento in proprietà contrasta i progetti neoliberisti di trasferimento dei beni di molti nelle mani di pochi. Queste ragioni dovrebbero indurre la Regione Toscana a conservare la proprietà del patrimonio edilizio di sua competenza, a non perseguire politiche di stampo economicista nella loro gestione. E a ritirare quindi la delibera che pone in vendita molti edifici di proprietà regionale.

La Società dei Territorialisti/e è dalla parte di chi intende mantenere pubblica la proprietà del patrimonio edilizio e fondiario della nazione, la cui stessa esistenza favorisce i processi di ri-territorializzazione, sia nel territorio aperto che entro il tessuto urbano. Aree ed edifici che Regione, Comuni e Città metropolitana hanno messo all’incanto si sono infatti dimostrati luoghi di enormi potenzialità, in cui si inverano pratiche dal “basso”, esperienze di “costruzione di territorio”, sperimentazioni di nuove forme di autogoverno e di gestione collettiva del bene comune.

 

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Dibattito: La proposta di pace curda

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Mattonaia: un altro bando andato deserto!

Inascoltata la proposta di recupero avanzata dalle associazioni 

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Quello che abbiamo di fronte è l'ennesimo fallimento della giunta Filippeschi, determinata da anni a s-vendere la Mattonaia, l'edificio di proprietà del Comune di Pisa realizzato con fondi per l’edilizia popolare e mai utilizzato.  Apprendiamo infatti che l'ennesimo bando di gara per la vendita del complesso è andato deserto: nessuna offerta di privati giunge a Pisa a risanare la condizione degli immobili abbandonati e il bilancio sempre più incerto del Comune.

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Mattonaia: cronologia

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Ex-Colorificio e Distretto 42: la delibera del Comune di Napoli è un esempio da seguire.

Una lettera aperta all'amministrazione Filippeschi

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Apprendiamo con soddisfazione che il Comune di Napoli ha approvato la delibera che riconosce e inserisce gli spazi dell'ex Asilo Filangieri nei luoghi della cultura destinati alla fruizione collettiva e all'iniziativa civica. Non solo: l'atto originario costituente di questa esperienza, cioè l'occupazione, è riconosciuto nella delibera come impulso positivo e propositivo per questa scelta politica virtuosa della giunta De Magistris. Da questa vicenda possiamo facilmente dedurre che un sindaco, in nome dei valori della carta costituzionale, può dare in assegnazione diretta spazi pubblici destinati, altrimenti, al degrado e all'abbandono. Ribadiamolo: se c'è la volontà politica è possibile adottare provvedimenti amministrativi positivi, “che perseguono finalità non economiche e di profitto, ma di crescita culturale e personale dei cittadini”, come ricorda l'ex vice-presidente della Corte Costituzionale Paolo Maddalena. 

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Materiali su Banche, finanza e imprese tra scandali, salvataggi e crisi.

Raccogliamo un po di articoli e informazioni in preparazione del dibattito che si terrà Mercoledì 17 Febbraio alle ore 21:00 presso la sala Convegni della Stazione Leopolda (Piazza Guerrazzi Pisa), su 
Banche, finanza e imprese tra scandali, salvataggi e crisi. Quali gli effetti sullo sviluppo delle città ?

Rassegna Stampa in Aggiornamento

 

 

 

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Africa Insieme @Valdese

ai_derna1.jpgCome preannunciato lo sportello di Africa Insieme cambierà sede. 
A partire dall'8 febbraio ci troverete il lunedì e il giovedì dalle 18:30 alle 20:00 presso i locali della Chiesa Evangelica Valdese in via Derna 13 a Pisa.
Un grazie ai ragazzi del Bar Galleria, che ci hanno generosamente ospitato in questi anni, e un altro grazie agli amici valdesi che hanno accettato di condividere con noi questo nuovo percorso

Hai bisogno di aiuto con il permesso di soggiorno, la richiesta di cittadinanza o altri documenti? Possiamo aiutarti gratuitamente! 
Vieni a trovarci allo Sportello Migranti dell'associazione Africa Insieme, il lunedì e il giovedì dalle 18:30 alle 20:00 in via Derna 13 (presso la Chiesa Valdese).

Avez-vous besoin d'aide pour vos papiers ou pour le renouvellement de votre permis de séjour? Nous pouvons vous aider gratuitement! Venez nous voir en via Derna 13 (Chiesa Valdese) le lundi et le jeudi entre 18h30 et 20h.

 

 

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IL MUNICIPIO DEI BENI COMUNI SOSTIENE LA BIBLIOTECA “FRANCO SERANTINI”

Il Municipio dei Beni Comuni accoglie e sostiene l'appello lanciato dalla Biblioteca Fra...nco Serantini di Pisa, che nel 2012, nel quarantennale dalla morte violenta del militante anarchico di cui reca il nome, veniva costretta al trasferimento del suo patrimonio librario dalla sede del complesso Marchesi, perdendo di fatto la possibilità di garantire l'accesso agli oltre 42mila volumi e alle oltre 5mila riviste, nonché di salvaguardarne lo stato di conservazione.


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Riutilizziamo Pisa: una mappa (parte seconda)

Seconda parte del lavoro su Pisa che si propone di  seguire passi indispensabili per cambiare cose che non funzionano come vorremmo: analizzare, denunciare, proporre. Significa anche sbugiardare bugiardi e tagliare le unghie ai rapaci. La citta invisibile, rivista online, 25 gennaio 2016

E’ interessante vedere a chi appartengono gli immobili totalmente abbandonati nel comune di Pisa. Il 61% (146mila mq) è di proprietà pubblica, mentre il restante 39% (93mila mq) è di proprietà privata.
 
Tra i nomi dei proprietari privati spiccano, tutti già fin troppo ricorrenti nelle cronache locali, il costruttore Bulgarella, la famiglia Pampana, la multinazionale J Colors proprietaria dell’ex colorificio. Tra i soggetti pubblici, ecco quelli meno virtuosi: a farla da padrone è il Comune di Pisa che possiede circa 97mila mq delle aree completamente abbandonate all’interno del comune stesso (il 66% di tutto il comparto pubblico), seguono l’Università e l’Azienda Ospedaliera.
 
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