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Solidarietà agli attivisti minacciati di Daspo

Il Progetto Rebeldia esprime esprime la propria completa solidarietà ai cinque cittadini minacciati di un decreto DASPO a causa della loro partecipazione alla manifestazione contro il corteo a sfondo pesantemente razzista e xenofobo organizzato dalla Lega Nord il 14 novembre scorso. Una volta di più nella nostra città si cerca di colpevolizzare il dissenso, la protesta, l' indignazione alla deriva securitaria e xenofoba che hanno preso buona parte delle istituzioni locali e nazionali. A chi protesta si cerca di impedire, con trovate giuridicamente fantasiose, di esprimere il proprio dissenso. Quando ancora non si è  giunti ad un accertamento delle responsabilità, si limita la partecipazione di queste persone alla vita sociale e sportiva della loro città (e non solo), per presunti reati che con essa non hanno niente a che fare.
Questo inasprimento repressivo si svolge  mentre nei palazzi di un ben mesto potere si contano al ritmo di uno al giorno gli scandali edilizi, gli sgomberi forzati, lo sperpero di risorse finanziare in opere fallimentari - Boccadarno S.p.A e People Mover, per citare i più eclatanti casi di cronaca - così come la sottrazione di risorse umane e materiali alle politiche e alle strutture sociali di una Pisa sempre più abbandonata e impoverita.

PROGETTO REBELDIA
 
leggi anche
 

Natale Rom

Sgombero coatto e percosse su minori:
il regalo dell'amministrazione pisana 

 Riceviamo e pubblichiamo il messaggio  della figlia del sig. Halilovich, sfrattata dalla casetta del campo di Coltano assieme a tutta la famiglia.

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Grazie per essere qui  ad ascoltare le nostre parole.


La nostra famiglia è formata dai genitori, Diana e Ferhat Halilovich.
Siamo in cinque minorenni e cinque maggiorenni.

Siamo a Pisa da 23 anni. Abbiamo aspettato le case di Coltano per quindici anni.

L'abbiamo avuta nel 2010. Abbiamo pagato l'affitto fino al 2012. 

Dal 2012 al 2015 non l'abbiamo pagato anche per colpa della crisi che ha colpito anche tanti italiani. E anche per colpa di una malattia che ha colpito mio padre.

Quando è arrivato l'avviso di lasciare la casa, abbiamo fatto ricorso al TAR di Firenze, ci siamo impegnati a pagare il bollettino dell'affitto a rate, questo per due mesi.
Il giorno 15 Dicembre 2015, alle ore 07.00, sono arrivati i Carabineri, la Polizia, la Guardia di Finanza, i Vigili e c'erano anche poliziotti antisommossa. Erano tantissimi, mai visti così tanti a Coltano.
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'Demoliamo Pisa'.

Il Pubblico vende la città, il Privato ringrazia.

Alcune osservazioni sulla prossima variante urbanistica.

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Recupero degli edifici abbandonati”: così esordisce l'assessora Zambito quando inizia a presentare la variante di monitoraggio alla commissione consigliare. “Abbiamo vinto” pensiamo noi, semplici uditori al tavolo, che da anni portiamo avanti una campagna incentrata sul recupero, riuso e riutilizzo del patrimonio immobiliare lasciato al degrado e all'incuria. A fronte di questo incipit ci domandiamo cosa voglia dire recupero per quest'amministrazione: qual è il reale piano di sviluppo urbanistico per la città di Pisa?

Ce ne rendiamo subito conto entrando nel dettaglio di questo aggiornamento del piano urbano, piuttosto datato visto che risale al 2001, la cui idea centrale verte sull'elaborazione di previsioni costruite sulla dinamica del “demolisci il dismesso - costruisci nuove residenze- valorizza” e quando si parla di valorizzazione economica l'amministrazione ha in mente una sola cosa: fare cassa permettendo raramente a qualche proprietario privato già ricco di aumentare la propria rendita.

 

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Speculazioni all'ombra delle mura storiche.

L'Ex ASNU rischia l'abbattimento in favore
di residenze destinate a rimanere vuote.

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Sono scadute le previsioni urbanistiche sull'area “Ex Gea” di proprietà dell'università, che prevedevano la costruzione di un palazzo di 10 metri di altezza e volume triplo rispetto alla struttura esistente: un magazzino, alcune aule di scienze per la pace e due laboratori. Con l'imminente adozione della “variante di monitoraggio” da parte del Consiglio Comunale si pone la domanda: quale futuro per questa area?

L'area è sottoutilizzata da oltre 15 anni tanto che nel 2010 era stata oggetto di una richiesta di riutilizzo da parte del Progetto Rebeldìa. All'epoca l'università rispose negativamente riesumando il progetto congiunto all' Arpat di riqualificazione di tutta l'area; progetto ad oggi definitivamente sfumato, visti anche i vincoli posti dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per preservare l'area circostante le mura medievali.

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Quartiere San Francesco e il primato degli spazi abbandonati.

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Negli ultimi anni il quartiere San Francesco ha registrato un primato negativo, aumentando progressivamente nel tempo gli immobili inutilizzati e lasciati quindi all’abbandono e al degrado, arrivando a percentuali di metri quadrati non utilizzati pari al 10 % di quelli mappati nel dossier 'Riutilizziamo Pisa' di quasi 300.000 mq. Questi immobili ad oggi vuoti risultano per lo più di proprietà pubblica, quindi comunale, provinciale o dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, basti pensare alla Mattonaia, in pieno centro, fino alla Limonaia, all’ex asilo Coccapani, all’edificio ormai inagibile e diroccato di via San Lorenzo in comodato d’uso da gratuito al Comune da anni, ai due complessi di via Zamenhof oppure l’Ex-ASNU di proprietà dell’Università di Pisa e sottoutilizzato da un decennio.
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Il Progetto Caserme è morto (RIP).

La novità? Muore per mano della stessa amministrazione. 

Comune di Pisa, Ministero della Difesa e 
il paradigma dello spreco del patrimonio pubblico.

  
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Per comprendere il presente: la storia della Ex Caserma Curtatone Montanara.

Era il lontano 1997, quando la riforma del servizio di leva privava di scopo e funzione il distretto militare di Pisa, in via Giordano Bruno. Già da 40 anni il Demanio di Stato l'aveva assegnata all'esercito. L'area in questione comprende una consistente porzione di città in pieno centro storico, circa 12000 metri quadrati: una piazza, luogo di incontro e di aggregazione, un vero e proprio parco di verde pubblico fruibile da tutti veniva chiuso e nascosto agli occhi della gente.

A pochi anni dalla fine del servizio di leva obbligatorio la caserma Curtatone e Montanara veniva dismessa, abbandonata e lasciata al degrado. Fu allora che il poco lungimirante sindaco Fontanelli ideò e propose alla città un faraonico piano di recupero e di riqualificazione che mirava al cosiddetto 'sviluppo', cioè offriva grandi possibilità di speculazione, e nulla aveva a che vedere con il bene comune.

 

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Foto Racconto Stazione parte 2

Camminando nel quartiere della stazione, parte seconda

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La seconda passeggiata del nostro viaggio attraverso Pisa, si è svolta nel giorno di sabato 28 ottobre e ha approfondito la scoperta dell'area sud del quartiere di Sant'Antonio. La nostra attenzione si è concentrata particolarmente su via Cesare Battisti, compreso il complesso della Sesta Porta, e per finire, dopo aver attraversato piazza Vittorio Emanuele, via Pascoli e ancora oltre, quasi a lambire le prime propaggini del quartiere San Martino.

 Il punto di incontro è stato nuovamente il piazzale antistante la Stazione centrale, animato dal flusso di un sabato pomeriggio quasi invernale, con i pendolari, i turisti, le famiglie in movimento per il fine settimana. Una prima sorpresa: oggi la fontana è in funzione: buoni presagi o un sapiente istituzional inganno ?
 
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A differenza della nostra precedente passeggiata, ci siamo diretti a Ovest fino a incrociare un'importante arteria d'ingresso alla città che costeggia lo storico quartiere di Porta a Mare, via Cesare Battisti. Punto nevralgico del traffico dei mezzi pubblici, luogo di incontro delle molteplici culture e comunità migranti che popolano l'area della Stazione, via Cesare Battisti verte in uno stato di malinconico squallore. Il manto stradale è stato rifatto in concomitanza con la chiusura dei lavori della Sesta Porta, ma questo non migliora il panorama. 
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Che non si muova una foglia

Riflessioni sul tema della sicurezza a Pisa

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"Per il potere qual è l’essenza della città?

Essa fermenta, piena di attività sospette,

di delinquenza; è un focolaio di agitazioni.

Potere dello stato e grandi interessi economici

non possono concepire molto di più

di una strategia:

svalorizzare, degradare, 

distruggere la società urbana."

(H. Lefebvre, Il diritto alla città) 

Giornalismo e barbarie.

La questione sicurezza, nell’accezione più securitaria del termine, è diventata centrale nel dibattito pubblico. Ad aprirle la strada, un giornalismo sempre più dedito a esaltare fatti di cronaca minore, a dare spazio alla narrazione del furto, dello scippo, del minimo atto illecito. I protagonisti di questi racconti ormai inflazionati sono spesso cittadini appartenenti alle fasce più povere e marginalizzate, verso le quali è più semplice catalizzare l'odio e il razzismo, che permeano larga parte dell’opinione pubblica.

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Un natale diverso con Fratelli dell'Uomo

  In Toscana il pacco Baobab!

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Con Fratelli dell'uomo metti sotto l'albero il pacco "Baobab" per unNatale solidale e consapevole a sostegno della fattoria integrata di Rissò in Senegal.
Con un contributo di €15 potrai scegliere di regalare il nostro pacco “Baobab” confezionato con prodotti biologici dell’Azienda Agricola Biologica Floriddiache coltiva esclusivamente cereali antichi e li trasforma con un mulino a pietra e la trafilatura al bronzo.
Nel pacco troverai:
► Fusillotti di grani duri antichi
► Miglio biologico decorticato
► Ceci biologici
► Presina artigianale realizzata con materiali di riciclo

Il tutto confezionato in una sacca porta oggetti realizzata con materiale
riciclato!
Qui l'evento facebook: https://www.facebook.com/events/1064845286883392/
È possibile prenotare fino a mercoledì 9 dicembre.
Per ulteriori informazioni e prenotazioni:
3807980033
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Sul quartiere della Stazione

Quello che negli anni l'amministrazione ha distrutto, oggi è la risposta.

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La Giunta Comunale si è occupata da poco “della riqualificazione e della sicurezza della stazione e delle zone limitrofe” e senza alcuna discussione in consiglio Comunale né interlocuzione con le associazioni o con i diretti interessati, ma ha deliberato alcune discutibili linee d'indirizzo e intervento.

I presupposti e le specifiche che semplicemente la Giunta mette nero su bianco rispetto al quartiere della stazione nascondono l'inadeguatezza nel leggere una realtà ben più complessa e articolata, in quanto luogo di incontro di varie istanze. E' stata fatta un'analisi del contesto come se già si avesse in mente un'unica soluzione possibile: la Polizia.

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Appello riapertura confini nei Balcani

Il Progetto Rebeldia aderisce e invita ad aderire inviando una mail a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  all' 

Appello per
una immediata riapertura dei confini lungo i Paesi della rotta balcanica

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In questi giorni, dal confine greco-macedone di Idomeni fino a tutti i confini dei Paesi della cosiddetta ‘rotta balcanica’ (Macedonia, Serbia, Croazia e Slovenia), stiamo assistendo a grandi cambiamenti per le migliaia di persone che tentano disperatamente di raggiungere la Fortezza Europa.

 

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Frontiere chiuse alle armi non alle persone

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Abbiamo appreso dalla stampa, dopo le dichiarazioni del deputato Mauro Pili, di come sia incrementata la movimentazione italiana di armi anche in territorio toscano. In particolare sarebbero sbarcati al Porto di Piombino 4 tir carichi di bombe Mk83, prodotte in Sardegna e destinate all’Arabia Saudita.

Da anni questi trasporti avvengono senza soluzione di continuità, ma dopo gli attacchi terroristici di Parigi questa movimentazione sarebbe aumentata coinvolgendo il territorio toscano, dove sappiamo esservi importanti centri di smistamento e deposito di armi come la base militare di Camp Darby e l’Aeroporto Militare di Pisa.

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