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Recita così il dispositivo della mozione approvata ieri 9 aprile al termine di una lunga giornata di consiglio comunale: “il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta comunale a ricorrere anch'essi a tutti gli strumenti a loro disposizione per evitare uno sgombero coatto dell'ex-colorificio, facendosi promotori di ogni iniziativa possibile che permetta di arrivare a una soluzione pacifica e di favorire un dialogo costruttivo tra le associazioni e la proprietà al fine del raggiungimento di un'intesa fra loro, nel pieno rispetto della legalità e dei valori sociali espressi dalle attività delle associazioni stesse”.
La discussione in questo consiglio di fine consiliatura ha avuto come introduzione dell’argomento la proiezione del servizio del TG3 nazionale di qualche giorno fa. Per la prima volta, anche se parzialmente, a Palazzo Gambacorti si è affrontato il futuro delle grandi aree industriali dismesse, di cui l’ex-colorificio è un solo uno dei tanti esempi nella nostra città.
Sulla questione particolare è intervenuto anche l’Assessore Cerri, ribadendo come non vi sia alcuna previsione di cambiamento di destinazione d’uso dell’area, dati il recente implemento produttivo della fabbrica vicina (la Gerresheimer) e data l'impossibilità tecnica anche nel medio-lungo periodio di modificare il piano strutturale.
Dopo un silenzio di quasi sei mesi l'Amministrazione comunale ha dato una risposta chiara alle migliaia di persone che il 16 febbraio sono scese in piazza in difesa dell'ex Colorificio Liberato, e alle centinaia di cittadini che ogni settimana ne attraversano lo spazio per le tante attività (dalla palestra di arrampicata alle proiezioni, alla musica, agli sportelli delle associazioni, ai dibattiti...). Il Consiglio Comunale non poteva continuare ad ignorare l' appello di eminenti giuristi e accademici (Rodotà, Maddalena, Mattei, Nivarra, Settis...) e gli altri appelli che in questi mesi si sono susseguiti, dagli ex lavoratori del Colorificio a importanti componenti della vita associativa e di movimento.
Finalmente, nell'ultima seduta utile, il Consiglio Comunale ha preso parola, dando un preciso mandato al Sindaco e alla Giunta affinché si adoperino in ogni modo per evitare lo sgombero che la proprietà, la multinazionale J Colors, ha chiesto a più riprese nell’ultimo periodo. Ci chiediamo inoltre, anche dopo la dichiarazione dell’assessore Cerri che fa sfumare la possibilità di una speculazione sull'area in tempi rapidi, che cosa mai la J Colors potrà e vorrà fare di uno spazio di 14.000 mq lasciato per anni in stato di abbandono, fino a quando il Municipio dei Beni Comuni non ha iniziato a prendersene “cura” nell'ottobre scorso. L'auspicio è che tutte le autorità competenti diano ora il tempo necessario per poter esperire in modo adeguato una proposta di trattativa con la proprietà per una soluzione positiva della vicenda dell'ex Colorificio Liberato. A questo risultato dovrà dare ora un contributo rapido e fattivo il Sindaco Filippeschi, tenendo fede all'impegno a cui lo vincola la mozione del Consiglio Comunale.
Come associazioni chiediamo al Primo Cittadino di passare subito ai fatti, ottenendo un congelamento della procedura di sgombero e adoperandosi per il dialogo con la proprietà.
Progetto Rebeldia
www.rebeldia.net
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Il Circolo Sel di Pisa esprime la propria solidarietà nei confronti del Colorificio Toscano occupato e minacciato di sgombero. Il Municipio dei Beni Comuni è una esperienza pilota a livello nazionale nello sviluppo dell'associazionismo di base che nel breve arco di questi mesi ha sviluppato iniziative culturali e modalità esemplari di riuso di un edificio già sede di attività produttiva da tempo lasciato nell'abbandono dalla proprietà.
Il Circolo Sel di Pisa si impegna in ogni ambito della sua attività , in particolar modo nella campagna elettorale delle amministrative, per scongiurare il minacciato sgombero, per il proseguimento della attività del Municipio dei Beni Comuni, e per estendere gli spazi sociali disponibili in città. Sarebbe un segnale importante se il Sindaco e il Consiglio Comunale sottoscrivessero in tempi rapidi l'appello di sostegno che ha già ricevuto diffuse e importanti adesioni a livello nazionale.
2-3 aprile 2013
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il Sindaco Filippeschi si accorgerà che a Pisa esiste un bene comune da difendere?
Esprimiamo l’auspicio che il servizio sull'ex Colorificio Liberato trasmesso venerdì sera 6 aprile dal TG3 delle 19 (http://www.inventati.org/rebeldia/spazi-sociali/servizio-tg3-nazionale-sullex-colorificio-liberato.html) aiuti il Sindaco Marco Filippeschi e gli altri rappresentanti nelle istituzioni cittadine a prendere coscienza dell'importanza e del valore sociale che rappresenta oggi per la città di Pisa l’esperienza del Municipio dei Beni Comuni e la nascita dell'ex Colorificio Liberato, adoperandosi con la massima celerità contro la minaccia di sgombero che sembra avvicinarsi sempre di più. Il silenzio del Primo Cittadino e il mancato svolgimento di quella naturale funzione di mediazione che gli compete non contribuiscono affatto a trovare una soluzione positiva per tutti, nel pieno rispetto della legalità.
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L' assemblea cittadina convocata dal Municipio dei Beni Comuni giovedi 4 Aprile contro lo sgombero dell'Ex-Colorificio Liberato, ha espresso una volontà: la giunta comunale e il sindaco di Pisa devono uscire da quel silenzio che continuano a perpetrare ignorando completamente l'esperienza politica insorgente nata in via montelungo da quasi 6 mesi.
Per questo la città sarà presente a Palazzo Gambacorti lunedì 8 Aprile quando in consiglio comunale il PRC presenterà una mozione affinché l'amministrazione si faccia promotore di un incontro tra la proprietà del' ex-colorificio e il Municipio dei Beni Comuni.
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Convocazione assemblea pubblica cittadina il 4 Aprile
L'Ex Colorificio Liberato, l'esperienza politica promossa dal Municipio dei Beni Comuni, nonostante si appresti a compiere i suoi primi sei mesi di vita è sotto minaccia di sgombero e negli ultimi giorni la possibilità si sta sempre più concretizzando. La proprietà attraverso una lettera ha reso pubblica la volontà di chiedere al magistrato una celere procedura di sequestro degli immobili affinché venga tutelato il possesso della proprietà da parte della multinazionale J-Colors.

Abbiamo liberato l'Ex-Colorificio dall'incuria e ne garantiamo oggi un uso sociale e pubblico nel segno di un percorso pienamente democratico e pacifico, e non comprendiamo come i titolari della proprietà rivendichino il possesso di un'area da anni abbandonata senza dichiarare pubblicamente le motivazioni che spingono a questa scelta. C'è forse l'intenzione di far ripartire la produzione creando nuovi posti di lavoro? La storia di quella fabbrica fino ad oggi ci parla di ben altre intenzioni come il carteggio che fino ad ora c'è stato fra i titolari della proprietà e la cittadinanza che ha fatto rivivere quegli spazi. Sappiamo infatti che un eventuale sgombero lascerebbe ancora una volta quei locali chiusi ed abbandonati.
La lettera di James Junghans calpesta non solo la riflessione di illustri giuristi del panorama universitario italiano, ma anche i diritti degli ex-lavoratori e di tutta la città di Pisa. La liberazione dell'Ex-Colorificio è una questione cittadina centrale perché la sua riapertura ha ridato voce a quella parte maggioritaria della città che a fatica trovava la possibilità di esistere come protagonista. In nome della rivendicazione del possesso si cancellano attività e relazioni che in quel luogo hanno ritrovato una boccata d'ossigeno in questa difficile congiuntura di crisi economica e democratica. Dopo il danno della perdita di numerosi posti di lavoro ora sembra arrivi la beffa di continuare a mantenerlo vuoto, privando di fatto tutta la cittadinanza della funzione sociale e collettiva che ha assunto quel luogo.
Oggi quest'esperienza è gravemente minacciata nel totale silenzio dell'Amministrazione comunale, silenzio molto eloquente che dimostra una volontà precisa di non riconoscimento di una realtà sulla quale vige un vivo dibattito sviluppato a livello nazionale e internazionale.
L’idea di legalità che si invoca incarna una concezione primitiva del diritto, che è invece qualcosa di assai più articolato, sulla quale si fonda la tenuta complessiva del vivere civile e sociale di una città. Ribadiamo l'idea che il diritto di proprietà non è un diritto incondizionato, ma conosce precisi limiti (garantiti dall'art. 42 della Costituzione), anni di abbandono di un sito industriale rappresentano un atto ben più illegale e contrario alla Costituzione Italiana rispetto alla riapertura e all'uso comune dell'Ex Colorificio.
La multinazionale J-Colors minaccia di mettere fine all'esperienza dell'Ex Colorificio,che tornerebbe ad essere il cadavere industriale che era, perché possa continuare ad essere uno spazio vivo, centro di un'esperienza feconda e plurale che è ricchezza per l'intera collettività; perché la storia degli operai che in quel luogo hanno lavorato fino a quando i cancelli di via Montelungo non sono stati chiusi non sia dimenticata ancora una volta; perché l'impegno di tutte le persone che l'ex-Colorificio lo hanno ripulito, riscaldato, abbellito e vivificato (per il miglioramento non delle proprie tasche ma della qualità della nostra vita) sia riconosciuto, per tutto questo vi invitiamo a partecipare numerosi all'
assemblea pubblica cittadina
ALLARME ROSSO! PERICOLO DI SGOMBERO PER L'EX COLORIFICIO LIBERATO
che si terrà GIOVEDI 4 APRILE alle ore 21
presso l'Ex Colorificio Liberato, in Via Montelugo 7/633.
La difesa dell'Ex Colorificio parte dall'azione collettiva di tutti e tutte
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di WILLIAM DOMENICHINI
( articolo originale pubblicato su Democrazia KM 0 il 28 Marzo )
Cosa ci fa una mozione, nel consiglio comunale della Spezia, in solidarietà del Municipio dei Beni Comuni di Pisa? Tant’è, Simona Cossu, capogruppo di Rifondazione Comunista alla Spezia, presenta un documento (qui il testo ) in cui chiede al sindaco spezzino del Pd, Massimo Federici, di esprimere solidarietà a quell’esperienza, inviando inoltre una lettere di sensibilizzazione al collega pisano, Marco Filippeschi, per farsi partecipe di una mediazione che impedisca l’eventuale sgombero dell’Ex Colorificio liberato .
Un atto tanto solidale quanto dovuto, visto che la scorsa giunta comunale, sempre presieduta dal sindaco Federici, partecipò al Forum dei comuni per i Beni comuni , iniziativa fortemente voluta dal giurista Alberto Lucarelli, allora assessore della giunta De Magistris, svoltosi a Napoli il 28/29 gennaio 2012. Un’esperienza feconda, che mise in rete realtà amministrative, associazioni e forze politiche che stavano investendo tempo ed energia nella costruzione di una forma di resistenza in difesa dei res commune omnium.
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Il
Bando Ideazione, aperto dal Progetto Rebeldia la scorsa estate
nell'attesa profetica di uno spazio da inventare, da colorare, in
questi mesi ha raccolto numerose proposte. Molte di queste si
sono realizzate altre si stanno ancora coordinando per la gestione di
spazi in un clima di autogestione condivisa.
Un
esercizio di partecipazione faticoso ma anche molto divertente quello
della pianificazione e dello sviluppo di uno spazio: riutilizzare e
riqualificare, in quei tempi brevi che riescono a colmare dei vuoti e
che non passano nè per demolizioni nè per nuove cementificazioni.
L'immediata messa in pratica e la possibilità reale di
partecipazione in questi mesi hanno determinato spazi di libertà per
moti singoli, collettivi, gruppi o associazioni che nessun
altro bando avrebbe
mai potuto raccogliere.
Ma
l'ex-colorificio è stato anche innesco di nuove idee, e nuove
proposte nate come un vestito naturale sui muri grigi di una
ex-fabbrica abbandonata al degrado che certo Pisa non meritava.
Le
caratteristiche del Bando IdeAzione sono
le stesse della sua nascita; non si vince nè si perde e rimane
sempre aperto. Il nostro "periodo d'ascolto" è costitutivo
e irrinunciabile per ogni percorso costruttivo che voglia nascere e
camminare al passo della cittadinanza.
Domenica
7 aprile alle ore 18
all'ex-colorificio liberato/Rebeldia
sarà il
momento di nuove proposte e nuove idee, e qualche sogno da
realizzare, ora.
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Rigenerare pratiche per agire i beni comuni
Due mesi di confronto, riflessione per consolidare pratiche e inventare nuove forme di partecipazione, rifiutarsi di essere solo cifre e tornare alla realtà, sviluppare di questo percorso una memoria collettiva che rifugga la sola immediatezza ed estemporaneità.
Suggestione alla base di questo ciclo di seminari/confronto, che si terrà nei mesi di aprile e maggio all'ex-colorificio liberato, i contenuti della rivista fiorentina curata dal Prof. Pezzella "Il Ponte", che verrà infatti presentata nel suo disegno complessivo il 12 Aprile con lo stesso curatore, assieme al Prof. Paolo Maddalena (Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale), un esponente dell'Ex-Asilo Filangeri e Gianfranco Ferraro, ricercatore in Filosofia Politica dell'Università di Pisa.
Nuove elaborazioni e nuove letture della lotta per i beni comuni alla luce di una risposta , che è già in atto e che va anch'essa letta e interpretata sulla base di nuovi bisogni. Riaprire spazi, dare un senso al vuoto colpevole, con vite e relazioni in trasformazione che rispecchiano il dinamismo della partecipazione e della cittadinanza attiva.
Cercare di attuare meccanismi di disinnesco di forme assetanti di economie, che possano celare meccanismi mafiosi, ma anche evitare forme di appropriazioni vandaliche della natura, le vere forme di impossessamento abusivo.
Di questo tratteremo il 20 Aprile con un esponente dell'Ass.Libera e F.Forno e tratteremo invece di crisi ecologica il 26 Aprile con Guido Viale, Ruzzenenti e Ricoveri.
Il mese di maggio invece vedrà ancora in date da definire, la presentazione di alcuni libri tra cui "Contro riforme" di U.Mattei, "l'Insurrezione in corso" di G.Esteva.
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A distanza di 8 anni dalla discesa del Circolo di Montemagno verso La Corte (in seguito allo sgombero dalla sua sede di allora), il Circolo vede nuovamente messa a rischio la sua sopravvivenza.
Dopo una lunga causa con la proprietà dello stabile che ospita il Circolo, la sentenza di primo grado ha stabilito la restituzione dell'immobile. Sebbene sia stato avviato il ricorso in appello il Tribunale non ha accordato la sospensiva della sentenza. Dunque nell'arco di 1, 2 mesi l'Associazione Montemagno dovrà lasciare La Corte e si troverà nuovamente senza una sede dove svolgere le proprie attività.
In questi 8, anni sotto la forma di “Cortemagno”, questa realtà ha continuato a portare avanti un'esperienza di socialità fondata sulla solidarietà e sull'offerta culturale, che crediamo rappresenti un patrimonio prezioso per un comune di piccole dimensioni come quello di Calci e insieme anche per Pisa e il territorio circostante.
Un luogo che negli anni è stato, e ancora oggi è, un punto di riferimento per coloro che hanno scelto di vivere nella Valgraziosa.
Un'esperienza che riteniamo preziosa per la sua capacità di dar vita ad un'aggregazione basata sul confronto, su offerta musicale e culturale che valica i confini paesani (dal Circolo sono passati personaggi come Miguel Gotor, Jack Hirschman, Bobo Rondelli, I Gatti Mezzi, i Dinamitri Jazz Folklore, i Tres e molti altri artisti di livello internazionale, come Luke Winslow tanto per citare un esempio, che oggi trovano posto nella programmazione di una radio come Rai Radio 3).
Ma anche per il tentativo di portare avanti, grazie al fondamentale e stimolante confronto con il G.A.S Calci (uno dei più grandi gruppi di acquisto solidale a livello regionale), una cultura del cibo che guarda alla filiera corta, alla produzione biologica e al rapporto diretto con i produttori.
Un'esperienza fortemente radicata nel territorio del Comune di Calci, da cui ha preso vita una comunità solidale di persone, e contestualmente capace di attrarre soci e sostenitori da Pisa, Livorno e Lucca, e di configurarsi come punto di appoggio per le iniziative di diverse realtà di volontariato pisane (nel corso degli anni il Circolo ha ospitato cene di autofinanziamento e di sostegno a realtà come Amnesty International, la “Carovana antimafia” promossa da Libera e dall'Arci, la Biblioteca Serrantini, Rebeldia, Il Manifesto, Fratelli dell'Uomo, il Distretto di Economia Solidale Altro Tirreno, tanto per citarne alcuni).
Per questo motivo riteniamo che questa realtà rappresenti un patrimonio comune e per tanto debba essere assolutamente difesa. Invitiamo i cittadini a mobilitarsi in difesa del Circolo e chiediamo alle Istituzioni di avviare un percorso condiviso per individuare una soluzione concreta che consenta la sopravvivenza di questa esperienza.
Per aderire scrivere a
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Pubblichiamo l'iniziativa organizzata a Roma il 6 Aprile da Scup! Sport e Cultura Popolare. Il Municipio dei Beni Comuni sarà presente a raccontare l'Esperienza deil'Ex colorificio Liberato:
6 aprile incontro nazionale :
" leggittime occupazioni "
Sabato 6 aprile, S.Cu.P. - Sport e Cultura Popolare, via Nola 5, Roma. Legittime occupazioni Una giornata di incontro e confronto tra alcune nuove occupazioni e i progetti che portano avanti, per conoscersi, confrontarsi e costruire percorsi.
Programma della giornata
h 11.00 Tavolo di lavoro sulla transizione (continuazione della discussione tenuta durante United Colors of Commons di Pisa).
h 13.30 Pranzo a cura dell'Hostaria Agli Scuppiatti.
h 14.30 Tavola rotonda tra web radio con Radio Sonar, Radio Roarr e Radio Kairos.
h 15.00 Tavola "Biblioteche al tempo della crisi. Percorsi dal basso di autogestione, riappropriazione e condivisione dei saperi".
h 18.00 Incontro pubblico "LEGITTIME OCCUPAZIONI".
Partecipano: Teatro Valle, Nuovo Cinema Palazzo, Mushrooms Project, Municipio dei Beni Comuni (Pisa), Teatro Pinelli itinerante (Messina), Labàs occupato (Bologna), Mezzocannone occupato (Napoli), Maria Rosaria Marella (docente di diritto privato presso l'Università di Perugia e membro della Commissione Rodotà).
h 20.30 Cena e BiblioMatch: le biblioteche si sfidano a colpi di citazione!
** Segui tutta la giornata in diretta su radiosonar.net e radioroarr.org **
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Pubblichiamo l'iniziativa organizzata a Rimini il 6 e 7 Aprile da Lab.Paz Project. Il Municipio dei Beni Comuni sarà presente a raccontare l'esperienza dell'Ex Colorificio Liberato
Produrre il comune e autogestire:
connettersi, conoscersi, cooperare
Sabato 6 e Domenica 7 aprile 2013
@Spazio Duomo Rimini (Via Giovanni XXIII, 8 Rimini)
"Non ti limitare a sognare ciò che senti di poter realizzare,concludilo, e poi non ti lasciare andare...le emozioni che ti scaldano il cuore, lasciale sfogare" - (Villa Ada Posse - Rabbia e Amore)
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Per entrambe le giornate apertura ore 14.30 >>>
Mostra interattiva “Attimi” a cura di Melissa Cecchini e Lab.Paz Project
Mostra fotografica “Altra vista” di Alessandro Maggio e Claudio Buosi
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SABATO 6 APRILE 2013
ore 15.30 >>>
Romagna dal basso.
Una road map delle esperienze territoriali a confronto
Partecipano: Ravenna Punto a Capo, Fare Comune Rimini, Visergas, Comitato Difesa Sociale Cesena, Comitato Riqualificare Non Costruire, Coordinamento dei Comitati Romagnoli per l'Acqua Pubblica, Gap Rimini
ore 17.30 >>>
Occupa, resisti, produci. Che cosa può un centro sociale?
Alcune esperienze a confronto
>"Beni Comuni e spazi Sociali e una creazione collettiva" - Francesco Biagi Ex Colorificio Liberato / Municipio dei beni comuni Pisa
> “Svegliatevi! La forza di un progetto: ZtlWakeUp!” - Nicola Vendraminetto collettivo Ztl Wake Up Treviso;
>“Dal Mezza Canaja all'Arvultura. Storia di un percorso costituente” - Nicola Mancini Spazio Sociale Arvultura Senigallia;
>“Forno comune e pane per tutti. Casa Bettola 2.0” – Simone Armini Casa Bettola Reggio Emilia
>“Dalla periferia al centro: Bruno bene comune” - Rolando Lutterotti Cso Bruno Trento
>“La forza della cooperazione dal basso: un progetto di orto sociale a Bologna”- Làbas Bologna
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