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RiutilizziAMO Pisa 2.0

Il suolo è una risorsa non rinnovabile, ormai scarsa sul territorio, e in particolare sono rare le superfici coltivabili. Se si considerano le aree utilizzabili per la produzione di cibo senza particolari accorgimenti (sistemazioni idrauliche e altre sistemazioni agrarie, irrigazione), si vede che esse coprono appena l'11% delle terre emerse. Le superfici coltivabili sono anche quelle maggiormente investite da costruzioni e infrastrutture. Ad oggi, produzione di cibo e consumo di suolo sono in diretta concorrenza, a scapito della produzione di cibo, in particolare nel nostro Paese.

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Il Ballo del Mattone

Il ballo del mattone by maroma on Mixcloud

 

Pisa all'abbandono

Pisa all'abbandono

Aree completamente inutilizzate
per centinaia di migliaia di metri quadrati.

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Sono dati inquietanti quelli che emergono dalla seconda edizione di 'Riutilizziamo Pisa', realizzata a cura del Municipio dei Beni Comuni, al centro di una presentazione che si terrà giovedì prima alle 18.30 e poi alle 21.00 alla presenza dell'architetto Alessandro Baldassari e del prof. del Politecnico di Milano Agostino Petrillo presso il Polo Carmignani di Pisa.

Dati inquietanti e indici gravi che non solo non corrispondono all'immagine di una pretestuosa rinascita della città tanto sbandierata nelle giornate della visita presidenziale, ma sono al contrario la prova che Pisa è schiacciata dal peso di speculazione e interessi privati. Tre anni sono trascorsi da quando la campagna lanciata a livello nazionale dal WWF fece la sua prima comparsa, ma l'orizzonte da allora è mutato, precipitato. Anche a Pisa le politiche del cemento e del consumo di territorio da un lato, e dell'abbandono di decine e decine di edifici pubblici dall'altro, sono andati avanti, diventando via via più aggressive. 

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Riutilizziamo Pisa 2015

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Il Ballo del Mattone

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La Qualità Urbana ai tempi di Filippeschi:

La Qualità Urbana ai tempi di Filippeschi:
voi  cemento e Biennali, noi riqualificazione  i bisogni reali
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Nella visione schizofrenica dei suoi amministratori - un giorno sugli allori, un giorno nel letame -  Pisa passa dalla condizione di 'trincea' a laboratorio di modelli eccellenti per la città futura, lungo un percorso ricco di incongruenze.  

Delirio securitario da un lato, trionfalismo urbanistico dall'altro, viene da domandarsi in quale città viviamo e da quale parte stia la verità, probabilmente non nel mezzo, come la virtù. 

 

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Si taglia il nastro, ma dopo?

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Sabato 17 ottobre il Presidente Mattarella sarà a Pisa per inaugurare gli Arsenali Repubblicani, la darsena medievale riedificata grazie ai progetti PIUSS. Fondati nel corso del Duecento e trasformati nel secolo successivo, gli Arsenali furono presto convertiti a magazzino, poi fortezza militare; in seguito divennero la prima sede dell'Orto Botanico e nel corso del XVIII secolo vi furono istituite le carceri e una caserma di cavalleria. Dopo i bombardamenti del 1943-44, non rimasero che ruderi dei portici per galee, ma il Comune ha deciso di investire 3,5 milioni di euro provenienti dalla Comunità Europea per ricostruire (e non restaurare) questa antica struttura. Per farci cosa?

 

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Perseguire è meglio che curare.

La politica sociale del Comune di Pisa
crea illegalità a suo uso e consumo.

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Leggiamo con sconcerto e preoccupazione le dichiarazioni tramite social network del Prefetto Attilio Visconti e dell’assessore alle politiche sociale Sandra Capuzzi, riportate anche sulla stampa locale, in merito alle denunce dei capifamiglia rom trasferiti nel campo di Coltano.

Innanzitutto dobbiamo constatare che le soluzioni e le alternative decantate dall’assessore non ci sono mai state: il Comune ha infatti sbattuto per strada, senza alcuna ipotesi di ricollocazione, gran parte delle famiglie in regola col permesso di soggiorno. E poiché le bugie hanno le gambe corte, veniamo a scoprire che “l’alternativa abitativa” suggerita dall’assessore ad alcuni nuclei era una soluzione finta, priva di sostanza e sopratutto a scadenza.

Come si può pretendere di aver dato una soluzione alternativa dignitosa quando si sono fatti alloggiare appena tre famiglie, per un totale di 18 persone, in tre roulotte a Coltano, senza corrente elettrica e acqua?

 

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Le torri di Bulgarella: mafia pendente?

 

Mafia Pendente ?

Dal Coordinamento provinciale di Libera al Municipio dei Beni Comuni, dall'ARCI Pisa al Distretto di Economia Soliidale Altro Tirreno,
ieri al Parco delle Torri per dire no ad ogni criminilità organizzata.

Perquisizioni della Direzione Distrettuale Antimafia
all'imprenditore Bulgarella
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Assieme al vicepresidente e ad alti funzionari Unicredit anche l'imprenditore trapanese – ma pisano d'adozione – Andrea Bulgarella è stato oggetto di perquisizioni da parte della Direzione Distrettuale Antimafia, come riportano tutti i principali quotidiani. Il sospetto più grande sono i collegamenti che potrebbe avere con il superlatitante Matteo Messina Denaro, uno degli ultimi capi più potenti della mafia siciliana ricercato da molto tempo. A questo si aggiungono molti investimenti economici avviati in Toscana, che sono al vaglio degli inquirenti. A Pisa, spicca il complesso denominato “Parco delle Torri di Cisanello”, ad oggi incompiuto. In questi movimenti economici ha coinvolto la Banca di Credito Cooperativo di Cascina, che da tempo Bankitalia ha commissariato per evidenti criticità di gestione. In seguito, l'imprenditore si sarebbe rivolto a Unicredit, e avrebbe trovato nel suo vicepresidente Fabrizio Palenzona e altri manager, un forte sostegno per sostenere i debiti conseguiti nonostante la forte esposizione di quest'ultimi. Nel mattone, nel cemento e nella speculazione si annidano da sempre gli interessi e gli appetiti della criminalità organizzata.

 

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Le Torri di Bulgarella un monumento alla mafia da abbattere

Ogni città  ha i suoi simboli monumentali. Simboli familiari, ai quali ciascun cittadino lega un momento
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 particolare della sua vita, oppure simboli universali, conosciuti in tutto il mondo. Le città sono tali anche perché conservano monumenti che le rendono riconoscibili, identificabili. La città di Pisa lo sa bene con le sue bellezze note in ogni parte del pianeta. I monumenti sono altrettanto spesso la materializzazione di valori condivisi, intorno ai quali si uniscono e si riconoscono le comunità. Ma cosa accade quando questa funzione viene rovesciata, cosa accade quando i monumenti diventano monumenti allo scempio civile e sociale, quando diventano macabre celebrazioni di un potere criminale?

Dopo le sconvolgenti notizie di ieri, l'auspicio non può essere che uno: lo scempio delle Torri di Bulgarella cessi immediatamente. Lo scheletro di un investimento sciagurato, supportato più volte e in più modi dalla gran cassa dell'amministrazione comunale, sia abbattuto senza indugio.


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